<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>...E Gioia Sia! &#187; Pensieri e Riflessioni</title>
	<atom:link href="http://www.egioiasia.com/category/riflessioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.egioiasia.com</link>
	<description>Condivisioni su temi di Attualità e sul Vangelo alla luce del carisma di Chiara Amirante e di Nuovi Orizzonti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 05:49:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Lettura Sapienziale (parte seconda)</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/09/06/lettura-sapienziale-parte-seconda/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/09/06/lettura-sapienziale-parte-seconda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 05:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2012</guid>
		<description><![CDATA[<p>Si può vivere ogni evento della giornata in modo orizzontale, casuale, frutto del destino o delle sole libertà umane in movimento, oppure anche in modo verticale, trascendente, scoprendo dietro ogni singolo evento del quotidiano un mistero da cercare, vivere, abbracciare, amare. Ecco la meraviglia e lo stupore dei piccoli che torna come necessario elemento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si può vivere ogni evento della giornata in modo orizzontale, casuale, frutto del destino o delle sole libertà umane in movimento, oppure anche in modo verticale, trascendente, scoprendo dietro ogni singolo evento del quotidiano un mistero da cercare, vivere, abbracciare, amare. Ecco la meraviglia e lo stupore dei piccoli che torna come necessario elemento di questa rivoluzionaria spiritualità. Questa sensibilità di lettura degli eventi è da acquisire, è un’arte, ma anche un dono da chiedere.</p>
<p><em>E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini</em> (1Cor 1,22-25).</p>
<p>Condivido con voi alcuni esercizi in cui <strong><em>Chiara Amirante</em></strong> ci ha fatti allenare in questi anni a Nuovi Orizzonti.<span id="more-2012"></span></p>
<p>Si inizia guardando ogni evento, dandosi uno “stop” e imponendosi di lodare per quell’evento o quel fatto osservato, sia che sia positivo sia che sia negativo. Si tratta di un esercizio, ma diventerà uno stile di vita che trasformerà il nostro modo di vedere la storia, che diventerà <em>storia di salvezza</em>. Mi sveglio la mattina, per prima cosa grido di gioia aggredendo la giornata con un “lode e gloria a Te Signore per questo nuovo giorno che mi doni! Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo” e così continua lodando per il sorgere del sole, per il lavoro che ti aspetta,per il cinguettio degli uccelli… e se tutto non è così splendido appena ti svegli lodalo lo stesso perché puoi condividere con Lui quelle volte che si è trovato ad esser in situazioni analoghe… se ti senti solo, lodalo perché puoi condividere la solitudine che ha vissuto al Gethzemani, se ti senti con pesi eccessivi, lodalo perché puoi condividere e offrire per la salvezza delle anime il peso portato da Lui con la croce, e se ti fa male il ginocchio perché c’è stato il temporale, lodalo perché puoi vivere qualcosa che Lui ha vissuto nella dolorosa passione quando è caduto a terra schiacciato dai pesi messigli addosso e dalle frustate ricevute… e se arriva quella signora che non sopporti e che ti scombina i piani, lodalo perché in lei poi trovare l’occasione di perdere la tua volontà per farti guidare dallo Spirito Santo che te l’ha mandata, e se vedi un tuo amico disperato che è stato lasciato dalla ragazza e si sfoga con te, lodalo perché in lui puoi consolare Gesù che soffre…</p>
<p>Di esempi ne possiamo fare a migliaia. Trasforma ogni evento in lode e atto d’Amore in cui trovare Gesù. Più aumenterà l’intensità del dolore e dell’offerta, più sarai configurato a Cristo vittima innocente per i nostri peccati e potrai partecipare alla sua Resurrezione che presto investirà il tuo cuore riempendolo di una gioia celeste.</p>
<p>Esercitiamoci dunque nella perfetta letizia, accogliendo con gioia ogni tribolazione, persecuzione, calunnia, tradimento, difficoltà e sofferenza. Accogliamo ogni dolore con grande amore, sapendo che in ogni croce che il Signore ci dona di vivere durante la giornata è nascosta la possibilità di un più profondo incontro con Lui.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/09/06/lettura-sapienziale-parte-seconda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Indagini geologiche. Alla ricerca di fondamenta buone (Scampoli d&#8217;omelia nella XXIII domenica del tempo ordinario)</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/09/04/indagini-geologiche-alla-ricerca-di-fondamenta-buone-scampoli-domelia-nella-xxiii-domenica-del-tempo-ordinario/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/09/04/indagini-geologiche-alla-ricerca-di-fondamenta-buone-scampoli-domelia-nella-xxiii-domenica-del-tempo-ordinario/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 09:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Luigi Maria Epicoco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2388</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: center"></p> <p>In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/09/discepoli-poveri-colored.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2389" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/09/discepoli-poveri-colored.jpg" alt="" width="472" height="329" /></a></p>
<p><em><span>In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:<br />
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.<br />
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.<br />
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.<br />
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.<br />
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».</span></em></p>
<p><span>La puntata del Vangelo di oggi comincia in levare. Gesù stretto da una folla numerosa che lo seguiva, si volto&#8217; e disse&#8230;. Questa annotazione del Vangelo già cambia profondamente le carte in tavola. Il Gesù che seguiamo non é uno che vuole che lo seguiamo e basta, ma é uno che vuole che lo seguiamo avendo chiare le ragioni. Non di rado, allora, Egli pone delle domande spiazzanti a chi lo segue. Ancora oggi fa cosi&#8217; con noi. Molto spesso usa la vita per porci delle domande profonde. E se noi non rispondiamo o siamo troppo distratti per ascoltare  queste domande, allora rischiamo o di non seguirlo più o di non trarre più nessuna utilità dal credere in lui.<span id="more-2388"></span> </span></p>
<p><span>Ma il succo della questione di oggi è più serio del solito: &#8220;Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo&#8221;.In realtà la traduzione di questo brano é semplice: su cosa poggia la nostra vita? Su nostro padre? Su nostra madre? Sul nostro lavoro? Sulla nostra salute? Sulle nostre forze? Su i soldi? Su chi ci vuole bene? Molto spesso il terreno su cui costruiamo tutta la nostra vita ha a che fare con qualcuna di queste cose. Essere cristiani significa scendere più giù nel porre le fondamenta. Tutte le cose elencate prima non sono negative in assoluto, anzi, molte sono buone, ma non sono abbastanza stabili da poter reggere tutto il peso di una vita. C&#8217;è una cosa, pero&#8217;, che rende stabile la nostra vita sopra ogni cosa: Cristo! Costruire su di Lui, amare Lui sopra ogni cosa, fidarsi di Lui sempre, ascoltarLo, seguirLo, rischiare per causa Sua, significa essere suoi discepoli. Ed essere suoi discepoli significa avere una qualche opportunità reale di essere davvero felici, di quella felicità, pero&#8217;, che non finisce con un mal di testa, ma che regge anche &#8220;i terremoti&#8221; imprevisti che ci accadono. </span></p>
<p><span>Noi siamo, sempre troppo insicuri, arrabbiati, stanchi, depressi, tristi, precari, non perchè siamo più o meno sfortunati degli altri, ma perchè abbiamo posto le basi della nostra speranza e della nostra gioia su cose troppo precarie. Rivoluzionare le fondamenta significa cambiare tutta la stabilità esistenziale. Essere cristiani é una cosa che non puo&#8217; avere a che fare con chi è distratto, irriflessivo, presuntuoso. Queste caratteristiche sono tipiche di chi ha posto in se stesso il proprio destino. Ma allo stesso tempo, il racconto delle torri e della guerra ci ricordano che dobbiamo avere sempre strategie umane molte pratiche. Cioé dobbiamo sempre fare i conti con cio&#8217; che ci serve per arrivare al nostro obiettivo. Troppe volte noi facciamo dei propositi ma non facciamo nulla per pianificare una strategia per raggiungerli. E&#8217; cosi&#8217; anche per il cristianesimo: non si puo&#8217; dire di credere in Lui senza riempire la nostra vita di tutti quei mattoni necessari per concludere la torre. Ecco perchè non è un optional pregare, o andare a messa, o confessarisi, o meditare la parola di Dio, o occuparsi di chi soffre. Tutte queste cose sono i materiali necessari per concludere qualcosa di buono per noi stessi, ma anche per tutti gli altri. </span></p>
<p><span>Purtroppo noi abbiamo ridotto la fede ad un hobby, e cio&#8217; che ruota attorno ad essa a attrezzature per soli professionisti. </span></p>
<p><span>La fede non é un hobby del fine settimana. La fede é l&#8217;unica maniera che abbiamo per vivere una vita degna di questo nome. E Cristo ne è la Via&#8230;<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/09/04/indagini-geologiche-alla-ricerca-di-fondamenta-buone-scampoli-domelia-nella-xxiii-domenica-del-tempo-ordinario/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Condivido con voi&#8230; la Gioia piena!</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/31/condivido-con-voi-la-gioia-piena/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/31/condivido-con-voi-la-gioia-piena/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 10:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/2010/08/31/condivido-con-voi-la-gioia-piena/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Qui sulla Terra non esiste felicità completa. O meglio, c&#8217;è sulla Terra una massima pienezza di Gioia, quella di Cristo (Gv 15,9-11; 17,13), ma è imparagonabile a quella che sarà eterna in Cielo.</p> <p></p> <p>Carissimi amici, grazie per i vostri preziosi commenti e per la vostra partecipazione nelle pagine pubbliche in FaceBook, nel divulgare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui sulla Terra non esiste felicità completa. O meglio, c&#8217;è sulla Terra una massima pienezza di Gioia, quella di Cristo (Gv 15,9-11; 17,13), ma è imparagonabile a quella che sarà eterna in Cielo.</p>
<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/l_320_214_2381B64E-7130-455B-92F1-19C3D9DFFA5E.jpeg"><img src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/l_320_214_2381B64E-7130-455B-92F1-19C3D9DFFA5E.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>Carissimi amici,<br />
grazie per i vostri preziosi commenti e per la vostra partecipazione nelle pagine pubbliche in FaceBook, nel divulgare i contenuti di <a href="http://www.nuoviorizzonti.org">www.nuoviorizzonti.org</a> e nell&#8217;aver scelto di iscrivervi come Cavalieri <a href="<a href="http://www.cavalieridellaluce.net">www.cavalieridellaluce.net</a><br />
Mettiamocela sempre tutta per vivere la pienezza di Gioia sulla Terra essendo testimoni e strumenti della Sua Risurrezzione perché tanti possano viverla per sempre in Cielo.</p>
<p>Il segreto è il &#8220;Comandamento Nuovo&#8221;, dove la novità è nell&#8217;Amare &#8220;come&#8221; Lui ci ama e ci ha amato; inoltre la strada da percorrere è il vivere la Sua Parola ogni giorno, per questo non dobbiamo mai trascurare il meditare il Vangelo e lo sforzarci di vivere la Parola che per tutti noi è scelta e condivisa nella pagina pubblica di Chiara Amirante. È commuovente per me percepire che chi di noi è in Brasile o in Bosnja o ovunque nel mondo siamo uniti nell&#8217;Eucarestia e nella Sua Parola!!!</p>
<p>Dopo un&#8217;estate ricchissima nella Cittadella Cielo a Medugorje, dopo le missioni svoltesi a Ischia e a Riccione, vi chiedo preghiera ora per i semi messi nel cuore di molti e per il nuovo anno che si apre con la missione a Milano dal 17-19 settembre e col primo Ritiro Spirituale con Chiara Amirante a Roma il 3 ottobre.</p>
<p>Uniti sempre nello Spirito,<br />
&#8230;e Gioia Sia!!!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/31/condivido-con-voi-la-gioia-piena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lettura Sapienziale (parte prima)</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/30/lettura-sapienziale-parte-prima/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/30/lettura-sapienziale-parte-prima/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 04:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2010</guid>
		<description><![CDATA[<p>La lettura sapienziale è il leggere la storia e gli eventi scoprendo che tutto è grazia, tutto è dono, tutto è meraviglia! Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Lettura" src="http://www.venezia.net/blog-eventi/wp-content/uploads/2007/10/altavoce.jpg" alt="" width="414" height="371" />La <em>lettura sapienziale</em> è il leggere la storia e gli eventi scoprendo che tutto è grazia, tutto è dono, tutto è meraviglia! <em>Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio </em>(1Cor 2,9-10). Paradigmatica è la storia di Mosè: salvato da bambino dalle acque viene allevato alla corte del faraone come se fosse uno dei suoi figli, senza che gli sia nascosta la sua vera origine dal popolo schiavo degli ebrei. Gode della stessa educazione da principe, dello stesso trattamento dei figli di carne del faraone e cresce perciò colto e raffinato. All’improvviso, dopo tutti quegli anni passati alla corte del faraone, si macchia di un omicidio in preda ad un istinto di difesa per un proprio fratello ebreo e si ritrova ad essere un fuggiasco, ricercato per essere messo a morte, pastore e pecoraio in terra straniera vivendo con contadini che vivono ai piedi dell’Horeb. M’immagino il povero Mosè in quelle lunghe ore di pascolo ad interrogarsi sul senso della propria storia, della propria vita, di quelle situazioni di coincidenze che una moderna new-age leggerebbe come destino o casualità. Eppure ad un certo punto Dio <em>ascoltò il lamento d’Israele e si ricordò della sua alleanza</em> (Es 2,3). Per alcuni la vocazione di Mosè inizia in Esodo 3, ed è vero, là Dio gli conferirà il compito di liberare il suo popolo, ma c’è quella segreta e nascosta di Esodo 2,1-7 che solo la lettura sapienziale può scorgere: quando sembrava ad Israele che Dio stesse in silenzio dinanzi al suo grido ben 40 anni prima, quando sembrava buoi e oscuro e casuale la salvezza di un bimbo dalle acque, ecco invece che Dio aveva iniziato a preparare la sua risposta e la vocazione di Mosè. Dio si dà sempre in modo mediato, è il mistero stesso dell’Incarnazione. Noi abbiamo fretta, vorremmo la bacchetta magica, un Dio forte, che interviene subito…ma Dio si è fatto agnello, agnello sgozzato, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Il mondo è redento dalla pazienza, questo è il suo modo d’agire, quello che oggi prepara tu non lo sai. Quello che sembra caso o destino è invece Provvidenza, storia della salvezza. Tutto matura nel silenzio come accade al contadino che getta il seme, dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme cresce, come, il contadino non lo sa (Mc 4, 26-27). “Io ho la mia missione, che mai saprò in questo mondo, ma Tu Signore me la rivelerai nell’altro mondo. Non so come, ma io sono stato creato per fare qualche cosa o per essere qualche cosa per la quale non è stato creato nessun altro. Se sono ammalato, la mia malattia può servirti; se mi trovo in perplessità, la mia perplessità può servirti; se sono nel dolore, il mio dolore può servirti. Tutto può far parte di un disegno più grande che mi sovrasta se riesco a dire e vivere l’in manus tuas affidandotelo e scoprendo in esso un’occasione per amarti. Tu sai quello che fai Signore, io mi fido di Te!”</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/30/lettura-sapienziale-parte-prima/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In manus tuas Domine, non la mia ma la tua volontà!</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/23/in-manus-tuas-domine-non-la-mia-ma-la-tua-volonta/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/23/in-manus-tuas-domine-non-la-mia-ma-la-tua-volonta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 05:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2005</guid>
		<description><![CDATA[<p>Forse qualcuno avrà iniziato a provare a vivere quell’esercizio che Chiara Amirante ci ha consegnato. Inizialmente lo si fa con slancio e gioia perché si avvertono immediati frutti,macome sempre resta il problema della perseveranza e con il passare del tempo trascuriamo di viverlo nonostante si tratti di ripetere una semplice frase quasi a ritmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="in manus tuas" src="http://static-2.socialgo.com/cache/3598/image/avatar-12.gif" alt="" width="307" height="307" />Forse qualcuno avrà iniziato a provare a vivere quell’esercizio che Chiara Amirante ci ha consegnato. Inizialmente lo si fa con slancio e gioia perché si avvertono immediati frutti,macome sempre resta il problema della perseveranza e con il passare del tempo trascuriamo di viverlo nonostante si tratti di ripetere una semplice frase quasi a ritmo del respiro: <strong>In manus tuas Domine, non la mia ma la tua volontà!</strong> Voglio per questo insistere sull’importanza di questa preghiera così profonda e segreta che Gesù stesso c’ha donato dicendola e vivendola. Sarebbe meglio fosse Chiara stessa a parlarne, come io stesso ho avuto la fortuna di ascoltare, ma proverò a fare da “ripetitore”…</p>
<p>La preghiera “In Manus Tuas” è per noi un <em>locus </em>in cui scoprire una spiritualità e uno stile di vita di cui appropriarci. Gesù <em>via, verità e vita</em> l’ha detta e vissuta per insegnarci qualcosa, così come ha fatto quando i discepoli gli hanno chiesto “Insegnaci a Pregare” ed ha risposto col “Padre Nostro…”, preghiera e spiritualità da vivere (Cfr. Mt 26,39; Mc 14,36; Lc 22,42). Il primo passo può essere l’esercizio di ripetere queste semplici parole perché divengano la preghiera incessante del nostro cuore, ma poi le dobbiamo fare nostre in profondità, con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima, con tutta la nostra mente, con tutte le nostre forze finchè non diventino lo stile del nostro vivere.</p>
<p>Mi sono esercitato così tanto a ripeterle che quando vado a correre non riesco più ad ascoltare l’mp3 perché continuo a ripeterle alternando ad esse preghiera di lode e d’invocazione allo spirito santo… Potrebbe sembrare un’esagerazione. Potresti chiedermi perché? La risposta è: prova, prova all’inizio anche tu, poi costantemente almeno per un mese, diverrà il respiro della tua anima e quando ti troverai a correre per i marciapiedi grigi della tua città ti sembrerà di correre in mezzo al Cielo e il tuo cuore verrà rapito in alto. Immergiamoci allora nella preghiera incessante del  cuore.</p>
<p>Vivere l’in manus tuas significa riporre in Dio ogni nostro affanno, preoccupazione, ferita, stanchezza, oppressione, passando dal nostro delirio d’onnipotenza al riporre il nostro cuore nel cuore di Dio. Concretamente si traducono in esercizi di vita quotidiana che saranno a volte puri atti di volontà, perciò puri atti d’amore se fatti col cuore, a volte una grazia misteriosa che Dio ci donerà.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/23/in-manus-tuas-domine-non-la-mia-ma-la-tua-volonta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Porte ad un&#8217;anta sola (Scampoli d&#8217;omelia nella XXI domenica del tempo ordinario)</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/22/porte-ad-unanta-sola-scampoli-domelia-nella-xxi-domencia-del-tempo-ordinario/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/22/porte-ad-unanta-sola-scampoli-domelia-nella-xxi-domencia-del-tempo-ordinario/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 09:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Luigi Maria Epicoco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2376</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: center"></p> <p>In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/porta-stretta-colored.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2377" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/porta-stretta-colored.jpg" alt="" width="472" height="322" /></a></p>
<p><em>In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.<br />
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».<br />
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.<br />
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.<br />
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.<br />
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».</em></p>
<p>Uno dei lavori più delicati di Gesù è raddrizzare le domande. Proprio nel Vangelo di oggi ne abbiamo un esempio. Un tale lo ferma in mezzo alla strada e a brucia pelo gli domanda  &#8220;quanti&#8221; sono quelli che si salvano. Gesù, più veloce di lui, rettifica la domanda in &#8220;come&#8221; ci si salva, ricordando a quel tale e anche a ciascuno di noi che nel Vangelo non contano le statistiche di quantità ma di qualità. <span id="more-2376"></span>Eppure la nostra vita, molto spesso la mettiamo a paragone nelle quantità e quasi mai nella qualità: &#8220;quante&#8221; esperienza ho fatto; &#8220;quante&#8221; persone ho conosciuto; &#8220;quanti&#8221; soldi ho; &#8220;quanta&#8221; gente mi stima&#8230;..Secondo noi, il numero fa la differenza. Gesù invece vuole che puntiamo lo sguardo sulla qualità. E&#8217; come se Egli volesse dirci: &#8220;Non avere paura se nella tua vita non ci sono tante cose. Se la tua vita è un fazzoletto di cose semplici che il mondo definisce &#8220;banali&#8221;, &#8220;scontate&#8221;. Non avere paura se nessuno ti citerà mai nei libri di storia, o se non conosci di persona i grandi della terra o i VIP che popolano i giornali. Spendi il tuo tempo e le tue energie a migliorare la qualità di ciò che c&#8217;è dentro la tua vita, non a invidiare la vita degli altri. Migliora la qualità dei rapporti, della cura di te stesso, dell&#8217;ordine della tua casa, della tua alimentazione, della salute del tuo corpo, di ciò che leggi, di ciò che ascolti, di ciò che vedi. Non tutto vale la pena.  D&#8217;un tratto ti accorgerai che è molto faticoso puntare ad un&#8217;alta qualità delle cose. E&#8217; come sforzarsi di entrare attraverso una porta stretta che appare più come una feritoia che come un passaggio vero e proprio. Eppure solo attraverso di essa si esce dal recinto blindato delle paure, della depressione, del non senso, della rassegnazione, della disperazione, della solitudine, del caos. La santità è sempre organizzata, non è mai improvvisazione. E allo stesso tempo la santità è compresa ed è legata alla qualità delle cose non alla loro quantità&#8221;. Il proseguio del discorso è molto duro, e devo confessarvi che ogni sera prima di addormentarmi mi rammento di queste parole di Gesù:<em> Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.</em> Mi ricordo che non è scontato essere cristiani solo perchè abbiamo le mani in pasta nelle &#8220;cose di Dio&#8221;. Questo è valido per me che sono prete ma anche per ciascuna persona che si definisce cristiana. Possiamo frequentare la messa tutte le domeniche, e pregare tre volte al giorno e incorrere nello stesso disconoscimento raccontato da Gesù. E questo accade perchè molto spesso ciò che celebriamo, ciò che preghiamo, ciò che crediamo non tocca veramente la nostra vita, non ne cambia la qualità. Il sacro rimane rinchiuso nelle chiese o in minuti stabiliti della giornata, ma non irriga le nostre scelte, le nostre cose, i nostri rapporti. Non basta l&#8217;esteriorità a salvarci, dobbiamo sforzarci di cambiare il cuore, cioè la direzione di fondo. Siamo riconosciuti da Cristo solo in virtù di questo sforzo di cambiare qualitativamente dal di dentro, diversamente siamo sconosciuti che abbiamo vissuto solo davanti a noi stessi e a ciò che noi ritenevamo vero&#8230;</p>
<p>(La vignetta è di don Giovanni Berti <img src='http://www.egioiasia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  )</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/22/porte-ad-unanta-sola-scampoli-domelia-nella-xxi-domencia-del-tempo-ordinario/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Assunta&#8230; a tempo indeterminato (scampoli d&#8217;omelia nella festa dell&#8217;assunzione della B.V. Maria in Cielo)</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/14/assunta-a-tempo-indeterminato-scampoli-domelia-nella-festa-dellassunzione-della-b-v-maria-in-cielo/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/14/assunta-a-tempo-indeterminato-scampoli-domelia-nella-festa-dellassunzione-della-b-v-maria-in-cielo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 13:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Luigi Maria Epicoco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2365</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: center"></p> <p>In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/maria-in-vacanza-colored13.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2372" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/maria-in-vacanza-colored13.jpg" alt="" width="472" height="334" /></a></p>
<p><em>In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.<br />
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.<br />
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».<br />
Allora Maria disse:<br />
«L’anima mia magnifica il Signore<br />
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,<br />
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.<br />
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.<br />
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente<br />
e Santo è il suo nome;<br />
di generazione in generazione la sua misericordia<br />
per quelli che lo temono.<br />
Ha spiegato la potenza del suo braccio,<br />
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;<br />
ha rovesciato i potenti dai troni,<br />
ha innalzato gli umili;<br />
ha ricolmato di beni gli affamati,<br />
ha rimandato i ricchi a mani vuote.<br />
Ha soccorso Israele, suo servo,<br />
ricordandosi della sua misericordia,<br />
come aveva detto ai nostri padri,<br />
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».<br />
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.</em></p>
<p>Nel cuore dell&#8217;estate siamo abituati a festeggiare uno delle feste più solari dell&#8217;anno: l&#8217;assunzione di Maria al cielo. Forse sarà proprio quel riferimento alla &#8220;donna vestita di sole&#8221;, così come ce lo racconta l&#8217;apocalisse, il motivo per cui il 15 agosto, crocevia del sole più caldo dell&#8217;anno, noi ricordiamo questo dogma dell&#8217;ultima ora, proclamato appena pochi decenni fa da Pio XII.<span id="more-2365"></span> Ma non voglio perdermi dietro i rigagnoli delle congetture storiche e teologiche e voglio invece guardare il cuore di questa festa attraverso gli occhi del Vangelo di oggi. La scena è semplice. Questo è un Vangelo di movimento. Inizia esattamente con un passo affrettato di Maria, reduce da una delle esperienze più rivoluzionarie della storia: l&#8217;annuncio dell&#8217;angelo. Forse anche lei, come noi, quando era turbata o agitata, usciva fuori a sbollire facendo quattro passi, ma siccome questa volta il turbamento era qualcosa di più consistente di un pensiero fisso, decide di fare questa gita fuori porta, attraverso la montagna. Direzione casa di Zaccaria ed Elisabetta. Quanti pensieri ci saranno stati durante quel viaggio, ma già l&#8217;averlo intrapreso ci fa capire molte cose. Capita anche a noi di ingolfarci dietro i pensieri o le cose che ci accadono, dobbiamo avere anche noi come Maria il coraggio di staccare e di andare da qualcuno che sappiamo ci voglia bene. Solo il bene di chi ci ama veramente ci fa guarire da certe indigestioni esistenziali. Difatti, tutto ciò che segue nel Vangelo altro non è che una guarigione interiore di Maria. Fare la volontà di Dio a volte non ci fa sentire subito felici. Aderire alla realtà così come accade molto spesso crea delle spaccature interiori. Abbiamo bisogno di ricucire certi strappi, certe rotture che accadono perchè succedono delle cose che non ci aspettiamo, che non abbiamo calcolato, e che pure accadono. Il dialogo è semplice. C&#8217;è uno scontro tra due sussulti di gioia. Il risultato? il cantico più bello del nuovo testamento: il Magnificat. Dietro questo canto tutto d&#8217;un fiato di Maria c&#8217;è tutta la storia della salvezza, c&#8217;è la rivoluzione di Dio, c&#8217;è il capovolgimento delle circostanze, c&#8217;è il realismo del cristianesimo, e c&#8217;è la speranza della buona notizia del Vangelo.</p>
<p><em>Ha spiegato la potenza del suo braccio,<br />
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;<br />
ha rovesciato i potenti dai troni,<br />
ha innalzato gli umili;<br />
ha ricolmato di beni gli affamati,<br />
ha rimandato i ricchi a mani vuote.</em></p>
<p>Ecco perchè aveva ragione Dante quando diceva, attraverso la bocca di San Bernardo, che Maria &#8220;è di speranza fontana vivace&#8221;. Tutta la sua vita, i suoi dolori, le sue gioie, i suoi giorni sono segno di un Dio che attraverso la debolezza della nostra storia opera prodigi. Non dobbiamo avere paura della nostra storia, ne delle contraddizioni che in essa accadono. Dio ci salva non da quelle contraddizioni ma attraverso di esse. La festa di oggi ne è l&#8217;apice. L&#8217;argomento più convincente di questa speranza non è più un racconto, è Lei stessa, in anima e in corpo che viene assunta in cielo,senza più il &#8220;precariato&#8221; delle cose che passano della terra. Maria è &#8220;assunta&#8221; a tempo indeterminato, in quel regno dove tutto è pienezza. E&#8217; lì come pegno per ciascuno di noi, come promemoria del fatto che anche noi siamo chiamati allo stesso destino. Maria è il nostro destino. E oggi ne facciamo memoria. Ricordiamocelo sempre, specie quando tutto ci grida esattamente il contrario. La fede serve innanzitutto a questo, a fare memoria quando le circostanze della vita ci fanno dimenticare chi siamo e dove stiamo andando.</p>
<p>(La vignetta è di don Giovanni Berti <img src='http://www.egioiasia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/14/assunta-a-tempo-indeterminato-scampoli-domelia-nella-festa-dellassunzione-della-b-v-maria-in-cielo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le chiavi di casa (Scampoli d&#8217;omelia nella XIX domenica del tempo ordinario)</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/07/le-chiavi-di-casa-scampoli-domelia-nella-xix-doenica-del-tempo-ordinario/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/07/le-chiavi-di-casa-scampoli-domelia-nella-xix-doenica-del-tempo-ordinario/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 19:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Luigi Maria Epicoco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2349</guid>
		<description><![CDATA[<p></p> <p>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/chiavi_di_casa2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2352" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/chiavi_di_casa2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></em></p>
<p><em>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:<br />
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.<br />
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.<br />
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.<br />
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!<br />
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».<br />
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».<br />
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.<br />
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.<br />
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.<br />
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».</em></p>
<p>Chissà quale faccia avevano fatto i discepoli per sentirsi rivolgere questo tenero incoraggiamento raccontato dal Vangelo di oggi. Forse loro, come noi, soffrivano dell&#8217;ansia dei numeri e dell&#8217;audience. Forse si erano accorti che non erano né molti, né organizzati, né sopratutto capaci. E avevano assunto la stessa aria depressa che assumiano noi quando in un istante di lucidità ci rendiamo conto che le cose che sono attorno a noi sono troppo sproporzionate per essere vissute bene da ciascuno di noi.<span id="more-2349"></span> E&#8217; troppo faticoso amare intensamente per tutta la vita una persona. E&#8217; troppo faticoso rimanere onesti in un mondo che va avanti solo a gomitate. E&#8217; troppo faticoso lavorare sulla propria libertà quando il nostro corpo o magari le nostre emozioni  dicono esattamente il contrario. E così potrei proseguire all&#8217;infinito. Questa buona notizia del Regno di Dio che Gesù c&#8217;è venuto a raccontare è davvero bella, ma un pò pesante per ciò che realmente siamo. Così ai discepoli del Vangelo di oggi, e a noi in tanti momenti della nostra vita, ci assale il dubbio: non è che Dio si è sbagliato? Perchè a noi i conti non tornano proprio&#8230;E così Gesù li (ci) guarda, sorride paternamente e dice: <em> &#8221;Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno&#8221;.</em> Che tradotto suonerebbe un pò così: &#8220;cercate di non avere paura, sò bene chi siete, e quanto siete scassati e inadeguati, ma il Padre non si è sbagliato, ha scelto proprio voi per darvi il Regno di Dio&#8221;. E così comincia a dare qualche dritta affinchè al posto dello scoraggiamento prenda posto un atteggiamento esistenziale diverso. Egli ragguaglia i discepoli su dove devono mettere il cuore. Non tutti i posti sono sicuri. Non tutti rendono felici. &#8220;Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore&#8221;. Ma se questo tesoro lo mettiamo nel sesso, nella ricerca spasmodica del successo, nell&#8217;egoismo che piega tutto a noi, nel denaro, nelle preoccupazioni di questo mondo, come potremmo salvarlo questo cuore? Saremo sempre sazi e disperati. Solo Cristo non tradisce. Solo Lui non solo ci sazia ma ci riempie di attesa, di speranza, di voglia di vivere. Poi Gesù fà un passo avanti e paragona la nostra vita all&#8217;atto di fiducia di un padrone, che si allontana da casa affidando tutto ai suoi servi. Quel padrone si fida di questi servi inaffidabili. Egli non ragiona ricordandosi che loro sono solo servi, e non hanno nè le capacità nè la cura che il padrone può avere per la sua casa. Egli si allontana da casa e  lascia loro le chiavi, li considera capaci di prendere il suo posto, capaci di comportarsi come il padrone. <em>&#8220;Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!&#8221;.</em> Bellissima questa immagine. Il padrone si cinge le vesti e trasforma i propri servi in padroni, in figli del padrone, in proprietari. Si sono guadagnati un capovolgimento sociale, di identità perchè hanno vissuto bene durante quell&#8217;assenza. La nostra vita è come quella notte in cui il padrone è assente e lascia tutto in mano nostra. Sappiamo che tornerà, ma non sappiamo quando. E sappiamo pure che questo padrone si fida talmente tanto di noi da lasciarci tutto in mano. Non siamo i veri proprietari di ciò che ci sta intorno, della nostra salute, del nostro tempo, di quello che ci capita sotto mano. Pare che sia così perchè il padrone si è fidato di noi servi inaffidabili e si è allontanato, giusto il tempo di una vita. Ma questo padrone tornerà, presto, nell&#8217;ora che meno ce l&#8217;aspettiamo. E cosa troverà? Troverà noi svegli? O ci troverà addormentati, oppressi dal sonno delle nostre manie di protagonismo, dei nostri deliri di onnipotenza, delle nostre convinzioni senza repliche. Se ci troverà svegli, in quell&#8217;istante smetteremo di essere servi e diverremo padroni come Lui, con Lui. Se ci troverà addormentati nel peccato, nei compromessi fatti con il mondo e con il male, allora ci scaraventerà fuori di casa. E non ci avrà condannati Lui, ma noi stessi, che abbiamo tradito la sua fiducia e sprecato l&#8217;opportunità della vita, consumandola dietro speranze risultate vuote e senza vie d&#8217;uscita praticabili. Oggi possiamo fare tutto ciò che vogliamo, convincendoci anche che nessuno ci toglierà mai il timone di mano. Ma non c&#8217;è bisogno di essere cristiani per ricordarsi che la vita, questa vita, non è per sempre. Arriva il giorno in cui tutto cambia.  E cosa accadrà?   <br />
<em>&#8220;A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più&#8221;.</em> Siamo nati servi, perchè dipendiamo da molte cose, ma Cristo c&#8217;ha chiesto di vivere e comportarci con la dignità dei padroni. La vita eterna è esattamente questo: capolgere ciò che eravamo all&#8217;inizio, e renderlo stabile per sempre. Cristo è morto per questo, ed è risorto appunto per questo. Ora tocca noi scegliere cosa farne di queste chiavi di casa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/07/le-chiavi-di-casa-scampoli-domelia-nella-xix-doenica-del-tempo-ordinario/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Buon compleanno alla Madonna</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/05/buon-compleanno-alla-madonna/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/05/buon-compleanno-alla-madonna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 04:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Gaeta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2338</guid>
		<description><![CDATA[<p>Oggi, 5 agosto, Maria compie 2026 anni. Sì, proprio lei, la nostra Mamma. Apparendo a Medjugorje con il titolo di Regina della pace, ella stessa lo ha rivelato ai veggenti. E in questa occasione ama ricevere gli auguri dei ragazzi, con i quali scambia realmente abbracci e baci.</p> <p>Dunque associamoci anche noi con gioia ai festeggiamenti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/Madonna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2340" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/08/Madonna-226x300.jpg" alt="" width="193" height="244" /></a>Oggi, 5 agosto, Maria compie 2026 anni. Sì, proprio lei, la nostra Mamma. Apparendo a Medjugorje con il titolo di Regina della pace, ella stessa lo ha rivelato ai veggenti. E in questa occasione ama ricevere gli auguri dei ragazzi, con i quali scambia <em>realmente</em> abbracci e baci.</p>
<p>Dunque associamoci anche noi con gioia ai festeggiamenti. E imploriamo la protezione della Madonna con una bella <em>Ave Maria</em>, oppure con la straordinaria preghiera che la tradizione attribuisce a san Bernardo di Chiaravalle: «Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia fatto ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle vergini, a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen».</p>
<p><span id="more-2338"></span></p>
<p>È un testo capace di accompagnarci nella quotidianità del nostro cammino, anche in questo periodo estivo che può rappresentare un tempo per recuperare le energie, per attuare l’evangelizzazione di spiaggia che tanti frutti ha portato in questi anni, per smaltire qualche impegno arretrato.</p>
<p>Vi confido che per me sarà un tempo di intensa attività. In vista del trentennale di Medjugorje, sto rileggendo tutta la documentazione esistente sulle apparizioni e sulle vicende connesse, con l’obiettivo di approfondire e comprendere la vera storia di questo incommensurabile evento. Il materiale è enorme e dovrò dedicarvi ogni spazio libero delle mie giornate. Perciò stacco per un po’ da ogni altra attività, compreso questo blog. Ma il cuore rimane sempre connesso&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/05/buon-compleanno-alla-madonna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Koinonia</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/08/02/koinonia/</link>
		<comments>http://www.egioiasia.com/2010/08/02/koinonia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 06:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.egioiasia.com/?p=2001</guid>
		<description><![CDATA[<p>La koinonia (comunione, partecipazione) che c’è tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo è il modello a cui guardare e da vivere. Immagino Gesù nel Cedron che osservando un tralcio secco e ammuffito là a terra, alza lo sguardo sui suoi discepoli e parla traendo spunto da quell’immagine… Ripetendo, come era solito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img.forministry.com/7/75/75EE1914-96FA-464D-B044CB969E2CB779/C07A5CF9-E5FB-48D7-B38AA0B49F92D7D0.jpg"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="koinonia" src="http://img.forministry.com/7/75/75EE1914-96FA-464D-B044CB969E2CB779/C07A5CF9-E5FB-48D7-B38AA0B49F92D7D0.jpg" alt="" width="316" height="321" /></a>La <em>koinonia</em> (comunione, partecipazione) che c’è tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo è il modello a cui guardare e da vivere. Immagino Gesù nel Cedron che osservando un tralcio secco e ammuffito là a terra, alza lo sguardo sui suoi discepoli e parla traendo spunto da quell’immagine… Ripetendo, come era solito fare, quelle pesanti frasi e quel ferreo ammonimento: <em>Ma tra voi non sia così! Vi prego, tra voi non sia così!</em> (Cfr. Lc 22,26; Mt 20,26; Mc 10,43).</p>
<p>Serve un atteggiamento di silenzio interiore e di profondo ascolto dello Spirito Santo per riuscire a percorrere, ciascuno nel suo stato di vita specifico, la via che Dio ha pensato per ciascuno di noi. Punto fondante di questo passaggio dall’io tralcio secco all’io parte della vite che porta frutto è la <em>consacrazione della propria volontà alla volontà del Padre.</em> In comunità Nuovi Orizzonti Chiara ci ha sempre spronati a vivere questo passaggio fondamentale nel Carisma che come fondatrice cerca di trasmetterci&#8230;<span id="more-2001"></span></p>
<p>Si tratta di un vero e proprio atto di amore prima, di fede poi, infine di volontà. Prenditi un tempo di silenzio, di meditazione, di preghiera. Trova un tempo in cui metterti in ascolto della <em>Divina Presenza</em> che è nel tuo cuore. A me è stato utile, così come a molti fratelli a cui l’ho consigliato, prendermi un tempo determinato, in cui cercare il silenzio interiore affinché divenga un’abitudine costante che nel percorso della vita necessiterà di piccole rettifiche, ma che non si perderà mai nella sua solidità. Trova un luogo a te congeniale per la preghiera, per me fu la mia camera da letto, per altri può essere un giardino, la montagna, la chiesa… basta che sia un luogo isolato, dove tu possa non essere disturbato. Inizia da subito a prenderti un tempo giornaliero di preghiera dandoti un scadenza di tempo: per un mese ogni giorno in camera, spento il cellulare, chiusa la porta ed avvisati tutti di non disturbarti, siediti comodo e dopo un segno di croce inizia. Non importante quanto tempo riuscirai a stare in preghiera all’inizio, se non sei abituato ti sembrerà che il tempo non passi mai, cerca di vivere con intensità il tempo che riesci, ma ogni giorno aumenta un po’ cercando di arrivare alla fine del mese con un’ora intera dedicata a Lui. Cosa fare in questo tempo? Non c’è una regola nella preghiera… di certo se sei alle prime armi avrai un gran da fare con le distrazioni che arriveranno e coi pensieri che non riuscirai a combattere perché sono più forti di te. Allora inizia a dare una finalità ai pensieri trasformandoli in preghiera: ad esempio, ti viene in mente che c’è la partita della tua squadra del cuore, allora prega perché nessuno si faccia male tra i tifosi e non ci sia violenza… ti viene in mente quella situazione che devi risolvere, prega perché Dio ti dia la forza e la luce per affrontarla, e così via. Le prime volte passerai tutto il tempo a trasformare i pensieri in preghiera, ma almeno avrai pregato al posto di aver seguito casualmente le varie distrazioni. Ad ogni pensiero trasformato ne sopraggiungerà un altro sempre più forte e urgente o demenziale, ma non preoccuparti. Se ti impegnerai e metterai il cuore in ogni preghiera, con l’atteggiamento del bambino, ad un certo punto i pensieri si esauriranno e allora crescerà in te il silenzio. A quel punto Dio inizierai ad essere come una bottiglia che, svuotata del suo contenuto, permette di essere riempita. Nel tempo cresce anche l’abitudine a svuotarsi in pochi istanti e a farsi riempire dallo Spirito Santo. Allora segui la preghiera spontanea del cuore che lo Spirito susciterà in te. Al termine del mese di preghiera sarai pronto per il passo che inizierà a stravolgere la tua vita riempendola di Cielo: consacrare la tua volontà al Padre. Di per sé non è necessario seguire il processo che ho consigliato, ciascuno ha il suo modo di pregare, questo lo consiglio a chi non sa come iniziare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.egioiasia.com/2010/08/02/koinonia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>24</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
<!-- This Quick Cache file was built for (  www.egioiasia.com/category/riflessioni/feed/ ) in 10.70877 seconds, on Sep 6th, 2010 at 4:30 pm UTC. -->
<!-- This Quick Cache file will automatically expire ( and be re-built automatically ) on Sep 6th, 2010 at 5:30 pm UTC -->