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Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  July 25th, 2010

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Non smetterrò mai di dire che il cristianesimo si propaga o per invidia o per nostalgia. Non è la retorica di lunghi discorsi a cambiare lo sguardo della gente, ma bensì sentire dentro di sè il bisogno profondo di essere diversi così come lo stai vedendo in questa o in quest’altra persona.
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Scritto da Francesco Candian, il  July 22nd, 2010
L’altra sera mi ritrovavo a guardare la TV cercando qualcosa: giusto per attendere che il torrido caldo estivo sfumasse per lasciare il piacere della brezza serale che accompagna il sonno notturno.
Un paio d’ore di zapping forsennato, viaggiando tra le frequenze pubbliche e le frequenze private in un’attesa disperata di qualcosa che offrisse un po’ di piacere, magari di distrazione, avvincente, perlomeno.
Tra il delirio di una velona sovrappeso e l’ennesimo telequiz che cambia la vita a “comuni” umani, incappo in una serie TV: niente di particolare, qualche effetto speciale, la giusta dose d’arti marziali e un saio marrone. Lasko, questo monaco pronto a fare la volontà di Dio prendendo a calci e pugni svariati criminali appartenenti ad una loggia massonica che trova il suo nome nella divinità greca della Guerra, Ares. Clicca qui per continuare a leggere Il fascino di una Chiesa guerriera ›
Scritto da Don Davide Banzato, il  July 19th, 2010
Nel Vangelo ci sono espressioni meravigliose di Gesù che ci insegna l’abbandono a Dio Padre: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.
Il bimbo-piccolo è colui che ha fiducia, passa dalla testa al cuore, è spontaneo, è vero, ha capacità di stupirsi e meravigliarsi. Queste sono le chiavi iniziali per passare dal dolore alla gioia, proprio come il bambino che piange perché è caduto e subito dopo ride distratto dal papà che gli mostra un fiore per distrarlo… La semplicità di cuore (tapeinòs te kardia) non è l’immaturità, ma l’atteggiamento di chi si fida come il bimbo, che è consapevole che il padre ne sa più di lui e sta in braccio a lui. Serve anzitutto l’umiltà di cuore per prendere il giogo suo, sennò sbagliamo giogo e pesa. La nostra mente non può arrivare a comprendere tutto questo, il suo modo di operare, la nostra ragione non può arrivare a contenere Dio. Bisogna inevitabilmente abbandonarci con fiducia tra le sue braccia senza perderci in mille ragionamenti e crescere nell’autocoscienza di essere amati infinitamente da un Dio che è Padre e ci ama pazzamente!
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.
La sera ho preso l’abitudine di non addormentarmi più senza aver letto o ascoltato un pensiero o qualcosa che mi possa far gustare l’Amore di Dio e in qualche modo possa essere la dolce ninna nanna del mio cuore e del mio spirito. Clicca qui per continuare a leggere La semplicità di cuore ›
Scritto da Saverio Gaeta, il  July 14th, 2010
Qualche volta vale la pena di prestare attenzione ai sondaggi d’opinione, pure se ciò di cui parliamo in questo ambito ha generalmente a che fare con la fede, piuttosto che con la semplice fiducia. Ma la recente indagine dell’ISPO sulle istituzioni che riscuotono maggiormente la fiducia degli italiani ha messo in luce una situazione significativa, che propone anche a noi qualche interrogativo.
Nell’arco di un anno, dal luglio 2009 a oggi, manifestano «molta» o «moltissima» fiducia nella Chiesa il 13 per cento in meno di italiani (si è passati dal 69,8% al 56,9%). E se fra chi si dichiara totalmente laico questa percentuale è diminuita dal 46 al 28, anche fra chi va a Messa almeno una volta a settimana, e dunque è considerato un praticante assiduo, il calo è netto: dall’87 all’81 per cento. Clicca qui per continuare a leggere Se la Chiesa perde fiducia ›
Scritto da Don Davide Banzato, il  July 12th, 2010
Se qualcuno di noi si trova ad avere un tavolo di legno rotto, non sapendolo accomodare, di certo non lo porterà dal farmacista, ma andrà dal falegname di fiducia confidando nella sua esperienza, dato che è lui stesso ad averlo costruito… Sembra un ragionamento logico e banale, eppure non sempre agiamo così per tutte le cose, soprattutto per le più importanti. Infatti quando qualcosa in noi non va, quando stiamo male dentro, la prima cosa che facciamo non è mai quella di andare da Colui che ci conosce, ci ha creato e ci ha pensato fin dall’eternità. Se stiamo male ognuno ha le proprie soluzioni, dalle più o meno sane, alle più stravaganti. Eppure Dio Padre, Colui che c’ha creato, proprio quel “falegname che ha realizzato il tavolo e sa come accomodarlo”, ci ha donato suo Figlio Via, Verità e Vita, Parola chiara e definitiva ad ogni nostro problema esistenziale, dandoci lo Spirito Santo per restare in comunione piena con Lui. Ma noi non andiamo da Lui e nemmeno ipotizziamo sia davvero capace di rispondere alle nostre più profonde esigenze. Primo passo per entrare in questa “rinascita” della nostra persona è il crescere nella fede cieca, solo così l’abbandono alla volontà del Padre potrà essere sempre più pieno e perfetto.
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Scritto da Saverio Gaeta, il  July 7th, 2010
«Possiate trovare la vostra via e dare un contributo alla società secondo le vostre capacità e i doni che Dio vi ha dato». Queste parole di augurio, rivolte da Benedetto XVI a una rappresentanza di detenuti del penitenziario di massima sicurezza di Sulmona, nella loro semplicità esprimono la certezza del Pontefice che in qualsiasi situazione di vita è possibile conservare la speranza.
Nel buio dell’ergastolano rinchiuso in carcere o negli inferi della quotidianità di tante vite che vagano per le strade del mondo, una luce può giungere a rischiarare la strada. L’importante è trovarla, magari con l’aiuto di una guida sicura. Clicca qui per continuare a leggere La speranza della redenzione ›
Scritto da Don Davide Banzato, il  July 5th, 2010
Se Nietzsche avesse aperto il cuore a Dio invece di combatterlo, col suo spirito sottile avrebbe potuto essere un grandioso santo! Se non si incontra davvero il Cristo Risorto nella propria esistenza, siam come in una camera buia convinti che quello sia il mondo, ostinati a non voler aprire le finestre e la porta per far entrare la Luce. L’incontro con Chiara Amirante e Nuovi Orizzonti han segnato la mia tappa di conversione facendomi rialzare dal ripiegamento su di me e la missionarietà è stata per me consequenziale. Da una vera e profonda contemplazione ed esperienza di misericordia, nasce necessariamente una missione (Cfr. Es 3,1-12 l’esperienza di Mosè è emblematica a riguardo ed un’ottima icona per meditare, pregare e così scoprire la propria vocazione). L’incontro con l’Amore degli Amori riempie il vuoto esistenziale di ogni uomo di ogni epoca e di ogni luogo…
Quando a Chiara ho chiesto cosa l’avesse spinta ad iniziare ad andare in strada rischiando la vita per evangelizzare, mi ha risposto:
“La mia passione per l’evangelizzazione è nata dalla grande scoperta che ha rivoluzionato la mia vita: la scoperta che Dio è amore e ci ama immensamente, vorrei dire pazzamente. Da principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio… e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,1.14)! La scoperta di un Dio che è L’Emanuele, il Dio con noi, il Dio che viene ad abitare in mezzo a noi e se le inventa tutte per colorare di cielo il nostro inferno, per riscaldare e illuminare le notti più fredde della nostra anima. Un Dio che si fa Pane di Vita per noi e ci ama fino al punto da prendere su di se ogni nostro grido, piaga, perché, angoscia, dolore, morte…. per farci Dono della pienezza della Sua Pace, Guarigione, Gioia Amore e vita. Ho pensato allora, che se Colui che ci ha creato ci ha amato fino al punto di farsi uomo e ha dato la Sua vita per noi, nelle Parole che Lui ci ha detto non poteva non esserci la Risposta alle domande più profonde del mio cuore in ricerca… e davvero nel Vangelo ho trovato la risposta ad ogni mio Perché, in Gesù ho trovato quella Sorgente d’Acqua Viva capace di saziare la sete del mio cuore sempre inquieto. Clicca qui per continuare a leggere Eterno precipitare (parte seconda…) ›
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