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	<title>...E Gioia Sia! &#187; Attualità</title>
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	<description>Condivisioni su temi di Attualità e sul Vangelo alla luce del carisma di Chiara Amirante e di Nuovi Orizzonti</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Sep 2010 09:58:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il fascino di una Chiesa guerriera</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Candian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evangelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera mi ritrovavo a guardare la TV cercando qualcosa: giusto per attendere che il torrido caldo estivo sfumasse per lasciare il piacere della brezza serale che accompagna il sonno notturno.</p> <p>Un paio d&#8217;ore di zapping forsennato, viaggiando tra le frequenze pubbliche e le frequenze private in un&#8217;attesa disperata di qualcosa che offrisse un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/07/lasko_orig-e1279357027880.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2312" style="margin: 5px;" title="lasko_orig" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/07/lasko_orig-e1279357027880.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>L&#8217;altra sera mi ritrovavo a guardare la TV cercando qualcosa: giusto per attendere che il torrido caldo estivo sfumasse per lasciare il piacere della brezza serale che accompagna il sonno notturno.</p>
<p>Un paio d&#8217;ore di zapping forsennato, viaggiando tra le frequenze pubbliche e le frequenze private in un&#8217;attesa disperata di qualcosa che offrisse un po&#8217; di piacere, magari di distrazione, avvincente, perlomeno.</p>
<p>Tra il delirio di una velona sovrappeso e l&#8217;ennesimo telequiz che cambia la vita a &#8220;comuni&#8221; umani, incappo in una serie TV: niente di particolare, qualche effetto speciale, la giusta dose d&#8217;arti marziali e un saio marrone. Lasko, questo monaco pronto a fare la volontà di Dio prendendo a calci e pugni svariati criminali appartenenti ad una loggia massonica che trova il suo nome nella divinità greca della Guerra, Ares.<span id="more-2311"></span>Nell&#8217;afa che pervade le colline ciociare ho iniziato a pensare a quest&#8217;epopea di chiesa avvincente: iniziata ai tempi de<em> Il Nome della Rosa, <span style="font-style: normal;">negli ultimi anni è fiorita con i vari </span>Angeli e Demoni, Templari e Codici da Vinci</em>.</p>
<p>Opposti a questi onirici viaggi in chiese che celano segreti imperscrutabili abbiamo in realtà una Chiesa vera, in un periodo critico che la vede implicata in problematiche esistenti ma esageratamente enfatizzate. Una Chiesa che, <a href="http://www.egioiasia.com/2010/07/14/se-la-chiesa-perde-fiducia/" target="_blank">secondo i sondaggi d&#8217;opinione</a>, offre sempre meno fiducia, provocando timori per alcuni aspetti e allontanamento per altri.</p>
<p>Mi chiedevo il perché di questa distinzione: a livello ideale troviamo affascinante una chiesa dove esistono ordini segreti, logge potenti, frati guerrieri e segreti nascosti nel recondito di opere d&#8217;arte; ma non riusciamo ad accettare una chiesa fatta di uomini, umani, che possono sbagliare. Non riusciamo ad accettare una chiesa che si muove verso una trasparenza fatta di incontri, di rapporti umani, di discorsi che richiamano ad una morale di libertà: preferiamo offrire alla chiesa la possibilità di mostrarsi con quell&#8217;aria di magico mistero che affascina.</p>
<p>Forse il fascino di questa chiesa cinematografata sta in una chiesa potente, che offre sicurezza, che sa offrire qualcosa di antico in chiave sempre nuova, non lo metto in dubbio, ma mi piace pensare che tutto questo fascino sia legato ad un bisogno dell&#8217;uomo per questa istituzione sintesi dell&#8217;uomo con la volontà di Dio. Un&#8217;istituzione che molto spesso sa mostrare, nel mondo reale, il suo lato più debole, quello umano, quello fatto di errori e contraddizioni, quello che assolutamente non piace.</p>
<p>Una chiesa che, in ogni caso, ha sempre molto da offrire: nelle parole di un vecchio Papa o nella confessione di un sacerdote di campagna, molte sono le persone che trovano ristoro in questa chiesa, malata, debole e magari affascinante anche per i suoi storici segreti, ma di sicuro emozionante per il suo costante desiderio di testimonianza viva.</p>
<p>Mentre il fresco della sera si posava in casa mi sono tornate in mente le parole di un vecchio Papa che vi ripropongo qui sotto: sarò facilmente emozionabile, ma posso assicurare che vincono su qualsiasi avvincente ricerca di antichi Graal in monasteri dagli anfratti segreti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oaQHFTYiLkg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/oaQHFTYiLkg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>&#8230;E Gioia Sia!: Internet for Peace</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 05:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Candian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evangelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet for peace]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> </p> <p>Una settimana fa Google riportava questo sito come dannoso e portatore di Malware: molti di voi si saranno collegati e si saranno spaventati di quest&#8217;avviso.</p> <p>Purtroppo era tutto vero, anche se un semplice antivirus gratuito installato sul vostro computer, come presumo tutti abbiano, non dovrebbe avervi recato problema alcuno.</p> <p>Il problema è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- internet for peace --><br />
<a href="http://www.internetforpeace.it/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.internetforpeace.it/share/SM-I4p-3.jpg" border="0" alt="" width="160" height="160" /></a></p>
<p>Una settimana fa Google riportava questo sito come dannoso e portatore di Malware: molti di voi si saranno collegati e si saranno spaventati di quest&#8217;avviso.</p>
<p>Purtroppo era tutto vero, anche se un semplice antivirus gratuito installato sul vostro computer, come presumo tutti abbiano, non dovrebbe avervi recato problema alcuno.</p>
<p>Il problema è un altro: lo stesso giorno, la pagina in Facebook di Don Davide Banzato e quella degli universitari di don Luigi Maria Epicoco è stata riempita di materiale blasfemo.</p>
<p>Non solo: successivamente scopro che anche il sito Zenit e un sito dedicato a Padre Pio vengono attaccati nello stesso modo.<span id="more-1894"></span></p>
<p>Le teorie del complotto, per quanto avvincenti e interessanti, non sono la mia passione: preferisco dunque pensare che non fosse un attacco a siti di carattere religioso, ma che molti altri siti (con tanto amore per i webmaster che li seguono) siano stati attaccati.</p>
<p>In ogni caso è giusto segnalare il fatto che il tutto è avvenuto esattamente dopo che Benedetto XVI ha richiamato i Cristiani ad essere in rete in maniera attiva, ad essere testimoni digitali.</p>
<p>In tutta sincerità posso confessarvi che per lavoro e passione quotidianamente mi trovo a consultare molti siti, blog, forum: molti di questi non la pensano come me, molti di questi sono totalmente lontani dal mio modo di pensare. Ma mai mi è venuta l&#8217;idea di farli chiudere, di dar loro fastidio o di usarli per pubblicizzare &#8230;E Gioia Sia! in modo inutile, come invece su queste pagine in più di un&#8217;occasione, da me bloccata, è avvenuto.</p>
<p>Non voglio essere un idealista, ma credo, fermamente, che la rete possa essere una grande opportunità per tutti: l&#8217;opportunità di condividere conoscenze, di costruire qualcosa, di far conoscere nuovi spunti di riflessione e aiutare la gente che, approdando ad una pagina, trova quello di cui ha bisogno e che gratuitamente le è stato messo a disposizione.</p>
<p>Esiste un progetto, completamente laico, che si chiama<a href="http://internetforpeace.org/manifesto.cfm" target="_blank"> Internet for Peace</a>: un movimento che vuole far guadagnare alla rete il nobel della Pace. Internet, anche se in sordina, è dai tempi di Milosevic e il Kosovo che sta diventando strumento di riflessione, di informazione e di divulgazione delle verità. In questi giorni ho scoperto che c&#8217;è gente che usa il cellulare in chiesa per leggere e pregare i post di questo blog. Ognuno a suo uso, ma in condivisione con tutti.</p>
<p>Forse dovremo credere molto di più in questo strumento che è la rete: sia come uno strumento di informazione, di divulgazione, di pace. Ma soprattutto, per noi che ci chiamiamo cristiani, come strumento di diffusione della Verità: vantiamo di conoscere colui che è la Verità, non possiamo tenerla nascosta, dobbiamo avere il coraggio di gridarla al mondo intero, anche attraverso questo semplice Blog!</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Update: un grazie a <a href="http://twitter.com/tiasky" target="_blank">Mattia</a> che veramente ha fatto tanto per rimettere in piedi questo blog&#8230; grazie Tias <img src='http://www.egioiasia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </span></p>
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		<title>Legge di Libertà</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 05:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In Matteo 12,1-8 vediamo Gesù che cita episodi come quelli di Davide che fuggendo da Saul mangia i pani sacri pur non potendolo fare, in quanto la situazione era grave e lui e i suoi compagni ne avevano bisogno per non morire di fame… </p> <p>“In quel tempo Gesù passò tra le messi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/01/libertà.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-927" style="margin: 10px;" title="libertà" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/01/libertà.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>In Matteo 12,1-8 vediamo Gesù che cita episodi come quelli di Davide che fuggendo da Saul mangia i pani sacri pur non potendolo fare, in quanto la situazione era grave e lui e i suoi compagni ne avevano bisogno per non morire di fame… </p>
<p>“In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano. Ciò vedendo, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato». Ed egli rispose: «Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell&#8217;offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti? O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui c&#8217;è qualcosa più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.<br />
<span id="more-926"></span><br />
Perché il Figlio dell&#8217;uomo è signore del sabato». Gesù non abolisce la legge, ma la porta a compimento! Il filtro con cui discernere se in quel momento bisogna obbedire o seguire la norma o meno è la carità, l’amore! A volte per capire se è bene andare a pregare i vespri o ascoltare una persona che me l’ha chiesto mi fermo e mi domando: Cosa farebbe Gesù? E’ davvero importante e necessaria questa cosa ora o posso rimandarla? Cosa delle due mi costa di più? E generalmente il discernimento è semplice! Se proprio sono in dubbio la sera nel mio esame di coscienza vado a rivedere i frutti di ogni scelta e là colgo se ho seguito o meno lo Spirito. Bisogna stare attenti perché siamo così furbi che il nostro io è capace di manipolare anche Dio, o meglio crede di manipolare anche Dio… Invece questa libertà che Gesù vive e trasmette a tutti noi non è per disprezzo delle norme, ma per dar loro il giusto inquadramento! I precetti che la Chiesa dà non sono altro che suggerimenti di una Madre di 2000 anni di esperienza che sicuramente ne saprà più di noi. Il voto di castità-povertà-obbedienza sono chiamati “consigli evangelici” ed anche i Dieci Comandamenti non sono altro che Dieci Vie di Consiglio per vivere bene… Ecco che la libertà non è “fai ciò che vuoi”, ma “fai ciò che è bene”! A tal proposito san Paolo in Galati 5,13 scrive: “voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri”. E leggiamo nella lettera di Giacomo 1,25: “Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla”. Concludendo direi di impegnarci davvero nel “Parlare e agire come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà” (Giacomo 2,12).</p>
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		<title>Lo Stupro</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/04/30/lo-stupro/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 11:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Magnaschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pensavo di sapere molto riguardo alla violenza sulle donne, ma mi sbagliavo.</p> <p>È il pensiero che ho avuto qualche giorno fa quando, per l’ennesima volta, mi sono trovata a dover raccogliere le confidenze di una donna che ha rischiato di essere stuprata.</p> <p>Fino a quel momento, infatti, non ho mai pensato a una cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/basta1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1879" style="margin: 10px;" title="basta1" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/basta1.jpg" alt="" width="300" height="421" /></a>Pensavo di sapere molto riguardo alla violenza sulle donne, ma mi sbagliavo.</p>
<p>È il pensiero che ho avuto qualche giorno fa quando, per l’ennesima volta, mi sono trovata a dover raccogliere le confidenze di una donna che ha rischiato di essere stuprata.</p>
<p>Fino a quel momento, infatti, non ho mai pensato a una cosa ben precisa e cioè che noi donne abbiamo il triste dovere verso noi stesse di essere sempre vigili. Compito difficilissimo perché come si può riuscire a modulare il riconoscere Gesù negli altri dovendo non dimenticare di restare all’erta? Riconoscere in Lui la via e vivere a contatto con il male?<span id="more-1878"></span></p>
<p>L’altro giorno Giovanna (è un nome finto, ovviamente), ancora scossa per lo sventato stupro subito, in modo molto lucido mi diceva: «Non riesco a perdonarmi il fatto che, una volta tornata in me, mi sono sentita in colpa, mi rimproveravo di avergli dato fiducia. Ma ti rendi conto? È una persona che conosco da anni, con il quale ho anche lavorato a lungo, che improvvisamente, con una faccia come trasformata mi si è avventato addosso. Io, che fisicamente, ce l’avrei vista dentro a respingerlo, ero paralizzata dalla sua violenza, lo pregavo di lasciarmi, ma più lo pregavo più diventava brutale. Alla fine ce l’ho fatta a scappare, ma non dimenticherò mai come, una volta in strada, mi sono sentita persa: non sapevo dov’ero, non ricordavo dove fosse parcheggiata la mia macchina… Come se il mio corpo fosse lì in strada, lo vedessi ma non lo percepissi, come se io mi fossi rintanata da un’altra parte. Certo, credere mi ha aiutato, non ho smesso un secondo di ripetere dentro di me: “Maria dammi la forza di uscirne”.<br />
E lei mi ha aiutato ne sono certa, anche perché  sono arrivata a casa guidando, ma non ricordo un solo secondo di me alla guida. Il primo momento dopo la fuga che mi resta in mente è quando ho chiuso dietro di me la porta di casa. E sono scoppiata a piangere, poi in un riso isterico, quindi, per tutta la sera e tutta la notte, avvolta in un<br />
silenzioso pensiero ossessivo, come una pazza, ho continuato a cercare di ricostruire immagine dopo immagine, come se fosse un film, quello che era successo: volevo capire dove avevo sbagliato».<br />
A quel punto, un grido dolentissimo e acuto mi spiazza: «Dove avevo sbagliato io!!!!! Capisci? Dove avevo sbagliato io!!!!! Non è possibileeeeee».</p>
<p>Mi ha chiesto un consiglio, cosa fare.</p>
<p>Per un attimo ho pensato: «Andiamo a denunciarlo». Ma poi, davanti al suo dolore, mi si sono fermate le parole in gola: «Denunciare che cosa?», mi sono detta. Denunciare una violenza assumendosi l’onere di dimostrare di avere ragione, l’umiliazione di sentirsi dare, come minimo, della donna di facili costumi, facendo tra l’altro finta di non sapere che non esistono praticamente pene per un fatto del genere? E comunque che la certezza della pena è una farsa? Allora l’ho abbracciata, stretta<br />
forte, più che potevo. E ho iniziato a recitarle nell’orecchio l’Ave Maria.</p>
<p>Lei ha cominciato a singhiozzare come una bimba, si è lasciata cullare a lungo tra le mie braccia ascoltando la preghiera finché il pianto si è fatto da parte e ha iniziato a pregare con me. Dopo ore, prima di andarsene, mi ha detto una frase che non dimenticherò mai: «Ho condiviso con te il mio dolore e mi sono sentita non solo accolta, ma anche rispettata: non mi hai detto niente ma mi hai fatto sentire che non ero sola, che non eravamo sole. Credo che questo sia il messaggio che dovevo imparare».</p>
<p>Quando Giovanna se ne è andata, io continuavo però a pensare che non possiamo dimenticare che la prima causa di morte e di invalidità nelle donne (basta prendere i casi raccontati dai giornali nell’ultima settimana, dal camionista che spara all’ex moglie dopo averla perseguitata per anni a quello che cerca di tagliarle la testa e la butta nel lago…) è proprio la violenza che subiamo da parte degli uomini. Una violenza subita, nella stragrande maggioranza dei casi, all’interno della famiglia, tra l’altro.</p>
<p>Insomma, io mi ripeto sempre più spesso che se muoiono più donne di botte che di tumori e di Aids, c’è qualcosa di grosso che non funziona.<br />
Il problema, poi, è che di queste cose si fa fatica anche a parlarne, anche con le altre donne che cercano sempre più spesso di prendere le distanze da stupri e femminicidi perché  non sanno cosa fare, si allontanano per legittima difesa, confidando nel fatto che non vedendo il problema, possano restarne indenni. Credo che quando le donne capiranno che questo della violenza, fisica e psicologica contro di noi, è un problema che abbiamo tutte in comune, anche se per fortuna non ci ha ancora toccato direttamente, solo allora si potrà realmente incidere su un dramma che è planetario. Credo che quando gli uomini, quelli sani e amorevoli, che sono tanti, capiranno che questa della violenza sulle donne è un problema che hanno in comunione con noi, solo allora si potrà incidere su un reato mondiale.</p>
<p>Noi donne piegate dalla violenza di un uomo, mettendo a tacere perfino il nostro cuore e il contatto con Lui, diventiamo complici di chi ci vuole piegare, spezzare, magari solo nell’anima, così fuori non si vede nulla, e può continuare a ucciderci giorno dopo giorno finché, come mi ha detto un giorno la mia amica Carla, «stanche di soffrire, non intravedendo nessuna via d’uscita, iniziamo a non vedere, non sentire, fino a non esistere più».</p>
<p>Penso a quante volte Gesù ci ha spiegato di non avere paura. Questo significa che le prove fanno parte della vita di ognuno e nessuno può togliercele, ma quello che cambia è l’atteggiamento da avere nei loro confronti. Riconoscere che in Gesù il Padre ha indicato la via per arrivare a Lui: «Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me», racconta nel Vangelo, Giovanni.</p>
<p>Per questo è importante non smettere mai di pregare, di tendersi la mano, di affidarsi. Ma soprattutto, credo, da cattolici quali siamo, è importante smettere di giudicare. Certo, i media sono colpevoli di raccontare brutture per seminare il male, di spingere a emettere sentenze che ammazzano e condannano due volte, però noi cattolici troppo spesso cadiamo nella trappola infernale.</p>
<p>Provo a fare alcuni esempi a caso, di riflessioni che ho sentito con le mie orecchie, ma che continuo a leggere e ascoltare e che ogni volta mi feriscono brutalmente. Una ragazza è stata stuprata in casa di lui: «Orribile, non l’avrei mai immaginato, lui sembrava una persona così per bene… Certo che però, anche lei ad andare a casa di lui… Cosa pensava che volesse, farle vedere la collezione di farfalle?». Un padre ha abusato per anni della figlia: «E quella madre, eh? Silenzio connivente! Ma come è possibile non vedere e non sentire? Cosa da pazzi…». Ma anche casi più leggeri come quando una donna viene  investita dalla rabbia di uomo e tremante cerca conforto per non farsi prendere dal male, ma si sente rispondere: «Devo verificare i fatti, sentire la sua versione prima di darti la mia opinione». Io, invece, credo che in tutti questi casi sia necessario fare un passo in più, astenersi dal giudicare per non aggiungere violenza alla violenza su quella madre già  annullata nel suo essere donna e madre, su quella ragazza annichilita e devastata nella sua capacità di credere nell’amore, su quella donna che voleva rispondere con il bene al male e si è trovata a dover dimostrare la verità per essere accolta.</p>
<p>Io credo, come ho spiegato oggi al telefono a Giovanna, nel grande potere del perdono, di rispondere al male col bene, ma credo altrettanto che sia compito di tutti, e dei credenti ancor più degli altri, di accogliere il dolore, di consolare, di lenire ferite che quando si chiuderanno lasceranno per sempre una cicatrice. Il giudizio non spetta a noi ma a di chi è la Verità e quindi non può sbagliare. Noi povere piccole persone, peccatori sempre più anestetizzati di fronte al dolore, sempre più  attirati dalle logiche di potere, gloria e denaro, sempre più di corsa e sempre più incapaci di aiutare, sempre più pronte a giustificare chi commette i nostri stessi peccati, possiamo solo accogliere il dolore, nostro e degli altri, ricordandoci che abbiamo una vera arma nostra disposizione, il turbamento. Quando lo proviamo, è quasi sempre segno di una mancanza di fiducia nella bontà di Dio.</p>
<p>Io, come augurio a me stessa e a voi amici del blog, voglio ricordare che se prendiamo come esempio da seguire Maria, diventerà molto più semplice non provare nessun turbamento, sentirsi liberi di sapere qual è la strada da percorrere, di ascoltare dentro di noi la Parola, di abbandonarci dunque alla volontà del Padre. E agire. Che magari nei casi di violenza di cui si viene a sapere, lasciando alla giustizia terrena e divina fare il loro corso, sapere che a noi spetta, anziché cercare il giusto e lo sbagliato, guardare l&#8217;altro negli occhi, chiedere aiuto per arrivare al suo cuore, pregare per lui.<br />
Buon mese di maggio a tutte e a tutti</p>
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		<title>Scandalo Pedofilia: di vero dietro cosa c&#8217;è?</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/04/26/scandalo-pedofilia-di-vero-dietro-cosa-ce/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 05:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fin&#8217;ora ho pensato fosse meglio non trattare questo tema. Ma dopo martellanti notizie date dai telegiornali ampiamente sfruttate e spesso alterate o caricate velenosamente nei talk-show facilmente prestabili a strumentalizzazioni mediatiche, dopo aver raccolto le confidenze di tante persone smarrite, ferite dalle vignette satiriche, dagli insulti nel web&#8230; ho sentito il dovere di condividere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/pedofilia4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1824" style="margin: 10px;" title="pedofilia4" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/pedofilia4-300x208.jpg" alt="" width="240" height="166" /></a>Fin&#8217;ora ho pensato fosse meglio non trattare questo tema. Ma dopo martellanti notizie date dai telegiornali ampiamente sfruttate e spesso alterate o caricate velenosamente nei talk-show facilmente prestabili a strumentalizzazioni mediatiche, dopo aver raccolto le confidenze di tante persone smarrite, ferite dalle vignette satiriche, dagli insulti nel web&#8230; ho sentito il dovere di condividere, senza alcuna pretesa, una mia personale diversa chiave di lettura della realtà.</p>
<p>Faccio una doverosa premessa. Riguardo a casi di pedofilia in generale da parte mia condivido quanto la Chiesa ha sottolineato: bisogna difendere le vittime e perseguire legalmente coloro che sono i carnefici di tale atrocità e crimine. Il Papa Benedetto XVI, per quanto si voglia dare un&#8217;immagine distorta, ha sempre operato in questo senso ed è stato fin dall&#8217;inizio durissimo con i casi di cui è stato informato. Non c&#8217;è dubbio che se ci trovassimo dinnanzi a fatti veri e accertati ci sia quest&#8217;unica via da percorrere e qualora davvero non fosse stato fatto questo, ci troveremmo dinnanzi ad un enorme errore di singole persone che non hanno saputo svolgere il loro dovere. Resta che la Chiesa in quanto Chiesa Cattolica si è sempre prodigata per la difesa della persona e dei minori in modo speciale. Trovate nel sito del Vaticano la Risposta Ufficiale della Chiesa Cattolica: <a href="http://www.vatican.va/resources/index_it.htm">La Risposta della Chiesa</a><span id="more-1823"></span></p>
<p>Innanzitutto partiamo da quella che chiamiamo realtà, o più  precisamente, “fatti di croncaca”.<br />
<strong>Vi racconto una storia accaduta qualche anno fa.</strong> Un amico sacerdote, impegnato in un famoso carcere minorile italiano, è stato accusato di pedofilia, messo alla gogna dai giornali, prima ancora che fosse stata accertato qualche fatto, e successivamente in carcere. Il suo ministero con i minori aveva portato molti ragazzini ad uscire da circoli viziosi sia di droga sia di malavita organizzata reinserendoli in case famiglia o comunque nel tessuto sociale. Evidentemente ad una precisa “mafia” che si avvaleva di loro questo non andava bene e la diffamazione per caso di pedofilia è stata l&#8217;arma più semplice ed immediata per farlo rimuovere dal ruolo che ricopriva. Non erano riusciti a farlo demordere con le minacce né con azioni di violenza. Ci sono riusciti attraverso i mass-media corrompendo qualche famiglia bisognosa. Grazie a Dio, dopo quasi quattro anni di indagine in tribunale, un bambino è scoppiato a piangere, messo sotto pressione dall&#8217;avvocato difensore del scaerdote, ed ha ammesso che era stato costretto a dire tutte quelle bugie, che non era mai successo nulla. Naturalmente nei giornali non è comparsa una notizia relativa a questo epilogo positivo dei fatti. Oggi questo sacerdote continua ad operare, ma ha dovuto lasciare l&#8217;impegno nel carcere ed è spesso guardato in cagnesco dalle persone che lo conoscono. Dice un detto: “Calunnia calunnia qualcosa resterà”. Non voglio dire che tutti i fatti di oggi siano falsi. Ma neanche credo siano tutti veri. Di certo molti sono strumentalizzati. Si pensi solo alla notizia data in questi giorni della lettera dell&#8217;allora Cardinal Ratzingher che consiglia al Vescovo locale di accertare i fatti prima di dimettere il sacerdote in questione. Si tratta di una normale lettera tra tante di corrispondenza tra la Congregazione della Dottrina della Fede e la Curia locale, in cui prima di decidere il da farsi si svolgono dei doverosi accertamenti, come secondo ogni Codice di Diritto. Giocando sull&#8217;ignoranza comune sul come si muove una curia e un tribunale ecclesiastico, si è voluto far credere che il Papa all&#8217;epoca avesse coperto dei casi di pedofilia. Anche nel dare la notizia non si è parlato dell&#8217;allora Cardinal Ratzingher (come giornalisticamente si sarebbe dovuto fare), ma del Papa Benedetto XVI. Una furbizia che smaschera le reali intenzioni di chi ha diffuso la lettera.</p>
<p>Molte presunte notizie sono state date riguardo a casi di preti pedofili e abusi su minori da parte di sacerdoti coperti dai propri responsabili. Mi sorgono due forti dubbi. <strong>Possibile che tutti questi casi emergano contemporaneamente nell&#8217;arco di un mese senza una possibile manovra ben pensata e calibrata a monte? </strong>I casi, se veri e accertati tutti, sono dipanati nel tempo, eppure esplodono proprio ora e insieme. Perchè? La mia prima chiave di lettura constata per esempio che si tratta proprio dei giorni in cui la pillola Ru486 è stata abilitata ed è emerso chiaramente che necessita di day hospital nonostante fosse nata per risparmiare proprio su questo. Sono state messe in secondo piano o eclissate del tutto alcune notizie relative alla pillola Ru486 come quelle relative ai danni irreversibili provati sulle donne, alla morte di alcune che si sono sottoposte a tale trattamento, all&#8217;aborto prodotto a volte in stadi molto avanzati di gravidanza. La coincidenza temporale è sicuramente quantomeno sospetta.<br />
Inoltre i vari casi drammatici di abusi su minori riguardano molte confessioni religiose e avengono purtroppo ovunque perchè si tratta di uomini, persone che sono nello spaccato della società. Ci sono casi ovunque al di là dell&#8217;appartenenza religiosa o culturale o politica. Eppure si è voluto etichettare il problema come unico e appartenente alla Chiesa Cattolica.</p>
<p><strong>Perchè un attacco mediatico così feroce?</strong> La mia chiave di lettura è semplice. La Chiesa è l&#8217;unica istituzione al mondo che sempre e comunque proclama e cerca di difendere realmente i diritti fondamentali della persona. Le sue battaglie in campo sociale e culturale portate avanti da milioni di cristiani e di sacerdoti e religiosi e religiose impegnati in missioni e ovunque nel mondo spesso entrano in collisione con i sistemi economici di grandi lobby o centri di potere. Sono milioni i martiri cristriani uccisi per questo. Il numero dei martiri del XX secolo supera di gran lunga quello dei primi secoli della Chiesa ai tempi delle persecuzioni romane. Oggi i cristiani continuano a difendere i diritti dei poveri, dei senza tetto, di coloro che muiono per mancanza di cibo, acqua, sanità&#8230; Continuano nell&#8217;opera di educazione e promozione della cultura perchè i paesi del Terzo Mondo possano risollevarsi autonomamente&#8230; Questa battaglia dal basso costa vittime quotidianamente. Io stesso ho due amici sacerdoti che sono stati uccisi in missione, padre Ezechiele Ramin in Colombia e don Andrea Santoro in Turchia. Inoltre la Chiesa proclama scomodamente verità in difesa della persona. Si pensi alle frasi del Santo Padre in viaggio per l&#8217;Africa che affermavano che non solo col preservativo si combatte l&#8217;HIV. E&#8217; una realtà documentata da studi medici, ad esempio in Uganda si è ottenuto un ottimo risultato in diversi anni attraverso una campagna sociale in collaborazione anche con la Chiesa Cattolica dove si sono promosse congiuntamente l&#8217;educazione alla fedeltà, alla famiglia e alla sessualità responsabile, il corretto utilizzo del condom e la circoncisione. Hanno strumentalizzato le parole del Papa riducendole alla negazione del preservativo per deridere la Chiesa, metterle un bavaglio perchè potrebbe così ledere i guadagni di chi divulga i condom. Ugualmente su temi come l&#8217;aborto, in cui si reclamano presunti diritti della donna eclissando il dovere di difendere la vita più debole e fragile oltre al diritto alla vita per ogni individuo, in realtà c&#8217;è un perverso e macabro meccanismo economico legato alle case farmaceutiche e lobby: dalla necessità di creare creme e prodotti di beauty-farm al dal dover smercare pillole magiche, per guadagnare sulla morte degli innocenti. La Chiesa è una spina nel fianco! Questa è la realtà. Dunque meglio metterla a tacere screditandola il più possibile. Questo è l&#8217;intento vero. Meglio neutralizzare la sua parola deridendola, mettendola in ridicolo, stravolgendo i fatti e le parole pur di metterle il bavaglio.</p>
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		<title>Be Stupid! Si amore mio, sono sexy grazie ai tuoi jeans&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 09:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Candian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Io ti amo Renzo Rosso, si, ti amo signor Diesel.</p> <p>Stamane mentre sfogliavo una rivista mi sono innamorato di te e avrei voluto gridartelo, ma non avevo il tuo numero di telefono.</p> <p>Ti amo perchè se l&#8217;america è il sogno di tutti, tu sei riuscito a vincere questo luogo comune insegnando agli americani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/stupid-diesel.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1849" title="stupid-diesel" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/stupid-diesel.jpg" alt="" width="350" height="174" /></a></p>
<blockquote><p>Io ti amo Renzo Rosso, si, ti amo signor Diesel.</p></blockquote>
<p>Stamane mentre sfogliavo una rivista mi sono innamorato di te e avrei voluto gridartelo, ma non avevo il tuo numero di telefono.</p>
<p>Ti amo perchè se l&#8217;america è il sogno di tutti, tu sei riuscito a vincere questo luogo comune insegnando agli americani a fare i jeans.<br />
Ti amo perchè le tue campagne pubblicitarie vanno oltre la mia immaginazione.</p>
<p>Tu sei colui che a 12 anni guidava il trattore a Brugine, un paese della campagna padovana dove il tuo vicino di casa probabilmente era a &#8220;soli&#8221; 3 km.<br />
Ora sei colui che gira i salotti del mondo, della moda, del casual e continui a parlare un dialetto veneto che ti invidia anche il leghista più verde della zona.</p>
<p>Ti amo perchè i tuoi &#8220;collaboratori&#8221; non li tratti da dipendenti, altro che Gesù che ci chiamava amici e non servi.<span id="more-1848"></span></p>
<p>Tesoro, tu sei un padre misericordioso, un jeans senza <span style="text-decoration: line-through;">culo</span> sedere, un miracolo con la zampa di cavallo, tu sei colui che ha venduto i jeans in argentina con una pubblicità dove ragazzo e ragazza con blocco di cemento ai piedi, sul fondo dell&#8217;oceano, indossavano i tuoi jeans: sei riuscito a convincere le madri dei desaparecidos che i loro figli, anche se scomparsi sul fondo dell&#8217;oceano, almeno erano sexy.</p>
<p>Ti amo Renzo, con tutto me stesso, tu sei lo strappo fashion del jeans e qualche anno fa sei riuscito in quello che la chiesa non è mai riuscita. La tua pubblicità mostrava il solito ragazzo e la solita ragazza, con addosso i tuoi jeans, separati da un muro e lo slogan che recitava di non fare sesso, ma di essere sexy per sempre.<br />
Amore, tu mi hai insegnato la castità&#8230;</p>
<p>Ti amo Renzo perchè mi sorprendi sempre: io immaginavo che il tuo slogan sarebbe stato &#8220;non comprate i miei jeans, ve lo chiedo in ginocchio!&#8221; e magari avresti triplicato il fatturato. Invece, amore mio, tu mi hai sorpreso: una donna, meravigliosa, con i tuoi jeans che mi urla &#8220;Be Stupid&#8221;.</p>
<p>Si amore, se vuoi che sia stupido per te, lo farò: sarò stupido, indosserò i tuoi pantaloni. Sarò stupido e casto, ma con 200 euro di jeans addosso, sarò parte della famiglia, della tua grande famiglia.</p>
<p>Amore, Papà, tesoro mio&#8230;<br />
mi manchi, ti prego, stammi sempre vicino con i tuoi jeans!<br />
un bacio<br />
Francesco</p>
<p>PS: la foto recita: &#8220;Gli intelligenti avranno il cervello, ma gli stupidi hanno le palle&#8230;&#8221;</p>
<p>PS2: Renzo, amore mio, goditi anche questa pubblicità gratuita&#8230;</p>
<p>PS3: Già qualcuno prima di me ti ha amato caro Renzo, un grazie a Jack!</p>
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		<title>S.O.S Happy News!!!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 05:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Davide Banzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ripropongo a voi tutti le parole pronunciate da Benedetto XVI l&#8217;8 dicembre 2009 in Piazza di Spagna a Roma che tornano puntuali e precise proprio in questi gioni in cui la CEI promuove il convegno “Testimoni digitali”che si svolge dal 22 al 24 aprile.</p> <p>Gesù ha vinto il male; l&#8217;ha vinto alla radice, liberandoci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/url.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1827" style="margin: 10px;" title="url" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/url-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a>Ripropongo a voi tutti le parole pronunciate da Benedetto XVI l&#8217;8 dicembre 2009  in Piazza di Spagna a Roma che tornano puntuali e precise proprio in questi gioni in cui la CEI  promuove il convegno “Testimoni digitali”che si svolge dal 22 al 24 aprile.</p>
<blockquote><p>Gesù ha vinto il male; l&#8217;ha vinto alla radice, liberandoci dal suo dominio. Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia! Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.nuoviorizzonti-onlus.com:81/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=153%3Asos-happy-news&amp;catid=17%3Aevangnews&amp;Itemid=43&amp;lang=it" target="_blank">Clicca qui per continuare a leggere S.O.S Happy News!!! sul sito di Nuovi Orizzonti&#8230;</a></p>
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		<title>Guerre di coppie</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 10:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Magnaschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’altro giorno, per caso, dopo aver letto alcune vostre mail che mi sono arrivate in confessionale, mi sono ritrovata in mano un bel libro uscito due anni fa di uno psicologo francese, Jean-Claude Kaufman, che si chiama Tormenti, le piccole guerre di coppia.</p> <p>E guarda caso era come se anche lui avesse letto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/coppia-incinta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1812" style="margin: 10px;" title="coppia incinta" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/coppia-incinta.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a>L’altro giorno, per caso, dopo aver letto alcune vostre mail che mi sono arrivate in confessionale, mi sono ritrovata in mano un bel libro uscito due anni fa di uno psicologo francese, Jean-Claude Kaufman, che si chiama Tormenti, le piccole guerre di coppia.</p>
<p>E guarda caso era come se anche lui avesse letto con me quelle mail!<span id="more-1811"></span></p>
<p>Sì, perché Kaufman nel suo libro spiega, sembra ovvio, ma prima o poi ci caschiamo tutte, che se litighiamo con il nostro compagno per sciocchezze vuol dire che stiamo ignorando i veri problemi di coppia.</p>
<p>Chessò, il calzino lasciato in giro, le chiavi dimenticate, il tubetto del dentifricio strizzato male diventano piccole micce per far esplodere bombe di risentimento che, di solito, non hanno nulla a che fare con quei minuscoli problemi quotidiani.</p>
<p>Ma hanno a che fare piuttosto con delusioni, frustrazioni, tradimenti, problemi di ruolo o aspettative che, spesso, non siamo pronti o non abbiamo nessuna voglia di affrontare. E finché non si chiariscono i problemi di fondo, però, la rabbia continua ad esplodere per schiocchezze che rischiano di allentare poi per sempre il rapporto.</p>
<p>Quando avevo letto questo libro, io stessa mi ero ritrovata in pieno quelle parole: mi ricordo ancora bene che appena litigavo con Enrico notavo subito come strizzava il tubetto del dentifricio e mi ritrovavo in bagno a parlare da sola dicendo cose del tipo: «Possibile che in questa casa nessuno (visto che non lo fa neanche Bea) sappia che il tubetto si strizza dal fondo?».</p>
<p>Enrico invece, quando non mi ama, diventa matto se al mio rientro la sera per fare prima a mettermi a preparare la cena, mi lavo le mani in cucina e lascio la saponetta nel lavello! Se andiamo d’amore e d’accordo, però, non si accorge di niente.</p>
<p>Sciocchezze? Mica tanto.</p>
<p>Vi racconto la storia che per prima mi ha fatto capire l’importanza dei difetti spia. Il marito della mia amica Elena aveva una passione  incredibile per i pesci tropicali. Appena sposati lui si era comprato un acquario e lo curava, dedicava tanto del suo poco tempo libero a far stare il meglio possibile quei pesci. All’inizio lei passava insieme a lui lunghi momenti, la sera, a guardare quelle meraviglie colorate. Poi, a poco a poco, ha iniziato a non sopportarli più. E lo criticava in continuazione fino a che la situazione non è degenerata: ogni sera trovava un pretesto per litigare con Mario e la scenata era sempre a proposito dell’acquario. Se qualcuno chiedeva però ad Elena come andasse col marito, la risposta era sempre la stessa: «Benissimo, per essere perfetto basterebbe che cambiasse hobby».</p>
<p>In realtà tutte le persone attorno a lei, parenti e amici, avevano capito che la loro coppia era davvero in crisi. Tutti tranne loro due. Poi una sera Mario, che aveva appena installato un nuovo sistema di luci per l’acquario, si è trovato alle prese con un corto circuito. A quel punto Elena si è messa ad urlare: «Hai visto cosa è successo? Tu e la tua mania dei pesci! Sai solo spendere soldi per l’acquario e perdere tempo attorno a queste sciocchezze. Ma non vedi che il nostro rapporto non ha più futuro?».</p>
<p>Elena, raccontandomelo, continuava a ripetere: «Non l’avevo mai pensato prima di quel momento, ma quando l’ho detto ho capito di colpo che il problema tra noi era la sua tendenza a sperperare tutto quello che guadagnava e che ci impediva di fare un qualsiasi progetto, dall’avere a un figlio a una casa nostra».</p>
<p>Ed erano due anni che più lei si lamentava dell’acquario, più lui si dedicava ai suoi pesci! Mentre in realtà lei si sentiva frustrata: voleva a tutti i costi un figlio ma non osava contraddirlo quando lui le chiedeva di godersi ancora un po’ la vita a due. Da allora, quando parlo con donne che si lamentano dei mariti, cerco subito di capire se ci sono questi che io chiamo difetti spia.</p>
<p>In quel caso, interrompo subito il loro racconto e provo a suggerire un modo per smuovere la loro situazione di stallo. È un modo semplice, ma che, all’atto pratico, funziona. Per prima cosa, ci si deve sforzare di trovare qualcosa di nuovo da fare insieme, qualcosa che dia piacere ad entrambi. E questo per disinnescare quel circolo vizioso che ingabbia spesso uomini e donne: i primi scappano come lepri davanti alla richiesta di chiarimenti, di spiegazioni e si richiudono su loro stessi, mentre le seconde, che non vedono l’ora di parlare, iniziano a criticare e recriminare su tutto quello che in apparenza sembra non avere importanza.</p>
<p>In realtà la scelta è fatta inconsciamente ma verte sull’arrabbiarsi per tutto quello che si pensa non abbia conseguenze. Arrabbiarsi perché il marito non spegne mai le luci di casa è meno pericoloso che discutere del perché ci si sente sempre l’ultima ruota del carro nella vita di lui, no?  Ecco perché sono difetti spia: accendono la luce del malcontento, ma non l’accendono sul problema reale che probabilmente entrambi non si sentono all’altezza di affrontare.</p>
<p>Quindi, il trucco è quello di partire dal fare: l’ideale sarebbe trovare il modo di ridere insieme, perché così si allentano i meccanismi di difesa. Vedere dei film comici per qualche sera, per esempio, può aiutare a ritrovare un punto di partenza comune. Ritrovata un po’ di sintonia, c’è un esercizio psicologico che aiuta a fare chiarezza. E qui gli uomini, per riuscire a farlo, potrebbero ricordarsi che più le donne parlano più il loro corpo secerne serotonina, l’ormone del buonumore e più le cose “improvvisamente” cambiano.</p>
<p>Si parte dunque facendo un patto col proprio compagno-a: per una settimana niente discussioni e battibecchi. E la sera, ci si concede un’ora a turno (né di più né di meno) in cui vi confidate quali comportamenti dell’altro vi hanno ferito durante la giornata.</p>
<p>Per evitare che questo scateni subito uno scontro, il patto prevede che chi ascolta non intervenga quando il partner parla e non cerchi di giustificarsi. Il motivo è semplice: solo così nessuno dei due si sentirà aggredito e quindi potrà pensare di aprirsi senza timore. Non è facile farlo, perché i difetti spia nascondono proprio il timore di mostrare il lato più fragile di sé.</p>
<p>Per aiutarsi a farlo, la preghiera, l’ho sperimentato su me stessa, è una grande sorgente a cui attingere. L’ideale sarebbe recitare ogni giorno insieme il rosario («Quanta pace verrebbe assicurata nei rapporti famigliari se si riprendesse la recita del Santo Rosario in famiglia» diceva sempre Giovanni Paolo II). E se non ce la si fa, è comunque meglio non mollare tutto in nome della perfezione, ma provare a iniziare comunque con qualche preghiera.</p>
<p>E questo perché preghiera e psicologia, se abbinati, portano sempre un risultato. In questo caso, dopo i primi giorni in cui continueranno a saltare fuori piatti lasciati  sporchi sul tavolo o rubinetti non chiusi bene, scatterà qualcosa: vi sembrerà assurdo insistere sui turni nel fare qualcosa, per esempio, e vi verrà spontaneo dire quello che avete nel cuore senza timori. E questo qualcosa sarà molto diverso dal pretesto iniziale. Sarà il vero problema che non riuscite ad affrontare, quello che spesso non riuscite neanche ad ammettere a voi stessi.</p>
<p>Del resto, basta trovare le parole per dirlo, per vedere che l’altro propone subito una soluzione pratica, che funziona. Ma per fare tutto questo percorso credo non di debba mai dimenticare di dedicare del tempo all’altro, di sforzarsi di trovarlo anche se abbiamo giornate che ci fanno arrivare a sera stremati perché quando la  condivisione è reale e sincera, regala forza nuova, gioia. Mentre se si aspetta di sentirsi bene, di aver voglia, tempo ed energia per dedicarsi all’altro, in realtà si rischia grosso, si gioca con il fuoco.</p>
<p>Perché non si è capito il potenziale di ogni rapporto, perché ci si nasconde dietro la ricerca della perfezione per non mostrare le proprie fragilità, per timore di quello che si è in realtà dimenticando che ognuno di noi vale per quello che è davanti a Dio.</p>
<p>E davanti a Dio non si può fingere, ma semplicemente essere, affidarsi, obbedire. E quindi, se obbedire a Dio è la cosa più importante, perché buttare via tempo e sforzi in difese inutili? Provate a pensarci: quello che magari sembra un buon proposito, e cioè il concedersi solo quando si può dare il massimo, ci porta in realtà lontani dalla Verità, si finisce per non essere veri e obbligare l’altra-o a stare ferma-o in uno spazio predefinito (che magari le-gli sta stretto) e impedirsi che la volontà di Dio ci sorprenda, per esempio.</p>
<p>Insomma, io credo che se nell’ambito di una coppia non c’è la voglia di donarsi per come si è, il rischio di allontanarsi in poco tempo, quasi senza accorgersene è alto. Tanto più che, quando alla fine si aprono gli occhi, troppo spesso al giorno d’oggi ci si trova alle prese con un rapporto che si è svuotato della sua forza e tenerezza e vive solo di apparente condivisione. Questo è il terreno più fertile affinché inizino le incomprensioni e poi i problemi gravi. Da qui il passo è breve verso la separazione e il numero crescente delle coppie che si separano, purtroppo lo dimostra…</p>
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		<title>I fatti contano più delle parole</title>
		<link>http://www.egioiasia.com/2010/03/26/i-fatti-contano-piu-delle-parole/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 12:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Magnaschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non so voi, ma io sono stanca di parole e basta. Fateci caso: a parole, siamo tutti bravi, belli e buoni. Sappiamo cosa è giusto e sbagliato, come tendere una mano, come prenderci cura degli altri, come essere compassionevoli e misericordiosi… Insomma, l’elenco potrebbe essere lunghissimo tanto più che penso che voi, come me, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/03/Nel-prato-olio-su-tavola-cm-46-X-34.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1717" style="margin: 10px;" title="Nel prato olio su tavola cm 46 X 34" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/03/Nel-prato-olio-su-tavola-cm-46-X-34.jpg" alt="" width="240" height="178" /></a>Non so voi, ma io sono stanca di parole e basta.<br />
Fateci caso: a parole, siamo tutti bravi, belli e buoni. Sappiamo cosa è giusto e sbagliato, come tendere una mano, come prenderci cura degli altri, come essere compassionevoli e misericordiosi… Insomma, l’elenco potrebbe essere lunghissimo tanto più che penso che voi, come me, ogni giorno tocchiate con mano questa nuova superficialità che ricopre tutti, dai politici a chi ci vive a fianco (e magari dice di volerci bene), fino ad arrivare a noi stessi.</p>
<p>Io però a questo punto della mia vita ho voglia solo di fatti.<br />
E di una sola Parola, quella di Dio.<span id="more-1716"></span></p>
<p>Io mi sono stufata, e primi che mi hanno stufato sono i politici, che devono, sissignori, rendere conto della loro vita a Dio perché l’esistenza che viviamo ci rappresenta, eccome se ci rappresenta…</p>
<p>Chessò, facciamo qualche esempio a caso, se un signore dice di essere contro l’aborto ma poi si porta a letto una gran quantità di donne con le quali non usa neanche il preservativo perché la Chiesa dice di non farlo, a me da donna si accappona la pelle.</p>
<p>Cerco di non giudicare, ma mi imbarazza, e molto, questo sconto che tutti siamo abituati a farci, questo ritagliare regole su misura per noi stessi, questo raccontarsela generale salvo poi lamentarsi del mondo, come se il lamento fosse la nostra nuova preghiera.</p>
<p>E, altro esempio a caso, un signore, che organizza trame, ruba, guadagna di tasca sua gloria e denaro a discapito di tutti ma soprattutto della povera gente, continua  a essere presentabile perché sfoggia una bella famiglia? Molti lo credono…</p>
<p>Insomma, sarò strana per carità, ma io penso che questo mondo ce lo siamo voluti un po’ tutti, che i politici li votiamo noi, che i mariti ce li sposiamo noi, che agli amici voltiamo le spalle noi, che siamo noi che corriamo senza sosta nelle nostre giornate senza riuscire a fermarci, che siamo noi che non tendiamo la mano a chi a bisogno puntando lo sguardo solo sul nostro ombelico, che siamo noi a raccontarcela così bene da essere stupiti e negare forsennatamente se qualcuno ci dice, esempio a caso, che si è sentito pugnalato proprio nel momento in cui si rivolgeva a te a cuore aperto…</p>
<p>E spesso questo succede anche a chi si dice cattolico, no? E spesso questo succede anche a chi si pone ad esempio per gli altri, no? Pensate, siamo chiamati a votare e se va bene dovremo farlo per il o la meno peggio. Come se non avessimo sotto gli occhi un mondo che va a rotoli… E comunque possiamo votare persone che hanno come migliore qualità quella di spingere sul pedale delle parole, troppo spesso cattive e denigratorie per gli altri, dimenticandosi di fare quel sano esame di coscienza che aiuterebbe tanto&#8230;</p>
<p>Vi immaginate i capi lista arrivare in tivù e dire: ho sbagliato a fare questo e se mi voterete di nuovo rimedierò in questo modo? Non sarebbe così difficile, no? E invece solo al pensarlo, viene in mente un’utopia:  del resto, viviamo in un paese di non colpevoli, no? Stamattina facevo queste riflessioni tra me e me, davanti a una tazzona di caffé e mi stavo facendo  prendere dallo sconforto. Ma dove si può trovare la forza di dire ancora: io non ci sto? Io voglio vivere controcorrente.</p>
<p>Confesso che in quel preciso momento neanche la preghiera, mio aiuto di sempre, mi sembrava la soluzione: «Qui ci vuole un diluvio universale», mi dicevo provocandomi da sola. In quel momento, però, anziché iniziare la mia giornata, mi sono obbligata a non muovermi da dove ero, ho voluto restare ferma e in silenzio, lì da sola, all’alba, in cucina, mentre in casa erano ancora tutti addormentati e, senza rendermene conto, ho perso il senso del tempo. Ma, come spesso accade a chi chiede aiuto a Lui, la risposta è arrivata: per prima cosa mi è tornato in mente don Oreste Benzi, il suo bel faccione sereno con quegli occhi scuri che ti passavano da parte a parte. Poi, mi veniva in mente mia sorella, ma oltre al fatto che abita a Rimini e sua suocera lavorasse con il don, non capivo quale fosse il nesso coll’aiuto che chiedevo.</p>
<p>Pensavo ai poveri, alle prostitute, agli umili di cui lui si è tanto occupato per cercare un aggancio con il mio sconforto finché la mia saggia bambina non si è presentata da me, senza che l’avessi svegliata, con libricino in mano: «Mamma, non so perché era nella mia stanza. Mi leggi qualcosa mentre faccio colazione?». Guardo il libretto che mi porge, sono le letture di ogni giorno con le meditazioni di Don Oreste! L’avevo perso di vista da almeno un mese… Lo apro e gli occhi mi cadono su questo suo passo detto dieci giorni prima di morire: «Provate a pregare la Parola di Dio. Cosa vuol dire pregare la Parola di Dio? Vuol dire leggere la Parola di Dio adagio, adagio, fermandosi ad una ad una sulle parole che ti illuminano. È il messaggio che ti dà il Signore, perché quella parola che ti illumina viene dallo Spirito Santo. Egli ti dà il messaggio e tu ti metti in ascolto, e nell’ascolto avviene il dialogo con la Parola del Signore!&#8221;.</p>
<p>L’ascolto è proporzionato alla capacità di fermarti sulla Parola, di vederne la bellezza con semplicità…<br />
Un tempo la Chiesa per far conoscere la Parola di Dio riempiva i muri e le finestre delle chiese di pitture che illustravano la storia della salvezza. Ora tutti sanno leggere e scrivere, ma tanti, troppi, non conoscono la Parola di Dio. I cristiani che vivono la Parola di Dio danno modo a coloro che non sanno leggere quella parola, di leggerla perché scritta nella loro vita. “E la luce era la vita degli uomini”». Lo leggo a Bea, sorridendo per ringraziare del Suo aiuto e la giornata inizia di nuovo quando lei mi butta lì: «Mamma, tu lo dici sempre che contano più i fatti delle parole. Ma perché allora di lavoro usi le parole?». «Aiutoooo…», penso e replico: «Spero per dar voce a chi non ce l’ha». E lei: «Allora quando la mia amica Serena non riesce a parlare le dico di venire da te che la puoi aiutare?». Ah, i bambini…</p>
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		<title>San Giuseppe, aiutaci ad avere meno mammi!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 12:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Magnaschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Oggi è san Giuseppe. Stamattina dopo aver pregato per festeggiarlo mi sono venute in mente alcune parole di Giovanni Paolo II: «Giuseppe è padre di Gesù, perché è effettivamente lo sposo di Maria.</p> <p>Come non pensare, con intima meraviglia, che la perfetta obbedienza di Gesù alla volontà di Dio egli l’abbia maturata sotto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/03/san-giuseppe.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1691" style="margin: 10px;" title="san giuseppe" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/03/san-giuseppe.jpg" alt="" width="286" height="208" /></a>Oggi è san Giuseppe. Stamattina dopo aver pregato per festeggiarlo mi sono venute in mente alcune parole di Giovanni Paolo II: «Giuseppe è padre di Gesù, perché è effettivamente lo sposo di Maria.</p>
<p>Come non pensare, con intima meraviglia, che la perfetta obbedienza di Gesù alla volontà di Dio egli l’abbia maturata sotto il profilo umano soprattutto seguendo l’esempio del padre, Giuseppe, “uomo giusto”? (cfr Mt 1, 19)…</p>
<p>Giuseppe nella casa di Nazareth offrì al bambino che gli cresceva accanto il sostegno del suo equilibrio virile, della sua lungimiranza, del suo coraggio, delle doti proprie di un buon padre attingendole a quella fonte suprema “da cui ogni paternità nei Cieli e nella Terra prende nome” (Ef 3, 15)…</p>
<p>Grande compito, questo, della paternità, al quale non pochi genitori, oggi, sono tentati di abdicare, optando per un rapporto alla pari con i figli, che finisce per privare questi ultimi di quel sostegno psicologico e di quell’appoggio morale, di cui abbisognano per superare felicemente la fase precaria della fanciullezza e della prima adolescenza…».<span id="more-1690"></span></p>
<p>Ho iniziato a meditarle queste parole perché sono convinta che un grande aiuto per guarire questa nostra società malata potrebbe venire dai padri (sì, avete letto bene, per una volta non parlo di donne). Credo, infatti, che sia proprio venuto il momento di riflettere sul ruolo dei padri, quanto in manchi nelle famiglie dove  da anni è passato il concetto che l’ideale sia fare i mammi, non i padri. All’atto pratico quest’idea ha creato nei nostri figli un grande vuoto.</p>
<p>Tutto è partito con l’iniziazione del maschio alle pratiche dell’accudimento dei figli: è stata una rivoluzione, come anche la presenza dei papà in sala parto segna una svolta nel modo di essere genitori, un grande cambiamento-contestazione rispetto alla freddezza e rigidità relazionale che caratterizzava i papà di una volta. Da qui è iniziata a nascere l’idea, oggi ormai diffusa, che per essere un buon genitore si deve spendere tempo a giocare con i figli, a fare il bagnetto, cambiare i pannolini&#8230; Io trovo che si tratti in realtà di una prescrizione molto ambigua.</p>
<p>C’è una grande differenza tra il permettere ai figli di giocare e giocare con loro. Un uomo non è un padre degenere o assente se non gioca con loro. Questo, ma anche molti altri esempi pratici, in realtà hanno messo i papà della condizione di abdicare al loro ruolo, di arrivare a una nuova malattia morale, quella dell’assenza della figura paterna perché il loro compito non è quello di supplire alla figura materna. Il papà mammizzato diventa una figura accessoria, però, il babbo morbido come un peluche non è più in grado di svolgere un’azione di contrasto nel normale egoismo di un bambino, per esempio.</p>
<p>Senza citare quanti guai possa creare un papà morbido in un figlio quando investe eccessive risorse emotive nell’interessarsi alla vita del figlio proiettando su di lui le sue aspirazioni. Questa apparente protezione in realtà impedisce il contatto col mondo, si protegge il figlio anche dalla benché minima frustrazione per non minare la sua autostima dimenticando che la frustrazione è una forza di crescita straordinaria e che senza frustrazione non ci sarà autostima. Un padre ha come compito principale di allenare il proprio figlio alla vita, alle responsabilità, al coraggio, al gestire le sfide, a far conoscere Dio, a far capire che siamo qui su questa terra con un compito ben preciso. Difficile? Sì. Come farlo, come trovare le parole?</p>
<p>L’esempio ce lo dà san Giuseppe, credo, con la sua vita. Non sarà un caso se nei Vangeli non vengono riportate parole di Giuseppe ma solamente le sue azioni che poi sono esempio delle sue qualità, no? Giuseppe ha obbedito al volere di Dio, Giuseppe si è preso cura di Gesù, non l’ha accudito, vero? Non sono cose da poco, sono le fondamenta della vita. Non possiamo trascurare il fatto, tra l’altro, che la mancanza di una figura paterna genera quelle nuove malattie che oggi vediamo sempre più nei bambini e nei giovani: deficit della capacità di attenzione, compulsione alimentare, difficoltà a prendersi delle responsabilità, dipendenze di ogni tipo… I mammi, spingono sull’affettività e simbiosi, caratteristiche materne, e non si rendono conto che così si sommano alle madri e ottengono come risultato di avere figli dipendenti. I papà hanno come compito quello di porre limiti, definire regole, stimolare alla conquista della vita, alla ricerca del nostro arbitro interiore  perché il padre rappresenta la mappa regolativa del vivere. In termini psicologici si potrebbe dire che la mamma è preposta alla vita dell’anima, del sentimento, alla vicinanza affettiva. Se la mamma è dentro di noi, il papà si ancora saldamente al nostro fianco nella vita.</p>
<p>Il padre è il sostegno dell’Io, un riferimento reale da cui ci si deve poi staccare. Se è morbido e accogliente si resta lì con lui, ma che guaio per i figli. Il paterno, ad esempio di Dio credo, è semplice, chiaro, diretto, vero, ci regala i limiti entro cui muoverci liberamente, ci dà fiducia, auspica a sogni grandi, ci spinge verso nuove esperienze. Il padre ci accompagna col suo esempio e la sua saggezza rappresenta lo schermo della vita che ci porta a scoprire la nostra vocazione. Solo così si gettano le basi per uno sviluppo sano della nostra volontà per fare la Sua volontà. Non sarà un caso che la nostra società sia piena di giovani talentuosi che vagano di specializzazione in specializzazione senza sapere cosa realmente fare, condannati a una peregrinazione continua senza poter riconoscere la propria vocazione, no?</p>
<p>Insomma, credo che la sfida che aspetta gli uomini (e alle donne che devono supportarli) è quella di trovare una nuova figura paterna, non più un papà autoritario e sordo come una volta, non più papà peluche come oggi. Per trovarlo mi sembra di fondamentale importanza l’autoeducazione dei genitori. E Giuseppe e Maria, credo, sono l’esempio da seguire.</p>
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