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	<title>...E Gioia Sia! &#187; Matteo Zini</title>
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	<description>Condivisioni su temi di Attualità e sul Vangelo alla luce del carisma di Chiara Amirante e di Nuovi Orizzonti</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Sep 2010 09:58:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sono forse io, Signore?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 04:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Zini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». (Matteo 26, 20-22)</p> <p>“Sono forse io, Signore?”…una domanda inquietante che lascia un&#8217;eco molto dolorosa che il più delle volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/gesu2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1756 alignleft" title="gesu2" src="http://www.egioiasia.com/wp-content/uploads/2010/04/gesu2-300x227.jpg" alt="" width="210" height="159" /></a>Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «<strong>Sono forse io, Signore?».</strong></em> (Matteo 26, 20-22)</p>
<p><em>“Sono forse io, Signore?”…</em>una domanda inquietante che lascia un&#8217;eco molto dolorosa che il più delle volte non vogliamo nemmeno ascoltare. Già perché quante volte questa domanda ha rimbalzato tra pancia, cuore e mente scuotendo nell’intimo la nostra anima? Quante volte ha risuonato come una grancassa e abbiamo fatto di tutto per metterla a tacere? O quante volte è rimasta appesa al nulla perché non riusciva – o non <em>voleva</em> – trovare risposta?<span id="more-1746"></span></p>
<p>Sì perché come i discepoli siamo tutti così capaci di porci domande e interrogativi, di fonderci e di con-fonderci, di ingarbugliarci e poi districarci nei nostri sensi di colpa, di auto-accusarci e contemporaneamente auto-assolverci. Facciamo tutto da soli! Ma poi subito siamo pronti a dare la colpa a Dio…</p>
<p>Mentre accade tutto questo Gesù rimane lì a contemplare questa scena, in cui i suoi discepoli – come noi &#8211; si <strong><em>rattristano</em></strong> e si <em>agitano </em>a causa di una Verità scomoda che li smaschera, li interroga, li fa venire allo scoperto. Tutti preoccupati della figura che possono fare davanti agli altri e davanti a sé stessi- ecco la causa della <em>tristezza</em> &#8211; e delle conseguenze che possono subire qualora si scoprano loro i traditori. Tutti che parlano e si parlano addosso, mentre nessuno si interessa di Lui e del fatto che di lì a breve non sarebbe più stato con loro.</p>
<p>E in tutta questa baraonda e con-fusione mi piace pensare che Gesù rimane davvero lì, probabilmente con uno sguardo colmo di <em>dolore-amore</em>, e continua ad amarli – <em>sino alla fine</em> -  mentre in cuor Suo si ripete “ma io volevo solo dirvi che mi mancherete”.</p>
<p>E a noi, Lui ci mancherà?</p>
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		<title>Il “Subito” di Dio</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Zini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>“</em></strong><em>Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». <strong>E subito</strong>, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. <strong>E subito </strong>li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono”.</em> (Marco 1, 16-20)</p>
<p>Se è vero che l’incontro con Gesù è un incontro d’Amore credo che in una certa maniera assomigli molto a qualcosa come un colpo di fulmine, una continua e reiterata folgorazione che giorno dopo giorno, istante dopo istante fa innamorare in maniera sempre più consistente l’Amato portandolo ogni volta un po’ più vicino all’Amante del suo cuore. Ed è in questo avvicinamento, in questa intima corrispondenza d’Amore che l’Anima si unisce al suo Sposo e realizza in pienezza la sua Vocazione. Già, perché di qualunque vocazione si tratti, il conseguimento della Volontà di Dio su di noi, il rientrare nel meraviglioso ed originario Disegno che Lui ha pensato per le nostre vite fin dall’Eternità non può che coincidere con la piena realizzazione di noi in quanto Persone nella più alta accezione del termine, di Individui unici e specialissimi che si relazionano tra loro in una Collettività unita attraverso un profondo e singolare vincolo d’Amore. Una Vocazione all’Amore dunque. Non importa quindi quale sia la  Via che Lui ha riservato per noi, ciò che conta è che nel ritrovarla non solo possiamo realizzare in pienezza la nostra Esistenza ma al contempo giovare abbondantemente all’edificazione del Suo Corpo Mistico attraverso il nostro apporto unico ed originalissimo in quanto ciascuna Vocazione non si esaurisce mai in sé stessa ma ha proprio come finalità specifica quella di contribuire all’utilità comune.<span id="more-1389"></span></p>
<p>Ma per realizzare tutto ciò è estremamente necessario che in ogni momento, in ogni singolo istante della nostra vita ci poniamo in quella dimensione di ascolto profondo e costante di ciò che Dio suggerisce nel nostro cuore attraverso lo Spirito di Amore, per poter rispondere immediatamente il nostro “Eccomi” come ha fatto Maria dinanzi l’annuncio dell’angelo.</p>
<p>Poiché è in quel <strong>subito</strong> che Dio entra eternamente nel presente delle nostre Vite per incontrarci, sedurci, chiamarci…ma soprattutto per sussurrare al nostro piccolo cuore quanto ci Ama e vuole essere amato da noi!</p>
<p>E’ in quel subito, in quell’infinito infinitesimo che Dio si rivela a noi come Amante mendicante d’Amore, del nostro Amore, è in quel frammento di Eternità che separa la  Storia, individuale e collettiva, che il Cielo tocca la Terra.</p>
<p>In quel <strong><em>kairos</em></strong>, in quell’incredibile <strong>momento opportuno</strong>,<strong> </strong>non servono più tante parole, non sono necessari grandi gesti.</p>
<p>Basta solo fermarsi, nel Silenzio, e contemplare questo Amore Infinito ed Eterno che si presenta davanti a noi.</p>
<p>Solo così in quell’istante magico potremo risponderGli, con tutto il nostro timore e tremore, il nostro “Sì, lo voglio!” e rendere quel fantastico Sogno d’Amore una vera, straordinaria e quotidiana realtà.</p>
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		<title>Italia sul 2: la testimonianza di Angela</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 05:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Zini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[chiara amirante]]></category>
		<category><![CDATA[italia sul 2]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Giovedì 14 gennaio 2010, all’interno della trasmissione l’Italia sul Due è stata trasmessa la testimonianza di Angela, una ragazza che fin dalla più tenera età ha conosciuto sulla sua persona il significato delle parole “solitudine”, “indifferenza”, “abbandono”. Come racconta lei stessa, in un disperato tentativo di riscatto, di sentirsi potente o meglio onnipotente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object id="mediaplayer2103245387" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.gloria.tv/?media=46888&amp;embed" /><param name="quality" value="high" /><embed id="mediaplayer2103245387" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.gloria.tv/?media=46888&amp;embed" quality="high" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Giovedì 14 gennaio 2010, all’interno della trasmissione l’<em>Italia sul Due</em> è stata trasmessa la testimonianza di Angela, una ragazza che fin dalla più tenera età ha conosciuto sulla sua persona il significato delle parole “solitudine”, “indifferenza”, “abbandono”. Come racconta lei stessa, in un disperato tentativo di riscatto, di sentirsi potente o meglio onnipotente, si è piegata a “ciò che il mondo voleva”, puntando tutto su un lavoro di successo e una sessualità usa e getta accumulando nient’altro che solitudine a solitudine. Ciò che le ha cambiato la vita, in seguito al suo ingresso nella comunità Nuovi Orizzonti, è stato l’incontro con l’Amore e la Misericordia di Dio attraverso tanti fratelli e sorelle che le hanno insegnato cosa significasse realmente “dare la vita per gli altri”.</p>
<p>Come sottoscrive Chiara Amirante, fondatrice della comunità, nella nostra società dell’<em>usa e getta</em> il mondo prima seduce poi abbandona facendo in modo che la paura del giudizio e del rifiuto paralizzino e impediscano di amare ed essere amati per quelli che si è, con la terribile conseguenza di creare nel cuore ferite pazzesche che aggiungono dolore al dolore.</p>
<p>Come uscire da questo perverso circolo di morte?</p>
<p>Riconoscendosi fragili, deboli e che abbiamo bisogno degli altri e di Dio, cosicché tale debolezza possa attingere forza dalla comunione da cuore a cuore con i fratelli, attraverso la cooperazione e la solidarietà.</p>
<p>E giusto a conferma di quanto appena detto è Cristina Magnaschi, ex-direttrice del settimanale <em>Confidenze</em>, a mettere la ciliegina sulla torta, affermando che “da soli non ce la possiamo fare, impariamo a chiedere aiuto. E soprattutto mettere in conto che sbaglieremo, ricadremo ma c’è sempre una via d’uscita”.</p>
<p>Ma la vera conclusione spetta a Chiara che con la sua caratteristica luce negli occhi dà la più bella ed importante definizione di felicità, una felicità che si fonda nell’<em>autotrascendenza</em>, “la vera felicità è cercare la felicità dell’altro”.</p>
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		<title>Oltre ogni paura!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 15:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Zini</dc:creator>
				<category><![CDATA[la luce nella notte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="center"></p> <p>Lo scorso weekend del 27-29 Novembre, le due parrocchie del comune di Olevano Romano hanno visto svolgersi una micro missione di evangelizzazione di strada. Circa una trentina di giovani composta da Cavalieri della Luce della Casa Madre di Nuovi Orizzonti a Piglio e ragazzi delle parrocchie del luogo ha percorso le vie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_zLwmehKCQD0/SxkvXQVSc4I/AAAAAAAAAEs/3OqzRxERHaw/s1600-h/LN2web.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411408503830115202" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 86px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_zLwmehKCQD0/SxkvXQVSc4I/AAAAAAAAAEs/3OqzRxERHaw/s320/LN2web.jpg" border="0" /></a></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Lo scorso weekend del 27-29 Novembre, le due parrocchie del comune di Olevano Romano hanno visto svolgersi una micro missione di evangelizzazione di strada. Circa una trentina di giovani composta da Cavalieri della Luce della Casa Madre di Nuovi Orizzonti a Piglio e ragazzi delle parrocchie del luogo ha percorso le vie del paese alla ricerca di giovani e meno giovani da ascoltare e a cui proporre un annuncio.</p>
<p>Sabato mattina i missionari hanno visitato classe per classe il Liceo del Paese. C’era un po’ di tensione e timore, specie tra i ragazzi della parrocchia a cui si affiancavano i giovani di Nuovi Orizzonti. Paura dovuta al fatto che notoriamente un profeta non è mai ben accetto in patria e soprattutto perché si trattava della prima volta! La prima uscita di evangelizzazione, fuori dagli ambienti rassicuranti e familiari della parrocchia.</p>
<p>“Ma io che gli vado a dire?”; “Ma diranno ecco i soliti del prete e non ci ascolteranno, anzi ci rifiuteranno.”; “I ragazzi qui hanno una mentalità chiusa e non si apriranno”… Motivazioni come queste frenavano l’ardore iniziale del cuore: una sorta di discesa con i piedi a terra dopo l’entusiasmo infantile iniziale. Ma Dio non cerca adulti calcolatori dei rischi e delle opportunità. Quello di cui ha bisogno è un esercito di persone col cuore da bambini che sanno fidarsi e gettarsi.</p>
<p>E questo è poi avvenuto. Classe dopo classe, incontro dopo incontro, sia i più “esperti”, sia chi si accingeva a varcare la soglia della sana pazzia dell’evangelizzazione di strada, tutti assieme scoprivano la bellezza e la gioia che scaturiva dal vangelo che prendeva vita ed efficacia dalle situazioni e dai luoghi in cui esso storicamente è nato: in strada.</p>
<p>È proprio così, all’inizio si è entrati nelle classi quasi “in punta di piedi” con tanto “timore e tremore”, ma lentamente, guardando i volti e soprattutto gli occhi di tanti ragazzi riaccendersi di una fiducia nella vita ormai quasi persa, di una speranza già troppo delusa da devastazioni sommerse nel passato, ecco che la paura lasciava il posto a una gioia indescrivibile, l’indecisione a un fervore e un a spinta inimmaginabili di voler andare per la strada e cantare le meraviglie che Dio aveva compiuto e continuava a compiere ogni istante nelle varie esistenze!</p>
<p>Ed infatti è esattamente ciò che è successo nel pomeriggio, quando scesi per le strade e i vicoli dell’antico borgo i numerosi incontri con i “ragazzi del muretto” hanno cominciato poco alla volta a mettere in moto tante sensazioni, emozioni, pensieri…non solo nei cuori dei giovani incontrati, ma specialmente degli evangelizzatori!! Passo dopo passo nuove consapevolezze hanno cominciato a farsi largo tra le tante pseudo-certezze di chi forse per la prima volta ha davvero fatto il “salto della fede”, di qualcuno che si è fidato nel vero senso della parola, “sulla Sua Parola” è andato contro se stesso, i suoi schemi e le sue paure pur di seguire quel Gesù che dice “Vieni e seguimi”.</p>
<p>In quel momento abbiamo potuto davvero sperimentare un “pezzetto di Cielo” già su questa terra, quel “centuplo” che il Signore rende a chi si dona completamente e gratuitamente a Lui e si rende strumento d’Amore per gli altri. Allora sì che abbiamo pregustato un anticipo di quella perfettissima Comunione dei Cuori che ci attende nell’Orizzonte dell’Eternità…e che sensazioni meravigliose!!</p>
<p>Dunque grazie a tutti coloro che hanno detto il loro SÌ a Dio ma soprattutto grazie a Lui per tutti i miracoli che ogni volta, ogni singola evangelizzazione e missione, ci permette di contemplare in noi e negli altri!</span></p>
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		<title>La serata del &quot;buon Samaritano&quot;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 20:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Zini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Evangelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[missione di strada]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Padre Massimo Vedova</p> <p>La missione di Venezia inizia con i migliori auspici. La giornata che i missionari si sono riservata per la loro preparazione diretta ha avuto un’epigone veramente speciale: la serata del “buon samaritano”. Per diventare segno dell’amore singolare che il Signore ha per i veneziani tutti avevano certamente bisogno di lasciarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style: italic;">di Padre Massimo Vedova</span></p>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_zLwmehKCQD0/SuNhniXroSI/AAAAAAAAAEk/zaVlUocPvrY/s1600-h/web-DSC_0804.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_zLwmehKCQD0/SuNhniXroSI/AAAAAAAAAEk/zaVlUocPvrY/s200/web-DSC_0804.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396264110388912418" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:verdana;">La missione di Venezia inizia con i migliori auspici. La giornata che i missionari si sono riservata per la loro preparazione diretta ha avuto un’epigone veramente speciale: la serata del “buon samaritano”. Per diventare segno dell’amore singolare che il Signore ha per i veneziani tutti avevano certamente bisogno di lasciarsi amare per primi, di lasciarsi amare da Lui il buon Samaritano di ogni uomo nelle proprie ferite, nella propria solitudine, nei propri limiti, nei propri peccati. Per cui dopo la messa delle 19,00 nella chiesa san Cassiano e una frugale cena nel patronato dei Frari, pieni di entusiasmo, sotto una pioggia battente, hanno ripercorso a ritroso calli e campi per tornare nella medesima chiesa alla grande adorazione delle 21,30. </span> <span style="font-family:verdana;">Durante l’adorazione guidata da don Giacomo lo Spirito ha suscitato nei cuori dei giovani animatori una profonda preghiera di guarigione interiore mentre i presbiteri presenti si dedicavano al ministero della riconcialiazione. L’intreccio poi con un lungo momento di invocazione allo Spirito e l’imposizione fraterna e vicendevole delle mani si è rivelata “azzeccata”. Ne è nato un momento di forte intimità con il Signore per tutti i presenti che ha sciolto molti cuori grazie anche alla bellezza dei canti. Lasciarsi amare dal Signore in maniera nuova e profonda è stato un dono grandissimo di Dio non solo per noi ma senza ombra di dubbio una prova generale dell’Amore che Dio vuole riversare sulla città intera. Se questo è l’inizio siamo curiosi di vedere quale cose inventerà il Signore nei prossimi giorni.</span></span></p>
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