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Scritto da Cristina Magnaschi, il  June 18th, 2010
Uno dei modi migliori per liberare i nostri sentimenti è respirare in loro. Riuscire a respirare profondamente ci assiste in vari modi. Dal punto di vista fisico, pulisce il nostro corpo dall’aria vecchia e la sostituisce con aria nuova piena di ossigeno. Recenti studi americani, per esempio, dimostrano che negli anziani che praticano la respirazione profonda anche solo per pochi minuti ogni giorno, la memoria migliora sensibilmente.
Psicologicamente, il respiro lento, cosciente e profondo ci permette di spostarci sotto sentimenti superficiali per arrivare alla consapevolezza delle anche più radicate emozioni che possono farci respirare sconforto o farci sentire a disagio con noi stessi.
Spiritualmente, respirare profondamente ci connette meglio col divino e ci àncora fermamente nel nostro centro, portandoci un nuovo senso di calma.
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Scritto da Cristina Magnaschi, il  June 11th, 2010
C’è una frase del filosofo e scrittore americano Henri David Thoreau (quello che ha scritto Disobbedienza civile, per intenderci) che mi piace molto: «Il giorno sorge solo per chi è sveglio».
Mi piace perché mi ricorda la consapevolezza, l’importanza di diventare pienamente coscienti per poi poter vivere davvero. Per questo è così importante essere consapevoli dei propri schemi interiori, guardarsi obiettivamente. La consapevolezza, per me, è come una lampadina che si accende e illumina le zone oscure del nostro inconscio. Ed è il primo inevitabile passo da fare per accompagnare ogni nostro cambiamento. Clicca qui per continuare a leggere Il giorno sorge solo per chi è sveglio ›
Scritto da Cristina Magnaschi, il  June 4th, 2010
Meditando sulla prima lettura di oggi (2Tm 3, 10-16) in cui Paolo senza tanti giri di parole dice a Timoteo che chi decide di servire il Signore deve prepararsi alla persecuzione e all’incomprensione, mi rendo sempre più conto che la spiritualità è l’unica possibilità per l’uomo di salvarsi, di cambiare rotta rispetto alla rovinosa caduta che sperimentiamo attorno a noi.
Quello che oggi troppo spesso spinge l’uomo è una linea di evoluzione deviante, ma forse necessaria per farci scontrare con il Male e prenderne coscienza scegliendo il Bene. Sappiamo che nei fatti di violenza purtroppo così frequenti, che nel caos dell’economia e della politica, che nello smarrimento della cultura della nostra società e in ciò che porta alla disperazione agiscono le forze del Male. Clicca qui per continuare a leggere la croce della non-comprensione ›
Scritto da Cristina Magnaschi, il  May 28th, 2010
È uno dei sentimenti più antichi, più celebrati, più diffusi e allo stesso tempo più negati, si riconosce negli altri ma con difficoltà si ammette la propria. Che cos’è? L’invidia, di cui, tante tra voi, mi chiedono di parlare. L’ultima mail che ho ricevuto in confessionale da, chiamiamola così, Antonia, suonava più o meno in questo modo: «Come si guarisce dall’invidia e dal male che fa alla persona che la prova? Io sono molto invidiosa, per esempio, quando un’amica mi dice che si sta sposando forse perché sono arrivata a 40 anni e, pur essendo carina, non trovo nessuno. Mi dispiace essere invidiosa e non vorrei esserlo, ma non riesco a superare questo sentimento. Ho pregato Gesù di non farmi provare invidia nei confronti degli altri, ma niente… Forse non prego abbastanza o con abbastanza passione?». Clicca qui per continuare a leggere Quel macigno chiamato Invidia ›
Scritto da Cristina Magnaschi, il  May 21st, 2010
Gioia e piacere sono ormai diventati sinonimi. L’altro giorno me lo ha fatto notare un insegnante della scuola di mia figlia segnalandomi un interessante articolo di Hartwig Schiller, un signore tedesco che in realtà io non conoscevo neppure. Leggendolo ho scoperto che Schiller nel suo scritto, per spiegare questa anomalia dei nostri tempi, partiva dal colloquio tra san Francesco e frate Leone nel loro viaggio tra Perugia e Santa Maria degli Angeli.
Questo, ovviamente, ha attirato subito la mia attenzione. Clicca qui per continuare a leggere Gioia e Piacere ›
Scritto da Cristina Magnaschi, il  May 14th, 2010
Quando ieri mattina Anna è arrivata in ufficio ridendo come una pazza, la guardavamo un po’ attonite: eravamo tutte concentrate sul lavoro e non subito ci siamo lasciate prendere dalle sue risa, pensavamo che di lì a poco ci avrebbe detto che cosa la faceva ridere così tanto.
Invece, niente.
Continuava da sola a ridere a tal punto che anche io e le altre l’abbiamo seguita fino a farci venire le lacrime agli occhi. Quando finalmente ci siamo placate per colpa del mal di pancia da risa, abbiamo scoperto cosa era successo. Clicca qui per continuare a leggere La forza di una risata ›
Scritto da Cristina Magnaschi, il  April 30th, 2010
Pensavo di sapere molto riguardo alla violenza sulle donne, ma mi sbagliavo.
È il pensiero che ho avuto qualche giorno fa quando, per l’ennesima volta, mi sono trovata a dover raccogliere le confidenze di una donna che ha rischiato di essere stuprata.
Fino a quel momento, infatti, non ho mai pensato a una cosa ben precisa e cioè che noi donne abbiamo il triste dovere verso noi stesse di essere sempre vigili. Compito difficilissimo perché come si può riuscire a modulare il riconoscere Gesù negli altri dovendo non dimenticare di restare all’erta? Riconoscere in Lui la via e vivere a contatto con il male? Clicca qui per continuare a leggere Lo Stupro ›
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