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Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  July 25th, 2010

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Non smetterrò mai di dire che il cristianesimo si propaga o per invidia o per nostalgia. Non è la retorica di lunghi discorsi a cambiare lo sguardo della gente, ma bensì sentire dentro di sè il bisogno profondo di essere diversi così come lo stai vedendo in questa o in quest’altra persona.
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Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  July 3rd, 2010

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
Il vangelo di Luca di oggi inizia con questa nuova nomination di Gesù: altri settantadue discepoli. E’ un maniera come un altra per dire che il messaggio che Gesù è venuto a portare non è proprietà dei soli apostoli, ma di tutti i cristiani, di tutti i discepoli. Clicca qui per continuare a leggere (s)provveduti agnelli in mezzo ai lupi (scampoli d’omelia nella XIV domenica del tempo ordinario) ›
Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  June 26th, 2010

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
L’ultimo tragitto che separa Gesù da Gerusalemme inizia con un incidente di percorso. Un gruppo di Samaritani si rifiuta di farlo entrare nel proprio villaggio. E’ l’infinita libertà dell’uomo che decide vittorie o sconfitte anche per il Figlio di Dio, non accorgendosi che ogni volta che Gesù perde, sono in realtà loro stessi a perdere. Clicca qui per continuare a leggere Dritto, direzione Gerusalemme! (Scampoli d’omelia nella XIII domenica del tempo ordinario) ›
Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  June 19th, 2010

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».
Il Vangelo di oggi inizia con una suggestiva immagine di Gesù. Il Paesaggio è essenziale. Non c’è nessuno. C’è solo lui in ricerca di un posto tranquillo dove pregare. I discepoli non riescono a resistere alla tentazione di interrompere quel raccoglimento, quella preghiera, quel rientrare in se stessi per guardare in faccia il Padre. Clicca qui per continuare a leggere Croci di proprietà (scampoli d’omelia nella XII domenica del tempo ordinario) ›
Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  June 12th, 2010

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Se non fossimo così distratti, come solitamente lo siamo quando entriamo in chiesta ad “ascoltare” la messa, ci accorgeremmo di come le parole del Vangelo a volte sono cariche di così tale imbarazzo che la cosa non dovrebbe lasciarci così indifferenti. Clicca qui per continuare a leggere Il riscatto delle donne (scampoli d’omelia nell’ XI domenica del tempo ordinario) ›
Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  June 6th, 2010

Oggi la Chiesa festeggia il Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. E’ un pò la festa in cui ci ricordiamo che il Vangelo non è solo una spiritualità dei buoni sentimenti, ma è ‘carne e sangue’; è concretamente qualcosa, anzi è “Qualcuno”, è Gesù Cristo. Troppo spesso corriamo il rischio di seguire un cristianesimo senza corpo, un cristianesimo fatto di buoni valori, di buoni propositi, di buon impegno, ma senza il volto, la storia, e la concretezza di colui che è il motivo vero della nostra fede, Gesù. Oggi, attraverso questa festa, non possiamo non ripuntare lo sguardo su questa concretezza di rapporto che Egli ci ha lasciato. L’attaccamento all’eucarestia è la maniera attraverso cui la promessa di Gesù (“io sarò con voi sempre, sino alla fine del mondo”) si realizza per davvero dentro la nostra storia. Non c’è più solitudine per noi, non c’è più incomprensione, non c’è più fame di senso e sete di speranza, Gesù è lì per rispondere colpo su colpo ad ognuna di queste fatiche, ad ognuno di questi effetti collaterali della vita. Clicca qui per continuare a leggere La moltiplicazione del possibile (Scampoli d’omelia nella Festa del Corpus Domini) ›
Scritto da Don Luigi Maria Epicoco, il  May 29th, 2010

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Nella domenica che segue la festa della Pentecoste, la Chiesa festeggia il mistero della Trinità. Questa Festa è strettamente legata a qualcosa che riguarda l’identità di Dio. Noi per fede crediamo che Dio è Padre, è Figlio e Spirito Santo; è Uno e Trino. Clicca qui per continuare a leggere 1 x 1 x 1 (Scampoli di omelia nella Festa della Trinità) ›
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