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Per una rinnovata evangelizzazione

Senza dubbio potrebbe tramutarsi nell’ennesimo ufficio burocratico della Curia vaticana. Ma, se funzionerà secondo le aspettative di Benedetto XVI, il Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione – la cui istituzione è stata significativamente annunciata da Papa Ratzinger durante la celebrazione per i santi Pietro e Paolo – potrebbe rivelarsi un’iniziativa storica.

L’obiettivo del Pontefice è di combattere l’«eclissi del senso di Dio» che si sta manifestando in un Occidente sempre più secolarizzato. Ma anche nei deserti di questo mondo, è la convinzione espressa da Benedetto XVI, «l’uomo del terzo millennio desidera una vita autentica e piena, ha bisogno di verità, di libertà profonda, di amore gratuito» e la sua anima «ha sete di Dio, del Dio vivente».
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Urla il silenzio!

Eccomi qua.

Ne sono successe tante in queste settimane di silenzio. Il mio, non il vostro. Perchè, a volte nella vita, quando si sta per cadere, c’è bisogno di silenzio.

Il silenzio che ti porta ad essere accanto alla Tua anima, a guardarti dentro, a sentire il battito del cuore e asciugare le lacrime.

In questi lunghi giorni, ho provato di tutto, dal cuore, passando per l’anima e raggiungendo il corpo, dolorante perchè toccato dal male.

Il cancro è malattia assai strana, che tocca, prende, scappa, va via e poi ritorna, riprende e ti stende. Quando non è nel tuo corpo è nella tua mente.
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Eterno precipitare (parte prima…)

Avete sentito di quell’uomo folle che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”? – E poiché proprio là si trovano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. “Si è forse perduto?” disse uno. “Si è smarrito come un bambino”? fece un altro. “Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? E’ emigrato?” gridavano e ridevano in una gran confusione. L’uomo folle balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio?” gridò “ve lo voglio dire! L’abbiamo ucciso – voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? [...] Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso (F. NIETZSCHE, La gaia scienza, n. 344 in SCIACCA M.F. (a cura di), Con Dio e contro Dio, raccolta sistematica degli argomenti pro e contro l’esistenza di Dio, 2 voll., Marzorati, Milano 1982.).

Quando ferito da Dio e dalla Chiesa mi ero ripiegato su di me e cercavo in me stesso la sola forza di poter vivere ed esistere, convinto di poter decidere cosa fosse bene e male, mi innamorai completamente delle opere di Nietzsche pensando d’aver trovato qualcosa di nuovo, di piacevolmente nuovo rispetto alle opere precedenti. Nella Gaia scienza il tema dominante è accattivante: “la sfera della conoscenza deve essere unita a quella della gioia”.
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Alcune novità e... 100.000 volte grazie!

Carissimi amici,

abbiamo alcune importanti novità da condividere con tutti voi, per questo l’articolo di oggi di meditazione lo pubblicherò nel pomeriggio…

Innanzitutto vorrei ringraziare di cuore tutti voi per il sostegno a questo sito attraverso le vostre preghiere, la vostra amicizia, le visite e la pubblicità e diffusione tra i vostri amici e contatti. Grazie a voi siamo arrivati ad avere ben 100.623 visite! Sono state visualizzate 202,265 pagine da una media di 10.000 visitatori mensili. Molti dei nuovi lettori forse non sanno che quando questo blog è nato, avevo iniziato un po’ per gioco e sono stupito ora di come sia divenuto un punto di riferimento per tanti.

Un grazie specialissimo va a Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti e della realtà dei Cavalieri della Luce, perchè attraverso il suo “sì” è stato permesso a tutti noi di condividere diversi temi di attualità alla luce di questo nuovo carisma nella Chiesa.


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Dritto, direzione Gerusalemme! (Scampoli d'omelia nella XIII domenica del tempo ordinario)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

L’ultimo tragitto che separa Gesù da Gerusalemme inizia con un incidente di percorso. Un gruppo di Samaritani si rifiuta di farlo entrare nel proprio villaggio. E’ l’infinita libertà dell’uomo che decide vittorie o sconfitte anche per il Figlio di Dio, non accorgendosi che ogni volta che Gesù perde, sono in realtà loro stessi a perdere.
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Sacerdoti: un patrono “mancato”

Era già stato annunciato da tempo. E invece, a conclusione dell’Anno sacerdotale, il santo Curato d’Ars non è stato proclamato patrono del clero mondiale. Nessun documento ufficiale ha dato seguito a quanto aveva comunicato l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche: «San Giovanni Maria Vianney è stato al centro dell’Anno sacerdotale e in questa occasione sarà proclamato dal Santo Padre patrono di tutti i sacerdoti».

Ma in realtà era da più di un anno che la decisione sembrava presa. Dopo la plenaria della Congregazione per il Clero, il 16 marzo 2009 la Sala Stampa vaticana emise un comunicato nel quale affermava che «durante questo Anno giubilare Benedetto XVI proclamerà san Giovanni Maria Vianney “Patrono di tutti i sacerdoti del mondo”».
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Croci di proprietà (scampoli d’omelia nella XII domenica del tempo ordinario)

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

Il Vangelo di oggi inizia con una suggestiva immagine di Gesù. Il Paesaggio è essenziale. Non c’è nessuno. C’è solo lui in ricerca di un posto tranquillo dove pregare. I discepoli non riescono a resistere alla tentazione di interrompere quel raccoglimento, quella preghiera, quel rientrare in se stessi per guardare in faccia il Padre.
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