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Consigli per una vita facile?

Non so come reagite voi, ma io spesso, pensando a dove sta andando questo mondo matto, mi sento presa dallo smarrimento.

Non che abbia intenzione di deporre gesti e parole, no, questo non capiterà mai, ma ho voglia di capire, di cercare, di sapere di più. Scandaglio i giornali e internet, interrogo le persone che incontro, scruto i vari capi che appaiono in tivù eppure mi manca sempre qualcosa… Forse pecco di supponenza, per carità, e del resto sono cresciuta con un papà che mi ha sempre detto: «Siccome sei intelligente, se non capisci qualcosa, è perché ti manca un tassello che devi ancora trovare». Però, da sempre, grazie a lui, cerco in continuazione, un po’ per curiosità, un po’ per mestiere, un po’ per far fronte alle mie crisi personali.

Cercare di capire cosa c’è dietro una facciata, dunque, è diventato il mio amatissimo mestiere e una filosofia di vita. Certo, poi a volte, anzi, sempre più spesso a dir la verità, bisogna fare i conti con il capire e sentirsi allo stesso tempo impotenti perché non si hanno i mezzi per muoversi diversamente. Il che, tornando alla crisi economica di oggi, equivale a dire: ma perché non si può far piazza pulita di tutti quelli che ci hanno portato in questa situazione?

La grande crisi dell’autunno 2008 ha sconvolto di sicuro le nostre categorie di pensiero, e in America ha portato Obama che se da una parte non ha ancora messo in pratica un disegno sociale a cui si possa aspirare e ha frustrato i suoi elettori per i continui compromessi a cui è sottoposto, dall’altra ha ridato fiducia ai giovani, usa la diplomazia per dialogare con chi non è d’accordo con lui e non per ricompensare chi è d’accordo. Ma se in America ha portato Obama (confesso che non vedo l’ora che si candidi Michelle, però…), da noi il rischio, meglio che vada, è che si torni ai vecchi noti volponi e basta.

Intanto mi fa impressione vedere che nella vita reale, più ancora che nelle sale della politica, tutto sembra imbrigliato in una forzosa coazione a ripetere senza sosta gli antichi errori. Avete presente quando si curva con gli sci e, per avere più aderenza al terreno si deve spingere in avanti anziché, come verrebbe naturale, sedersi sui talloni? Ecco a me sembra che oggi si sia ancora fermi a quello che è più facile fare, quello che si può ottenere anche senza prepararsi, senza sfinire la propria pancia e le proprie meningi. Anzi, questa fatica ai piani alti della società, ormai la si fa solo per pararsi le spalle, per continuare a mantere stipendi, garanzie e potere stratosferici e non invece per cercare di capire come si possa creare un mondo che funzioni in cui essere, non dico felici, ma almeno fiduciosi sì.

Il rischio, al giorno d’oggi, è che tutto, in nome e per colpa della crisi, resti sempre più uguale a prima cambiando spesso solo in peggio, solo in apparenza e non in sostanza. Insomma, diciamocelo, la crisi serve anche a giustificare boiate che prima non sarebbero state accettate ma da bastonati come ci sentiamo e strumentalizzati come crediamo di non essere, questo non sembra proprio il momento di reagire, vero? Ebbene, secondo me, questo invece è proprio il momento di reagire, di dissentire, di provare a pensare qualcosa di diverso. Iniziando magari con lo spegnere, per esempio, sempre più spesso la tivù e usare quelle ore per leggere e studiare cose nuove, per pregare, per fare sport, per fare, insomma, tutto quello che ci è possibile per aprirci o liberarci la mente e il cuore, per tornare a pensare con schemi che non rispondano solamente a logiche di potere, di successo, di soldi.

Mi diceva un’amica stamattina davanti alla scuola dei nostri figli: «Quello che stupisce è che troppo pochi ancora capiscano come questo ideale di vita facile proposto dai media non sia in realtà per niente facile. Del resto, condanna a un continuo movimento per ottenere sempre di più, per guadagnare alla fine solo un infinito senso di inadeguatezza, di frustrazione, di incapacità». Parole che fanno centro, vero? E allora, dopo averla incontrata mi è venuta voglia, mentre tornavo a casa di meditare la prima lettura di oggi, dal libro del profeta Osèa (cfr. 14, 2-10).

A me, di solito, vien da pensare che certe volte è necessario giungere al fondo per rendersi conto che nessuno può aiutarti se non Dio solo. Oggi però, mi è venuta in mente la storia del premio Nobel Yunus, il banchiere dei poveri, un uomo che ha cambiato il destino di moltissime donne, dei loro figli e dei loro anziani genitori. Come? Si è fermato a pensare, a osservare, a sentire. Ha guardato il suo paese, il Bangladesh, ha visto troppa gente senza niente, troppe morti, troppi soprusi e ha sentito dentro una grande voglia di dare una mano, di darsi da fare. Sembrava impossibile, in tanti gli dicevano di mettere a frutto i suoi soldi, i suoi studi, di guardare oltre. Ma lui ha resistito e un giorno ha provato a pensare al contrario: «Le banche di solito danno i soldi agli uomini? Ebbene io li darò alle donne»; «Le banche chiedono garanzie e quindi alla fine finanziano solo i ricchi? Ebbene io mi dedicherò agli ultimi, chiederò a una comunità di donne che siano garanzia e aiuto per la sorella, che si impegnino a ben nutrire e a mandare a scuola i loro figli»; «Le banche hanno un luogo fisico dove ricevono? Ebbene io andrò dai miei clienti». E così via fino a che Yunus ha scoperto che funziona, che la povertà si può combattere ed eliminare.

Insomma, io credo che si debba non cedere alla rassegnazione e che per farlo si debba aver bene in mente e nel cuore la nostra ricerca interiore. Per cominciare credo che si possa provare a fermarsi ogni giorno per riflettere e sentire, ci si possa permettere di dedicarsi alle emozioni e ai sentimenti che non possono essere banalizzati, dati per scontati, compressi perfino in sigle che ci danno l’illusione di comunicare. È il momento in cui è giusto rendersi conto che abbiamo svuotato, noi figli della fretta, di tenerezza e attenzioni i nostri giorni, abbiamo perso il sapore della carità, dell’attenzione all’altro in un infecondo tentativo di globalizzazione anche dei sentimenti per farci sentire la coscienza a posto, per non dirci che troppo spesso restiamo in superficie e pensiamo che basti, che gli altri non lo sentano. Però poi ci stupiamo se ci sentiamo soli e disperati… Ecco, io credo che si debba, tutti insieme, recuperare il gusto della vita, pregare affinché, come diceva don Tonino Bello, il mio poeta della speranza preferito, «ci sia donata l’impazienza di Dio», quella che «ci fa allungare il passo per raggiungere i compagni di strada» e non «l’ansia della metropoli che ci rende specialisti del sorpasso», che «ci fa guadagnare tempo ma ci fa perdere il fratello che cammina accanto a noi». E se iniziassimo tutti dal tenderci più spesso la mano, dal dedicarci pensieri, parole, gesti, preghiere veri, non finti,senza maschere, ma meditati? Voi che ne pensate?

15 comments to Consigli per una vita facile?

  • Tinuccia Vita

    Carissima cristina, hai scritto, come sempre, delle bellissime parole, ma è tanto difficile mettere in pratica quello che tu auspichi. Io stamattina mi sono alzata come tutti i giorni alle 5.30 del mattino, tutto di corsa per arrivare in tempo al lavoro, sveglio le bambine e mio marito e non ho neanche il tempo per dire buon giorno, le mie uniche parole, sono “forza che è tardi”,non perdete tempo.Vorrei essere diversa, mi piacerebbe non stressare tutti con questo maledetto tempo che non c’è mai, ma non ci riesco, il tempo è poco e le cose da fare sono tante e arriviamo la sera io e mio marito distrutti, senza neanche la forza di parlarci e soprattutto cosa della quale mi dispiaccio moltissimo, senza giocare con le mie figlie. Scusami per lo sfogo, un abbraccio.

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  • Già, Crì, quando giungi “al fondo” ti accorgi che dal tuo vocabolario è sempre stata assente una parola: priorità! E quanto ti “rimane poco tempo” (per una malattia inesorabile, etc ..), quando vedi allontanarsi persone ed affetti (e la misura di buona volontà del tuo braccio teso sembra non raggiungerle più!…), quando avverti una “nostalgia di casa” che potrebbe chiamarsi Dio ma non vuoi ammetterlo (perché la “D” che lo separa dal tuo IO è troppo ingombrante, per la tua presunta libertà…), allora forse l’ESPERIENZA di vuoto che stai facendo ti porta a rifissarne alcune e a dover redigere il tuo nuovo vocabolario… Non più tomo: poche pagine, parole essenziali! Ascolto, amore, respiro “adeguato”, calma, condivisione, dialogo, comunicazione, apertura, stupore, verità, fantasia, attenzione… Ricerca: scoprire veramente dietro le parole, la Parola che salva!!! Amen! Grazie, Cristina … preziosa compagna di viaggio, “lato di me” ( = esser donna) che riscopro e riamo … Insieme, nella costruzione di una nuova civiltà dell’amore. Blessings

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  • p.s. Don Tonino è anche il mio profeta di speranza preferito! Nata un diciotto marzo come lui (stesse inestinguibili follìa, sete e speranza…) anch’io cerco di andare verso un futuro “non venato dalla paura, dalla chiusura, dalla sfiducia, ma dalla curiosità, dallo stupore, dall’accoglienza”. Per corredo solo scarti minimi, in un cammino che richiede un abbigliamento essenziale fatto, appunto, di scarti: un bastone e una bisaccia in cui infilare “un ciottolo del lago, un ciuffo d’erba, un frustolo di pane, una scheggia della croce, un calcinaccio del sepolcro vuoto”. (da LA BISACCIA DEL CERCATORE – Ed. La Meridiana, c o n s i g l i a t i s s i m o ! ) <3 Ad maiorem Dei gloriam!!!

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  • Manuela

    Sai cosa penso cara Cristina?
    Che spesso siamo tutti un pò troppo a “nervi scoperti”.
    Forse c’è maggiore esigenza di mettere a tacere dentro di noi ogni pensiero, sensazione, emozione, non solo per alleggerirci un pò, ma anche per accogliere in maniera più serenza ciò che ci arriva dall’esterno.
    Un forte abbraccio come sempre.

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  • ElenaV

    Come sempre le tue parole toccano corde profonde e mi fanno sentire nel giusto,quando penso e agisco in maniera diversa,allontanandomi da certi stereotipi,che imperano nella nostra società! Sono molto felice di poterti seguire qui e mi ritengo fortunata di avere la libertà per leggere le tue parole!

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  • giovanna immacolata

    Cara Cristina,con l’ avvicinarsi delle elezioni hai fatto proprio bene a ricordare che al governo ci sono persone che non solo hanno determinato il generale impoverimento,ma che ci ritengono tanto ciechi e stupidi da credere alle meravigliose notizie che ora hanno la prima pagina dei giornali: la crisi sta finendo, i ricchi pagano le tasse ecc.ecc.
    A proposito di povertà,su Confidenze avevo letto un articolo sul dott.Yunus, l’ economista che si è messo in testa, più di venti anni fa, di prestare a chi non ha nessuna garanzia da dare, e quindi è rifiutato dalle banche .Ho letto il bel libro ” Il banchiere di DIO”che narra la sua vita e tutta la storia e il successo inaspettato del prestito dato non ai poveri,ma ai poveri dei poveri, ai disperati.
    L’ Italia non è il Bangladesh,ma ci vorrebbe Yunus anche da noi.Ho visto delle immagini di Yunus in tv con Letizia Moratti,circa un mese fa,ma ero di corsa e non ho capito bene.Puoi informarti tu? Baci senza garanzie.Giovanna Immacolata.

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  • Mafalda

    Ah! Finalmente un po’ d’aria pura! Spegnere la TV, restare in compagnia di Dio, assumere dei ritmi umani che ci permettano di accarezzare e giocare con i figli. La nostra vita non può essere venduta perché non ce n’è un’altra e niente vale quanto una giornata vissuta in pienezza. I politici hanno delle responsabilità immani e si dimenticano troppo spesso che la politica è un SERVIZIO e non un vizio: quello di scaldare la poltrona e non lasciarla più neanche se sono dei dichiarati incapaci o dei corrotti. Sono gli uccisori della Speranza, quelli che hanno il potere e non lo adoperano per fare il bene della gente, per promuovere l’Umanità, per proteggere i piccoli dei piccoli. Un manipolo di manigoldi delle multinazionali che strozza la povera gente e massacra l’esistenza delle famiglie facendole indebitare per poi portargli via quel poco che hanno. La colpa è anche nostra perché non li cacciamo via. Ti ricordi quando Leone fu costretto a dimettersi? Cara Cristina, accendiamola noi la Speranza, schiviamo le “bastonate” e almeno riprendiamoci le nostre vite cercando di essere dei segni di Carità nella Verità. Grazie del tuo post è bellissimo!

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  • Manuela

    Particolarmente in questo post non c’è paura di confrontarsi.
    Penso che l’esigenza di aprirsi sia necessaria per accogliere “l’altro”, nel quale appunto c’è sempre Lui.
    Non penso assolutamente che un cammino di fede sia motivo di chiusura, anzi, tutt’altro; ma a volte penso che ci sia la personale necessità di avvicinarci a Lui per allontanarci dalla dimensione umana, dimenticando però che Egli è diventato uomo appunto per farci accettare soprattutto i nostri limiti personali, in quanto esseri umani.
    E più nell’altro troviamo i nostri stessi limiti, più lo combattiamo, ma finchè non abbiamo più paura di guardarci dentro.

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  • cara cristina è una gioia immensa averti ritrovata e verificare che appari come realmente sei..ed in questi tempi respirare aria pulita è un privilegio,leggendo i tuoi pensieri sento il bisogno di farti leggere il mio libro:La scopa parlante ” ‘a munnezza ‘ncoppa o core”,perchè i sentimenti che mi hanno ispirato hanno le tue stesse radici:Famiglia e Fede,due guardrail che non ti permettono di sbandare.Un bacio Giovanna

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  • giovanna immacolata

    Cara Cristina e cara omonima portanova (sei mica di Torino ?),la immondizia sul cuore ,sulla lingua e anche in testa ce l’ abbiamo tutti,ma,se possibile, evitiamo che ce la mettano davanti agli occhi.Ho letto che ora ci si può organizzare e fare delle azioni legali come gruppo (es. gruppo di consumatori truffati,gruppo di persone danneggiate nella salute da una fabbrica inquinanrte,..)Perchè non ci opponiamo come donne alla pornografia pubbliciraria in tutte le sue forme? tv. giornali,manifesti..via il nudo usato per vendere! Dai, facciamo una “class action”! Che ne dite?Giovanna Immacolata.

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    Miwick Reply:

    A GIOVANNA IMMACOLATA:

    Hai proprio ragione.
    Io una protesta l’ho fatta contro il Pronto Soccorso dell’Ospedale della mia città perchè ho dovuto pagare un ticket per prestazioni che in realtà non mi sono state erogate.
    Siamo andati avanti un anno tra botta e risposta, ho scomodato due primari per un incontro di persona, alla fine sono riuscita a ottenere il rimboro del ticket.
    Ma la mia protesta era rivolta anche alle tante mancanze che vengono riservate nei confronti delle persone anzieane e deboli.
    Si puà partire, incamminarisi anche da soli e dare l’esempio, poi pian piano qualcun altro si aggiungerà.
    Ho anche fatto richiesta del rimborso IVA versato sulla cartella delle Tasse sui rifiuti: dove c’è da protetare, non mi tiro indietro.
    Basta abusi!!!
    Ciao,
    un abbraccio,
    Pat

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  • giovanna immacolata

    Cara Cristina,vorrei comunicare a tutti i lettori del blog che IL 18 APRILE A MILANO,PRESSO IL PALASHARP, CI SARA’ UNA GIORNATA DI PREGHIERA DALLE ORE 9.00 alle 21.00 CON DUE VEGGENTI ED UN SACERDOTE DI MEDJUGORIE( per arrivarci,dalla stazione Centrale prendere metro 2 fino alla fermata Cadorna.Scendere e prendere il metro 1 fino alla fermata di Lampugnano. Scendere : da lì si vede la struttura.In auto uscire all’ uscita di Milano Viale Certosa e proseguire diritto per 300 metri) Io ci sarò.Se puoi venire ,cara Cristina,potremmo fissare un luogo e orario di incontro.Baci della pace.Giovanna Immacolata.

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  • come mai il mio commento a Giovanna Immacolata sulla pornografia non è stato visualizzato?Io avevo suggerito di unirci anche per combattere la pedofilia,che è il vero glaucoma dell’animo.Ma del mio commento non c’è traccia,non credo di aver scritto cose non condivisibili.Giovanna

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    Francesco Candian Reply:

    @giovannaportanova, Carissima ,

    come spiegato personalmente, c’è stato un problema tecnico: non appena vuoi, su questo spazio, come tutti ben sanno, potrai pubblicare il tuo pensiero!
    un caro saluto
    Francesco

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  • Carissima Cristina,
    parole più che sagge, le tue.
    Anche a me sembra che i nostri cosi detti “capi”, pensino solo ai loro interessi.
    Poichè il marito di una mia amica fa parte di un partito famoso, ogni tanto gli scrivo dicendogli le contraddizioni in cui cade il suo leader, e come sta manipolando tutto l’apparato statale per proteggere le sue marachelle.
    Glielo dico perchè mi sembra che alcuni, anzi molti, vadano avanti con il paraocchi.
    Io, per protesta, alle votazioni di ieri ho rifiutato la scheda perchè non mi sento rappresentata da nessuno: non è facile farlo perche gli scrutinatori ti gurdano male perchè non sanno cosa fare, ma io espleto il mio diritto di votore, andando alle urne, ma esercito anche il mio diritto di esprime come la penso sui nostri governanti, così ho trovato questo tipo di protesta.
    Inoltre, a quel mio amico ho detto che crederò veramente a quel partito che deciderà di abbassarsi gli stipendi a livelli più terra-terra per poter venire inconro ai bisogni di tante famiglire e per capire veramente cosa vul dire vivere con 400/700 €, che a loro forse non bastano neppure un giorno o al massimo ci comprano un paio di scarpe.
    Non ho avuto neppure paura di esprie il mio dissenso difronte ad un gruppo di persone, amiche della mia amica, invitate per una presntazione del marito del programma elettorale lo scorso anno.
    Quando ho fatto presente certe macroscopiche incongruenze, lui non ha saputo risponsermi e le altre signore a venirmi a dire che …… è una cara e brava persona, molto intelligente e spiritosa.
    Io ho accolto i commenti sentendomi triste per loro, signore della buona società, perche si lasciano incantare da un bravo affabulatore, che di sostanza ne ha poca, e tanti cadaveri nell’armadio.
    No, non ci sono stata.
    Preferisco vivere a contatto con persone semplici e per questo ho adottato una carissima nonnina di 84; ci vogliamo un bebe dell’anima.
    Io la aiuto nei suoi problemi di visite mediche, appuntamenti, spesa etc., ma soprattutto con una telefonatina giornaliera e con qualche visita, insomma, le dedico del tempo che è sempre ben speso perchè da lei trovo conforto e affetto, cosa che in questo periodo della mia vita, un po’ acciaccata, non trovo nelle solite amiche, che pur mi sono care.
    E’ uno scambio vicendevole; io metto le gambe, lei le sue mani per pregare.E’ un consiglio che do a chi si sente solo e depresso: andare verso gli altri, come diceva M. Teresa di Calcutta, mi pare: “Signnore, se ho bisogno di consolazione, mandami qualcuno da consolare”, ecc.
    Quando crediamo di essere i più disperati della terra, basta farsi un giretto all’psèedale e subito ci sentiamo fortunatissimi.
    Ti saluto con affetto e continua cosi.
    Ciao,
    Pat

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