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Il Grido dei Piccoli

Pubblichiamo stamane una lettere di Chiara Amirante. Come sapete si trova in Brasile con don Davide Banzato per un reportage su quanto sta avvenendo in quelle terre d’oltreoceano non considerate dai TG e dai mass media tradizionali.

In un commento su un post precedente di don Davide, Vincenzo Campo affermava che non ha mai sentito don Davide così vicino come ora che si trova in Brasile: nel leggere queste righe posso affermare la stessa cosa sia per Chiara sia per don Davide sia per tutte quelle persone che loro incontrano per strada e di cui ci raccontano, persone che non ho mai visto ma che so essere miei fratelli…

Fratelli che forse non vedrò mai ma ai quali posso dare una possibilità di vita migliore semplicemente rinunciando a un paio di cene in ristorante: senza alcun eroismo, le adozioni a distanza sono una strada che possiamo intraprendere senza stravolgere completamente la nostra vita.

[fonte Nuovi Orizzonti]

Carissimi,
vi scrivo dal Brasile con il cuore ricolmo di gioia per questi giorni trascorsi nella Cittadella Cielo di Quixada e di Fortaleza. E’ stata una settimana davvero intensa e ricca di tante emozioni.

Quando siamo arrivati all’ aereoporto c’era un gruppo del CEU (la Cittadella Cielo di Fortaleza) ad aspettarci per farci festa con canti, balli, cartelloni e dei bambini splendidi che suonavano dei tamburi.

Siamo poi andati alla Cittadella Cielo di Quixada dove abbiamo trovato tutto il gruppo di ragazzi e bambini che ci hanno accolto con una splendida canzone. Non potete immaginare la mia gioia nell’ascoltare le parole del ritornello: “tutto sembrava impossibile, tutto sembrava senza via di uscita, tutto sembrava essere la mia morte, ma Gesù ha cambiato la mia sorte io sono un miracolo e sono qui. Usami io sono il tuo miracolo, usami desidero solo servirti, usami sono a tua immagine, usami Signore Gesù”.

Guardavo, con gli occhi lucidi di lacrime, lo sguardo splendente e pieno di gioia dei ragazzi e dei bambini che cantavano. Ho sentito subito una profonda commozione e un nodo alla gola nel contemplare la gloria della resurrezione in quei volti prima sfigurati dal dolore, dall’abbandono, dalla strada, dalla fame, dalle violenze ed ora trasfigurati dall’incontro con Colui che è l’Amore.

Ho ripensato al primo momento in cui sono arrivata a Quixada. Ci avevano offerto un terreno molto grande (attualmente abbiamo 400 ettari, per avere un termine di paragone considerate che la cittadella Cielo di Medjugorje è in un terreno di 9 ettari) ma era completamente deserto. C’erano due laghetti, serpenti, scorpioni, tarantole, ma era un terreno ai piedi di un bellissimo Santuario Reinha do Sertao (che in italiano significa Regina del deserto). Allora mi sembrava davvero impossibile realizzare una cittadella Cielo in quella terra deserta così lontana, ma quando sono andata ad incontrare i bambini che vivevano nelle case di fango ed ho guardato i loro occhi pieni di dolore, i loro corpicini consumati dalla scabia, il loro cuore disperatamente assetato di amore, ho avuto una certezza: non potevamo non fare tutta la nostra parte per ascoltare e rispondere nel nostro piccolo a quel terribile grido; Colui che tutto può avrebbe reso possibile ciò che a me sembrava impossibile; certamente la nostra Mamma del Cielo avrebbe fatto fiorire il deserto e si sarebbe presa cura dei suoi piccoli. Tornata a Piglio avevo parlato ai ragazzi accolti in comunità di ciò che avevo visto, di quanto fossi rimasta profondamente scossa dal grido di questi piccoli angeli crocifissi e in 12 ragazzi accolti avevano subito risposto con grande generosità chiedendo di poter partire in missione capitanati dai mitici Loredana e Giulio. Allora sembrava davvero impossibile, sembrava l’ennesima pazzia eppure… “ciò che sembrava impossibile ancora una volta Dio lo ha reso possibile” e ora non riesco a trattenere le lacrime guardando i piccoli accolti cantare a Gesù: io sono qui, io sono il tuo miracolo, usami io sono il tuo miracolo.

Che miracolo lo splendore dello sguardo traboccante della Gioia della Resurrezione dei piccoli accolti! Che miracolo il Centro Perfetta Allegria ricolmo di bambini e di mamme sostenuti dalla Cittadella Cielo! Che miracolo quella fila di più di 400 famiglie che grazie agli aiuti di tante adozioni a distanza possono finalmente mangiare! Che miracolo vedere fiorire due incredibili cittadelle Cielo! Che miracolo il CEU, 18 differenti comunità, associazioni, movimenti tutti uniti per rispondere al grido di tanti (in questi giorni abbiamo avuto un bellissimo incontro con i fondatori e responsabili delle differenti comunità che collaborano alla realizzazione della cittadella CEU: Cielo, di Fortaleza)…. che miracolo: IL DESERTO E’ FIORITO!!!

Ma quanta miseria, quanta povertà, sofferenza, nei volti di ancora troppi piccoli assetati di amore; che contrasto tra quelle casette di fango con 8 bambini che dormono in terra in pochi metri quadrati e le nostre case confortevoli piene di giocattoli sempre più costosi che i nostri bambini dopo un primo momento di entusiasmo non apprezzano più. Sento ancora risuonare nel cuore la frase di una signora di una certa età che abita in una di queste case di fango. Ha detto con gli occhi pieni di lacrime e con la voce spezzata dal pianto: “sono cinque giorni che non mangio, ma grazie per tutto ciò che fate e che farete per noi”. Ripenso poi allo sguardo pieno di dolore e di speranza di Josè uno splendido bambino incontrato in strada insieme a P. Renato Chiera , a Dania. e Davide. Quando ci siamo avvicinati a lui era accovacciato su di un cartone, steso per terra in una delle strade turistiche di Fortaleza, con la gamba gonfia e ancora sanguinante per le botte prese da poco dalla polizia; mi ha guardato con lo sguardo implorante domandandomi: “davvero puoi portarmi via di qui? Sono 5 anni che vivo in strada e uso il crak , a casa non posso stare perché mio padre mi picchia sempre. Ho tanta paura di morire voglio venire con voi!” E Mariane una dolce ragazzina, in costume da bagno, sfigurata dalla vita di strada, dall’alcool e dalla droga. Con grande naturalezza ci mostra il capezzolo lo stringe per fare uscire del latte e dice: “Sono rimasta incinta devo smetterla con questa vita perché il mio bambino così è già drogato e alcolizzato”. Poi mi abbraccia più volte con affetto e mi dice: “Davvero potete portarmi via di qui? Io devo andare lontano da qui se no non ce la faccio!!” E ancora ho impresso nell’anima lo sguardo di una tristezza infinita di Miguel. Provo a dargli una carezza e gli viene la pelle d’oca, forse nessuno mai lo ha accarezzato con un po’ di amore, ha un terribile squarto infetto che mi fa pensare allo squarcio nel suo cuore. Guardo i suoi occhi e scorgo un baratro indescrivibile di dolore!!

Per motivi di correttezza, visto che la lettera è pubblicata sul sito ufficiale di Nuovi Orizzonti, non la posso pubblicare per intero: potete comunque trovare la lettera di Chiara completa semplicemente cliccando qui!

15 comments to Il Grido dei Piccoli

  • emiliano

    Cara Chiara Dio benedica la tua opera,benedica te e don Davide che conosco personalmente! State facendo molto in quella terra. Nelle ie meditazioni mattutine dopo la messa rileggendo il vangelo non posso non pensare e paragonare il vangelo del giorno a ciò che state facendo voi. Il Vang. del giorno dice:Gesù ha cacciato il demone dal muto,voi date parola all’amore di Dio con le vostre opere!Voi date voce a Dio in quella terra. Dio vi benedica assieme al Vergine Madre! Emiliano della famiglia di Don Orione!

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    grazie e buona lettura :D

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  • Alessandra

    Voglio venire con voi! Lasciate che anch’io possa mettermi al servizio di questi fratelli!
    Ho già adottato una bimba… ma è ancora troppo poco…

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  • Paolo

    Grandi Cose a Fatto il Signore ;davvero mentre leggevo questo articolo o sentito che DIO non si ferma davanti alle nostre pochezze infatilità piangiamo per poco , quando questo poco ci viene toccato mi vergonio di me quando sto li a dire e fare quando ci sono banbini che muoiono di fame tutti i santi giorni beato e luomo che in cuore su decide di incamminarsi per il santo viaggio e voi 2 come il vangielo dice andrete 2 a 2 a predicare la buona NOVELLA AMEN, Zanni

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  • Sabrina

    Ho appena finito di leggere il Diario dal Brasile che Don Davide ha pubblicato sul sito …e Gioia sia! e sono rimasta letteralmente sconvolta!
    Davanti ai suoi racconti, tutto perde senso…
    Ogni cosa pensata, vissuta, sembra il nulla e questa cosa mi devasta. Io, qui, tranquilla in ufficio su Internet (invece di lavorare) e in Brasile, bambini che in questo momento stanno subendo il sesso, abusi, violenza…e mi viene da chiedere: perchè io sono qui e loro sono laggiù in quell’inferno? e mi sento impotente…
    Ma è possibile che io non possa fare veramente nulla per queste anime? L’istinto è quello di lasciare tutto e dare a chi, non solo non può scegliere se mangiare un piatto di pasta o un piatto di verdura, ma non può nemmeno scegliere se mangiare o no! In questo istante sto provando una sofferenza immensa e il ripensare a quante volte davanti alle piccole ‘richieste’ io ho detto NO (davanti a Dio e davanti ai miei fratelli), per paura, per pigrizia, mi si contorce lo stomaco.
    Come si fa a sentirsi in pace con se stessi quando il mondo che ti circonda ti offre ancora questo scenario?
    “…Non ho respiro e un grido nell’anima forte un grido che urla…” questa è la mia anima in questo momento, esattamente quello che scrive don Davide….
    Non mi resta che pregare, pregare, pregare perchè le persone riscoprano il vero senso della Vita, DIO!
    Sabri

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  • Daniela

    Rileggendo il diario di Davide e oggi la lettera di Chiara son potuta tornare con il cuore al viaggio in Brasile del Novembre scorso. Un misto di meraviglia rispetto all’Opera che fiorisce unita al dolore per il grido di abbandono che ho raccolto. Da quel momento porto con me lo sguardo di Maria, una bambinaa che ho avuto l’onore di poter cullare tra le braccia, asciugando le sue lacrime di disperazione, all’interno di una favelas mentre cercavo di capire dove fosse la sua mamma..malata in ospedale e forse mai più di ritorno! Ho capito in quei giorni perchè le nostre Cittadelle nascono sotto lo sguardo premuroso della Regina del deserto che usa i nostri cuori (anche a distanza!!!) come canali del Suo potente Amore capace di far sbocciare le anime come fiori anche nel deserto!!!

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  • Alessandra

    Cara Chiara e caro Davide, leggendovi e leggendo anche i commenti alle vostre lettere, in particolare quello di Sabri, ho capito che il senso delle cose bisogna cercare di non perderlo, ma di reindirizzarlo.
    Quando si leggono cose come quelle dal Brasile e il nostro cuore si muove, sanguina, si ribella, è perché Dio ci sta donando una nuova SENSIBILITA’ SPIRITUALE.
    Quando si leggono cose così, il senso umano delle vicende si perde, ma il senso Spirituale , Divino, si muove, cresce, ci fa sentire che siamo vivi, Figli di un Padre che sta riempiendo di Calore Divino, di Amore infinito il nostro cuore, di un Padre che non ci vuole più come eravamo prima, che ha in serbo per noi una vita fantastica, una Vita così meravigliosa, così piena che il cuore sembra scoppiare, ma tosta, dove è presente anche la sofferenza immensa, infinita dei nostri fratellini più piccoli e più amati….
    Perché? Perché? Perché questo Papà immenso ci vuole trasfigurare, renderci splendenti come solo Lui può fare, e solo l’immersione nel non Amore più profondo, sofferenza senza pietà, né spiegazione, ci fa diventare così. Attraverso l’entrata profonda e autentica nel non senso della sofferenza degli altri, ci sentiamo piccoli, dipendenti da Lui completamente e definitivamente, e solo così Il Padre può plasmarci, guarirci, permettere anche per noi i chiodi e la Croce…….è lì che c’è Vita, perché ci fa risorgere come è risorto Lui e ci dona di poter Amare con l’Amore del Suo Cuore e del Cuore di Maria, Madre nostra. Perché il nostro cuore non ne è capace…
    Concretamente cosa fare?
    L’Amore non è statico, fermo, ma in quanto tale diventa dono ed è di per sé in movimento. L’Amore si comunica, non può essere tenuto per sé, quindi buttiamoci ad amare sempre più e meglio chi il Padre ci manda, e Lui potrà “usare” questo nostro Amore per farlo girare nel mondo. Nella Sua economia, Lui che è Dio può usare l’Amore con cui noi ci doniamo anche per i bimbi che Davide, Francesco, Chiara e Dania hanno incontrato laggiù. Non buttiamo mai più via nessun istante senza donare Amore ai fratelli, alla Vita, al mondo che il Padre ha creato per noi. Guardiamo fuori, guardiamo questo piccolo mondo che muore per mancanza d’Amore…..il Padre ha tanta fretta. Ha bisogno di noi, di tutti perché questo mondo e i nostri fratellini non muoiano.
    Che ognuno dei piccoli fratelli di strada e non, che il Signore ci sta portando, trovino Amore, Casa, Cuore…..
    Tutto passa, solo l’amore resta. Niente è più vero. Ale

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  • attraverso l’associazione ‘pro meninos de rua’ ho adottato, anni fa, un maschietto – aelio – poi una femminuccia – rafaela -. mi chiedevo perché tutte queste associazioni onlus non si uniscono. sarebbe una grande family, forse capace di portare più frutti ancora. le case famiglia in brasile sono gestite da suor chiara amelio di assisi. perché non mettervi in contatto?!

    ps: aelio, comunque, non ce l’ha fatta; ha voluto lasciare la comunità da grandicello per ritornare con la nonna. in verità è di nuovo sulla strada. perché questa scelta Signore. cosa sta cercando questo ragazzo e cosa si può fare per salvarlo ancora…

    io ho solo la preghiera…

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  • Manuela

    Proprio l’altro giorno alcuni insegnanti mi hanno raccontato la storia di due fratelini brasiliani (la bimba frequenta l’ultmo anno della sc.la dell’ Infanzia e il fratellino il primo della sc.la Primaria); sono in Italia da appena un anno perchè stati adottati.
    Ho osservato il comportamento di questi bimbi manifestato a scuola che evidenzia traumi subiti non ancora presi in carico dalla famiglia adottiva (finora i genitori adottivi hanno fatto tutto da soli, guidati dall’amore per questi bimbi e non vogliono essere seguiti per proseguire questa avventura), perchè questi genitori, forse ignorano che nei primi tre anni di vita ogni bimbo imposta le sue basi per formarsi sul piano psicologico e intellettivo e se in questo triennio l’esperienze non favoriscono una crescita equilibrata e serena su tutti i versanti, è bene prendere in considerazione ciò soprattutto quando si vuole adottare bimbi già grandicelli.
    Desidero rispondere a te cara Nadina (“io ho solo la preghiera”) e a tutte le persone di buona volontà che vogliono a fin di bene adottare i bambini che provengono da luoghi dove hanno purtroppo vissuto esperienze particolarmente forti come qui raccontate da Francesco (penso poi concorderà con quanto sto per dire): purtroppo non sono sufficienti i buoni sentimenti, la nobiltà d’animo, la fede in Dio e quant’altro possa appartenere ad una bella persona, per fare scelte di questo tipo.
    Non bisogna MAI farle “di pancia” o per soddisfare i propri bisogni affettivi o per “curare il bimbo ferito” che c’è in noi (comprensibilissimo anche questo)perchè assolutamente nè prima dell’atto dell’adozione nè dopo aver adottato si può fare questo percorso da soli, ovvero, senza specialisti che possono comprendere veramente il confine fra i nostri bisogni personali e la vera capacità di gestire una genitorialità che sicuramente darà molte gioie ma impegnativa per tantissii fattori, purtroppo non risolvibili sul concreto solo con la preghiera (semmai con la preghiera si può invece chiedere di trovare specialisti validi e preparati che ci accompagnino mentre ideiamo e poi realizziamo una adozione…).
    Cara Nadina,
    hai quindi compreso perchè Aelio non ce l’ha fatta, nonostante tutto l’amore che tu eri disposta a dargli?
    Bisogna comprendere cosa appatiene alla Volontà di Dio e cosa invece al nostro libero arbitrio, ovvero, la possibilità di gestire al meglio la nostra vita e quella di chi abbiamo deciso di amare…
    Non mescoliamo il sacro con il profano; se esistono gli psicologi o figure altrettanto competenti per aiutarci, credo perchè le abbia volute il Signore per gestire meglio il nostro libero arbitrio.
    Scusate per la franchezza, ma leggendo tutte queste testimonianze ho sentito il bisogno di evidenziare un aspetto di questi problemi che spesso si nasconde dietro la fede…
    Un abbraccio a tutti.

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  • Manuela

    P.S: i bimbi per l’appunto sono brasiliani e le regole…queste sconosciute…; abituati a stare sulla strada, come possono seguire “di punto in bianco” regole anche per favorire nel bimbo una buona scolarizzazione? E’ difficile per i nostri, prima abituati in una famiglia regolare, poi per chi ci va, al nido, successivamente alla sc.la dell’Infanzia dai tre anni in poi…
    Pretendiamo poi che questi bimbi, “zak!” perchè dovrebbero sentirsi amati da noi, sappiano gestire ottomila variabili entrate improvvisamente nella loro vita?
    Considerando poi la loro tenera età, quindi, con poche basi per comprendere cosa a loro sta accadendo con i cambiamenti (dalla lingua diversa in poi…).
    Scusatemi perchè mi sono dilungata, ma queste cose bisogna prima analizzarle con molta cura…per poi non dare respnsabilità al Signore per ciò che poi accade.

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  • forse non mi sono spiegata: parlavo di adozioni a distanza, di associazioni onlus. suor chiara amelio è insegnante oltre che missionaria. aelio è entrato a far parte della casa famiglia ‘pro meninos de rua’ piccolissimo. un anno di età. una volta cresciuto ha preferito la sua ‘libertà’. mantenersi da solo con dei lavoretti occasionali, essere indipendente, che poi si sa a cosa porta. per questo non mi rimane che la preghiera! e t’assicuro che non mischio sacro con profano nel rivolgermi direttamente a dio! non so se te ne sei resa conto, ma nella tua veemenza hai messo in discussione la buona fede nella preghiera stessa, in dio stesso, nella sua presenza. ‘preghiera’ è forse sinonimo di paraocchi? di debolezza? madre teresa prima di mettersi all’opera pregava intensamente. e credo che anche ai santi a volte non rimanga altro che questa immensa benedizione, questa immensa forza che è la preghiera.

    un consiglio: sii più riflessiva la prossima volta. prima di giudicare, prega!

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  • ps: francesco, non moderare. io chiudo qui.
    buona vita a tutti.
    uniti!

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  • Manuela

    Gentile Nadina,
    probabilmente volendo mettere in luce una realtà che purtroppo esiste (toccandola con mano con bimbi adottati della Bolivia, Brasiliani, Africani, ecc…) ho esposto il mio pensiero probabilmente in maniera non chiara e precisa come invece avrei dovuto, per voler affermare che a volte (non nel tuo caso come poi hai bene spiegato tu; ma non c’era nulla di male se anche nel tuo caso l’adozione non era a distanza) esistono adozioni non adeguate, di bambini che vengono da questi Paesi,
    E’ un problema da mettere penso in evidenza aldilà del fraintendimento, perchè assolutamente non intendevo che la preghiera è marginale; anzi, tutt’altro!
    Sicuramente non è il tuo caso nè quello di tante altre persone, ma ci possono invece esserne altre che invece avrebbero l’esigenza di prendere in considerazione tante cose di primaria importanza, prima di accogliere nella propria famiglia questi bimbi.
    Aggiungo che sono anch’io favorevole all’adozione a distanza.
    Speriamo che qualcuno che ha bisogno, rifletta sulle mie e tue parole ma anche sulla realtà qui descritta attraverso Francesco, per capire cosa è meglio fare per questi piccoli visto che è un blog molto seguito.
    Un abbraccio.

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  • Giulia

    Grazie Chiara!!!!

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  • Maria

    Leggendo la lettera di Chiara Amirante e il diario di don Davide, poco fa, sono scoppiata a piangere. Non so spiegarvi cosa mi si è scatenato dentro, non l’ho capito neanche io, ho solo riempito la scrivania di clinex. Devo aspettare ad uscira dalla mia camera perchè ora ho il naso e gli occhi rossi per il pianto, se mi vedono i miei si preoccupano.

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