Qualche giorno fa l’opinione pubblica ha vissuto un momento di forte indignazione dovuto alla notizia della creazione di un nuovo gruppo all’interno del famoso social network Facebook. Esso inneggiava al “giocare al tiro al bersaglio con i bambini Down”.
Dopo lo stracciarsi di vesti dei farisei d’oggi del politically correct, tutto è già passato nel dimenticatoio.
La polizia postale italiana ha oscurato tale pagina, giustizia è fatta, giriamo pagina.
A quando il prossimo scandalo da 24 ore e non di più?
Ringrazio quei disgraziati autori e fautori dell’intervento contro i Down. Non per la cosa in sé, che ha del delirante, ma perché ancora una volta hanno messo in luce la drammaticità e il nonsenso di un’ipocrisia imperante. Parliamo dei bimbi down? Perché si accetta silenziosamente, in nome del diritto di madri, che all’esito di una diagnosi prenatale indicante la presenza della trisomia 21 nel nascituro, ciò sia considerata una malattia la cui unica medicina si chiama aborto?
Nove donne su dieci operano tale scelta.
Ma mi chiedo: cos’è la vera diversità? Cos’è veramente la malattia da curare? Che strano, l’influenza la si cura, il bimbo down si elimina… strano paradosso!
L’esperienza di Chiesa è un vivere l’unità nella diversità, non nell’uniformità.
Deliranti proclami totalitari del passato hanno provocato milioni di morti, inneggiando all’unità figlia dell’uguaglianza che elimina le differenze. Sono sempre di meno i bambini down, perché sono sempre di più le donne che scelgono di farli fuori, eliminando quindi in un sol colpo il diritto alla vita del bimbo e il loro diritto di madri, proprio lo stesso diritto a cui si appella chi difende la loro scelta. Sempre di meno… che grande povertà! Povera umanità, sempre più uniforme e sempre più povera. Se la si pensa diversamente dalla massa si rischia l’isolamento, l’accusa di pervertire l’ordine stabilito… se si è proprio visivamente diversi, si rischia addirittura di essere ammazzati prima di vedere la luce!
Ringrazio chi ha messo in rete il suo delirante appello: almeno c’ha dato la possibilità di alzare il velo dell’ipocrita indifferenza per qualche giorno.
Vi prego, non ricopriamo subito tutto. Almeno un angolino lasciamolo scoperto e permettiamoci di essere indignati, perché quest’indignazione del cuore e delle mente è un inno alla vita.







La realtà dei bimbi Down penso di conoscerla discretamente visto la professione che svolgo…da una vita, oramai…
Inutile ribadire che coloro che hanno prima ideato e quelli che hanno poi partecipato a questa SCHIFEZZA…SONO DEI POVERACCI IN TUTTI I SENSI!!|
Non dimentichiamo però altre forme di disabilità, perchè non dividerei in categorie tutte le persone più o meno giovani che hanno in questa vita hanno da seguire un cammino particolare e non li ho mai considerati nemmeno “diversamente abili” perchè il concetto di diversità lo considero universale per ogni creatura che Dio ha messo in terra, proprio per il principio di UNICITA’. Anche due piante di ciclamini sono diverse tra loro seppure appartengano alla stessa specie.
Così è per l’uomo con le nostre caratteristiche personali.
Forse si dovrebbe partire da questo concetto e non dal “diversamente abile”, così nessun’altro IDIOTA si accanirebbe sulle presunte differenze di ogni essere umano!
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Io penso che tutto dipenda dall’educazione che diamo ai nostri figli nel periodo della loro crescita, i figli rispecchiano la famiglia, mia figlia ha frequentato dalla scuola materna fibno alle medie, insieme ad una bambina diversamente abile, la graffiava le tirava i capelli, tornava a casa e mi riferiva, io non le dicevo lasciala stare poverina che non sta bene io le dicevo forse tu la stuzzichi ecc. fatto sta che mia figlia è venuta a conoscenza del fatto che questa fosse diversamente abile alle scuole medie.Quindi mi dispiace ma la colpa è a monte.Purtroppo non si può tornare indietro. Poi la società fa il resto e succede quel che succede.Lasciamoli stare questi sono solo fanatici.
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Vorrei rispondere a Mirella… sono mamma anch’io e credo che la cosa fondamentale che bisognerebbe insegnare ai nostri figli è il rispetto verso l’altro, verso il fratello, indifferentemente dal fatto che si sia o no a conoscenza del suo stato ‘normale’ o ‘diversamente abile’. Il rispetto e l’amore senza condizioni verso il prossimo, verso il fratello, stanno alla base di tutto e di qualsiasi tipo di relazione. Ciò non toglie che è difficile insegnare questo (me compresa!!) quando si pensa che le persone ‘diversamente abili ‘debbano essere lasciate stare’ e sono ‘poverine’…Un abbraccio.
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Normalizziamo la presunta diversità, visto che tutti noi siamo appunto “diversamente abili” e W DIO per tutte le nostre diversità, aggiungo!!!
Da li poi vien da sè che tutti siamo meritevoli di pari rispetto.
Questi fatti che purtroppo accadono, fanno capire che anche la stupidità è a diversi livelli e non uguale per tutti!
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Io ho una zia dalla sindrome di down,senza di lei molte cose della mia vita non avrebbero senso,lei mi ha insegnato molte cose.tra le tante ringraziare sempre nel bene e nel male!c’è sempre qualcosa da imparare…anche dai “diversi”…che poi i diversi siamo noi che vivamo sotto queste mentite spoglie!!!!spacchiamo il piffero!!!!cerchiamo di espiare!dobbiamo redimerci..lo dice la stessa parola che siano perfetti nell’unità
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Scusasmi Sabrina ti invito a rileggere quello che ho scritto, io ho evitato di dire a mia figlia poverina perchè non la reputo poverina, intesi?, io ho fatto in modo che mia figlia la vedesse come una bambina normale. Io non sono una mamma perfetta, voglio solo dire che i figli sono a nostra immagine e somiglianza, sembra che non ascoltano ma loro hanno orecchie dappertutto, imparano tutto da noi, poi la società ingrandisce quello che hanno sentito da noi ed eccocci ai risultati.Un abbraccio
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Sembra una battuta fine a sè stessa, ma riflettendoci un pò su invece non così.
Un ragazzo di origini africane ma che vive da tanti anni in Italia ha detto:”Noi esseri umani smetteremo a discriminarci tra di noi per qualsiasi presunto pretesto (handicap, colore dela pelle, fede religiosa, ecc…) fino a quando non arriveranno gli extraterrestri sulla terra. Allora si che sentiremo l’estrema necessità di restare TUTTI UNITI!”
Ripeto: è una battuta, ma dietro c’è tanta verità che fa comprendere l’assurdità di tanti nostri atteggiamenti.
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Anche se è possibile che qualche cretino si “diverta” in questo modo, mi pare del tutto improbabile che ad un gruppo del genere si iscrivano addirittura migliaia di persone. E se invece questo fosse un gruppo fasullo nato unicamente con l’intento di screditare Facebook, così da rendere più facile l’applicazione di certe norme di censura? Un po’ come le armi di distruzione di massa irachene – inesistenti – che servivano per giustificare la guerra all’Iraq…
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Caro Don Giacomo, ma cosa ti aspetti da una società dove tutti sono felicemente armati uno contro l’altro (anche nella Chiesa) e si mozzicano come cani per una fettina di “potere”? Dove impera il “mito” di Barbie e di Ken, dove i malati costano troppo e poi tanto “sono già morti”, dove regnano dubbi e sospetti se non si è uguali al marchio omologato di chissà quale razza umana decisa da chissà quale idea dominante? Mi cugina che ha avuto cinque figli è stata trattata da scema perché oltre i due o tre figli sei un’ “anormale” tu madre che sei felice di metterli al mondo. Ma allora come funziona? Se sei malato ti elimino, se sei sano ti elimino lo stesso perché sono troppi figli. Se non sei come me o come penso io ti elimino. Ma questi “eliminatori” dove hanno studiato, nel Terzo Reich?
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Cara Mafalda,
permettimi di dirti (in virtù del fatto ch non ci conosciamo) che dalla tua riflessione, mi sembri proprio una FORZA DELLA NATURA e mi fa bene al cuore leggere parole così vivaci e argute sebbene raccontino una realtà ahimè triste.
Ieri, mi è scivolato l’occhio su una trasmissione che fanno solo la domenica pomeriggio e che solitamente NON GUARDO perchè per Grazia di Dio ho meglio da fare.
Ma la mia attenzione è stata catturata dall’immagine di una giovane donna Down diventata suora (comunque era vestita in borghese) e con una lucidità che nemmeno la maggior parte delle persone classificate “normali” (oramai si sa cosa penso sui concetti di “diverso e normale”) ha raccontato la sua esperienza per poter essere accolta da un ordine religioso, visto che solo in un Convento(dopo aver bussato molte porte!) l’hanno accettata per realizzare il suo desiderio di consacrarsi a Dio.
Ha espresso in maniera altrettanto lucida e pertinente le sue considerazione riguardo l’esperienza che ha vissuto prima di poter diventare appunto suora.
Ti dirò: sono sicura che se potessi trascorrere del tempo con questa giovane ragazza con la sindrome di Down, imparerei tantissime cose; le stesse che tanti “normali” religiosi finora non sono riusciti ahimè a trasmettermi.
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Io sono volontario in due assciazioni per persone diversamente abili e stò frequentando un corso per Operatore socio sanitario.La creazione di quel gruppo facebook è una vergogna! ma chiedamoci anche cosa fà chi governa questo PAESE per le persone diversamente abili….UN MINISTRO CHE TAGLIA I FONDI PER LE INSEGNANTI DI SOSTEGNO,O CHE RIPROPONE LE CLASSI SEPARATE TRA CHI È “NORMALE” E CHI È DIVERSAMENTE ABILE”va bene mettere in evidenza questa vergogna ma per me è uno SCHIFO anche chi propone leggi del genere..e poi nessuno ne parla…
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Cari amici, io sono un’insegnante di scuola primaria e se comincio a scrivere quello che penso davvero devo cambiare nazione. I nostri bimbi che necessitano del sostegno hanno avuto le ore dimezzate (11 invece di 22) e tanti non l’avranno proprio. Sono bambini in sedia a rotelle o che hanno sofferenze di tipo psicologico perché percossi da piccolissimi. A pochi importa veramente di loro. Certi ministri dovrebbero vivere un pò prima di fare proclami televisivi.
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Mi sto chiedendo cosa avrebbe pensato , se l’avesse saputo, di tale gruppo, una persona che conosco, che nemmeno è stata sfiorata,anni fa, dall’idea di abortire una bambina pur sapendo che sarebbe stata down. E cosa penserà la bambina quando sarà piu grande , di essere scampata all’aborto legale ( se è per questo tanti bambini sani nati dopo il 78) ancor piu probabile per bimbi come lei che per bimbi supposti sani quando questa sarà grande : sarà come essere sopravvissuti ad un olocausto.
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ci sarebbero tante cose da dire..
lavoro in un nido e quindi vivo quotidianamente in mezzo ai bambini e di riflesso alle loro famiglie.. vedo i sacrifici che fanno i genitori e la fatica soprattutto delle mamme di conciliare famiglia e lavoro.. constato tt i giorni la crescente pochezza di quello che fa l’italia per l’infanzia per cui direi che anche solo mettere al mondo un figlio sano è un atto di coraggio (e anche di un minimo di incoscienza!!), soprattutto in virtù del fatto che è educarli e farli crescere il problema (per cui oltre che economico anche sociale), in una mentalità che considera i figli un peso e lascia le famiglie sole con i loro problemi.
Ma ho anche un lungo passato di volontariato con i disabili.. li ho adorati tutti, dal primo all’ultimo. E penso, per rispondere al quesito iniziale sulla scelta da fare in gravidanza, che se arrivano e non me l’aspettavo, è scontato accoglierli e amarli.. ma nell’ipotesi di una scelta, sarei davvero dilaniata.. penso a quale vita li aspetti e ad esempio ai fratelli.. che sarebbero obbligati a un compito che durerà tutta la vita.. Ricordo la mia maestra che aveva una sorella trisomica. Non ha voluto figli. E adora bambini & ragazzi, ma non se l’è mai sentita di rischiare e poi di dover scegliere tra la vita e la morte di una creatura. Non spezzo una lancia nei confronti di nessuno, ma nn me la sento nemmeno di generalizzare e di condannare chi sceglie l’aborto. Secondo me è difficilke mettersi nei panni di qualcuno che vive esperienze così dolorose.. bisogna proprio passarci per capire..
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…l’aborto…è sempre una scelta molto, ma molto difficile, perchè se in un primo momento dopo averla concretizzata non ci si pensa più, poi però con il tempo prima o poi la psiche e pure l’anima di chi l’ha fatto,
“rigurgitano” tutto il dolore rimosso.
Appunto per questo sono esperienze da rispettare, anche se non riusciamo a condividerle.
Per rispettare soprattutto la sofferenza del nostro prossimo, perchè umanamente, nessuno si può permettere di affermare che esistono sofferenze che alcuni esseri umani si meritano.
Un Giudice che conosce ognuno di noi come nessun’altro al mondo ce già e soprattutto, che non possiede nessun nostro limite umano.
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