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Un sogno

Per la prima volta in vita mia ho fatto un sogno a puntate. Anzi, ho fatto un sogno in fieri che, in tre notti, mi ha portato a una riflessione che voglio condividere con voi.

Il primo sogno: sono stesa, una donna che non vedo, ma la cui voce mi regala pace, mi parla all’orecchio sinistro e mi racconta di un carissimo amico, un sacerdote a cui voglio molto bene e che stimo moltissimo. Quella donna mi dice che il mio amico è un uomo vero, forte e onesto, che sa comandare, nel senso nobile del termine, che sa condurre greggi enormi con tenerezza, comprensione e polso fermo. Mi spiega che questo sacerdote è sempre in contatto con Lui, che ha avuto grandi manifestazioni e che fa miracoli. Il suo unico problema, mi ripete più volte, è che di carattere è troppo chiuso.

Appena sveglia, mi vien da ridere, mi sembra che il carattere chiuso sia talmente poco rispetto alla grandezza del resto… Decido di chiedere a lui cosa ne pensa, gli mando un sms con il racconto del sogno. Purtroppo mi risponde lapidario, come immaginavo: «L’unica cosa vera è il mio carattere chiuso».

La notte successiva però ci risiamo. Il secondo sogno: io e il don siamo in macchina. Lui guida, io sono seduta sul sedile al suo fianco. Stiamo percorrendo una grande strada in mezzo al nulla. Mi dice che dovrei fare come lui, che è facile: «Basta non smettere di schiacciare l’acceleratore e affidarsi a Lui. L’importante è non fermarsi mai perché anche se tu non sai dove stai andando, Lui sa dove vuole portarti». Poi, si gira verso di me, io sorrido, lui si mette a cantare. Al mattino, mi sveglio piena di gioia e di forza. Porto Bea a scuola e poi volo in ufficio, apro il computer, mi metto a scrivere il mio romanzo e, per tante ore, senza neanche accorgermene, non stacco.

Il terzo sogno: «Sono a una lezione del mio amico sacerdote. L’aula è piccola ma molto accogliente, sento che ci sono altre persone ma non le vedo. Il don inizia a parlare della Samaritana. Io gongolo, la Samaritana mi è sempre piaciuta perché con il suo modo di essere parla dell’intuito delle donne, di quando, di pancia, sentono di essere davanti a qualcuno che sconvolgerà la loro vita. In quel momento, bisogna essere capaci di sentire se il solito orizzonte, se il solito copione può essere messo in discussione, se non si tratta di illusione ma di verità. Il mio amico parla, incanta e conclude il suo discorso con «qui non è questione di obbligare a una scelta, ma di puntare sull’umanità, di cercare, come ha fatto Cristo, uno spiraglio che arrivi dritto al cuore. E dunque, in definitiva si tratta di affrontare il rischio di camminare insieme, di scoprire insieme».

Stamattina mi sveglio nell’urgenza di appuntarmi queste parole, non voglio dimenticarle. Continuo a pensare a quel sogno. Alla Samaritana che, quando ha incontrato Cristo, proprio in quel momento, aveva bisogno di altro rispetto alla sua solita vita e non osava dirselo. Mi chiedo di che cosa ho bisogno io che non oso confessarmi, mi si insinua il dubbio (che quando si affaccia nelle nostre vite è sempre utile) e inizio a riflettere, a vagliare le opzioni. So di aver bisogno di tenerezza quando mi scatta, e non riesco ancora a fermarmi, la maschera della durezza; di lanciarmi in una nuova avventura quando attendo troppo; di libertà quando mi dico affezionata alle catene; di preghiera quando inizio a lamentarmi degli altri.

Sto ancora pensando quando ricevo una mail dall’Udi, spiega la nuova campagna che partirà l’8 marzo: si chiama Immagini amiche e chiede che venga applicata la Risoluzione del Parlamento europeo sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra uomini e donne. In sostanza, l’Udi non vuole più vedere pubblicità nemiche del corpo delle donne circolare nello spazio pubblico. Non vuole che i nostri figli e le nostre figlie si abituino alla normalità di cartelloni negli spazi comunali che finiscono per essere complici di vilipendio delle proprie cittadine. E lo chiede a partire dal fatto che quegli spazi sono di tutti.

Sono felice di questa nuova impresa dell’Udi, ci credo molto, ma al momento la mia mente continua a tornare al sogno, alla Samaritana. E mi viene in mente un altro pensiero: ma se tutti noi sapessimo di che cosa abbiamo bisogno nonostante la pubblicità e le mode congiurino per creare in noi finti bisogni? E se provassimo a smettere di dipendere dal superfluo, di negarci l’essenziale? E se provassimo a prendere coscienza dei nostri bisogni essenziali e delle paure che abbiamo nell’ammettere il bisogno di spiritualità di questo nostro mondo?

15 comments to Un sogno

  • giovanna immacolata

    Cara Cristina,il venerdì sono l’ ultima ad andar via dal lavoro e quindi posso leggerti in anteprima perchè siamo solo io e il coomputer.Veramente del collegamento fra i tre sogni non l’ ho capito molto,ma se fossero chiari, che sogni sarebbero?
    Quello che invece mi ha colpito tantissimo è la proposta di eliminare il nudo gratuito (quasi il 99.99 % femminile) dalle pubblicità.Ieri sono andata in metropolitana a Milano e ho visto un gigantesco cartellone su cui c’era un’ enorme scarpa su cui si avvinghiava una donna nuda,con la parti intime in bella mostra e,al centro delle parti stesse,una mano della signora.Mi sono
    arrabbiata moltissimo.AVEVO VOGLIA DI PRENDERE UN PENNARELLO E DISEGNARCI UN BIKINI SOPRA.
    Baci castigati.Giovanna Immacolata.

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  • ElenaV

    Putroppo le mode e la pubblicità offuscano moltissimo la mente e riescono a farci ribaltare le priorità.Io noto che da quando non lavoro più e non guardo più la tv,la mia anima (intanto ho fatto la sua conoscenza!)è molto più ricettiva a tutti i doni che riceviamo durante la giornata,un raggio di sole,il canto degli uccellini,il fruscio delle foglie,la musica della pioggia..QUesta campagna dell’udi è molto importante e sicuramente porterà a risultati positivi!!!!!!!!

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  • Riccarda

    Cara Cristina, che bello ritrovarti dopo averti letto tante volte su Confidenze. Ti abbiamo cercato anche su Facebook con un gruppo. Scrivi meravigliosamente e brilli di una luce fantastica che immaginavo da dove venisse e ora, ne ho la conferma. Come te, e come Giovanna ha scritto prima di me, anch’io condivido ogni azione contro la donna oggetto. Anche in tv o al cinema… basta! Ti prego tu che sai parlare/scrivere continua a farlo. Grazie! Riccarda

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    Miwick Reply:

    Carisima Cristina,
    ma che belli quei tre sogni: io soprattutto ti invidio (se così si può dire) perchè eri sempre accompagnata dal don: non è che fosse Gesù che ti parlava?
    Sono d’accordo con te di andare all’essenziale.
    Io, fin da quando ero piccola, ho uno stile mio di abbigliamento dal quale mi discosto appena, fregandomene delle mode che vanno è vengono, tanto più che i mio è uno stile classico che non sfigura mai.
    Da 8 anni, cioè da quando sono venuta ad abitare in questa casa, ho fatto un lavoro di pulizia di cose inutilizzate, di ricordi di una vita precedente che non mi appartenevano più.
    Ho dato alla Caritas tutto quello che poteva essere utilizzato, anche modellini di boutique, senza rimpianti perchè erano di qualche taglia in meno e so che non ci tornerò più a quel peso e a quelle forme: la menopasua cambia tutto.
    Ho eliminato anche casalinghi e pian piano sto riducendo i detersivi di cui faccio uso: un po’ perchè le mie finanze sono molto ridotte, un po’ perchè non è vero che per far bello un bagno…ci vuole il tal detersivo!!!
    L’olio di gomito è sempre il più efficace, e magari una pulizia costante!
    Mio marito mi aveva costretta ad accettare una pelliccia (a dire il vero un bellissimo visone) ma io non lo volevo e quando ci siamo separati l’ho messo in vendita (non ho ancora realizzato il corrispettivo…ma spero).
    Trovavo e trovo l’uso di pellicce uno sfoggio di ricchezza che non mi è mai appartenuto ed, anche se mio marito voleva dimostrare ai clienti che “lui poteva mantenermi bene”, io non ci tenevo affatto.
    Io non mi sentivo a disagio neppure con il mio bel cappotto nero!!!
    Ma due anni di lavaggio del cervello…mi hanno fatto cedere.
    Posso dire di aver usato quel capo pochissime volte perchè proprio non me lo sentivo mio.
    Ecco il mio piccolo andare verso l’essenziale.
    Per quanto riguarda le pubblicità: molte fammo veramente schifo e alcune le ho pure segnalate ad Altroconsumo e sono state tolte o modificate.
    E detesto che si usino le donne NUDE per pubblicizzare anche il più banale degli articoli!!!!!!!!!!!!!!BASTA.
    Siamo essere pensanti, e bene anche, con un cervello fine: è ora che si impari a riconoscerlo.
    Ti abbraccio con tanto affetto e ti auguro nuovamente una cara, Serena e Santa Pasqua con la tua bella famiglia.
    Patrizia

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  • giovanna immacolata

    Cara Cristina,ho riletto il tuo sogno e la conclusione che tu ne ricavavi: chiedersi di che cosa abbbiamo bisogno per dare una svolta ad un’ esistenza che non ci rispecchia più.A questa domanda molti risponderebbero: per cambiare vita avrei bisogno di vincere alla lotteria! Mi viene in mente quella storiella che racconta Anthony de Mello, il gesuita famoso per “Libro per un’ aquila che si crede un pollo”.Nella storia un uomo continua a chiedere a Dio di poter vincere alla lotteria.Alla fine Dio,stufo delle incessanti richieste,gli risponde: “Va bene,ti farò vincere alla lotteria,ma tu almeno compra il biglietto!”
    Noi vogliamo cambiare vita,manon vogliamo fare il primo,necessario passo per cambiare.Baci.Giovanna Immacolata.

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  • Liliana

    Cara Cristina,

    sono stata lettrice di Confidenze per decenni, e naturalmente quand’eri tu la direttrice, meno che mai mi perdevo un numero della rivista.
    Non voglio ripetere le meritate lodi che ho trovato scritte in questo blog e altrove, eche condivido pienamente riguardo a te, ai tuoi editoriali e alle risposte affettuose ed empatiche che davi alle amiche del giornale.
    Ti ho seguita qui e, prima di esprimermi, ho voluto aspettare un po’…bene, perdonami la schiettezza (ma siamo in un blog di onestà , giusto ?) ma credo che tu stia fingendo tutta questa fede; traspare qualcosa di non sentito fino in fondo da parte tua, di non vero, come se stessi recitando il ruolo di colei che nella vita ha indossato l’abito della credente , che tutto riporta a Dio, che vive nella luce di Maria ecc ecc..penso invece che con il licenziamento da Confidenze tu ora voglia ritagliarti un ruolo diverso ma che non ti appartiene. Pur di ricevere attenzione ti sei prestata a scrivere per un sito non conforme alla tua vera essenza e tutto questo si evince da quanto pubblichi il venerdi.
    Hai cosi bisogno di essere in vista, di trovare le tue parole scritte su qualsivoglia spazio pur di “esserci?”
    Chi vive il bene e la fede lo fa in silenzio, a meno che non sia un prete che deve diffondere il vangelo e soprattutto non si espone in attività che sforano il proprio ruolo, diventando una copia malconcia di quello che realmente vuole rappresentare.

    Un augurio affinchè un’altra rivista ti assuma e tu possa riapppropriarti della vera Cristina

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  • Fiorella

    Carissima Cristina,
    Vi era un tempo in cui anche io facevo sogni bellissimi e pieni di significato.
    Sogni che mi accompagnavano per giorni. Mi sembrava quasi di viverli in questa dimensione del mondo. Pensa che ho ritrovato il posto dove si e’ svolto il mio sogno piu significativo.
    E come te mi sono messa ad analizzarlo.
    Erano loro ,i sogni, che dipingevano a me stessa, a poco a poco la mia anima, ed io piano piano , vivendo in quella dimensione riuscivo ad entrarci dentro ed a viverla vermente.
    Hai mai pensato che il Don, la figura maschile, non fosse il tuo amico ma bensi’ te stessa?anche io ho avuto una figura maschile molto importante per la mia anima e come te la sognavo spesso. Perche’ ne avevo bisogno, avevo bisogno di risposte, di incoraggiamento. Poi a poco a poco ho capito che quelle risposte le potevo trovare in me stessa: quella figura maschile era la mia parte razionale che non riusciva a venire fuori.

    Per quanto riguarda il superfluo: ho vissuto per quasi un mese, colpa di un trasloco arrivato in ritardo, con 6 piatti, 6 bicchieri e 6 posate. 3 pentole ed 1 padella.
    Devo dire che e’ stato il momento piu’ bello della mia vita. Avevo tempo per fare tante cose, soprattutto guardare il mondo intorno a me. Ora ci sto riprovando con i vestiti. Uso quelli che ho da tempo. Sapessi come si sta bene quando quando non ti devi scervellare a cercare i vestiti piu’ adatti.Penso che il troppo stia generando confusione.
    Ti racconto un episodio buffo. Anni fa eravamo tornati a vivere in Europa. Venivamo da un paese in guerra, dove vi era 1 tipo di zucchero, 1 tipo di caffe’,1 tipo di tutto il resto.Ritornando nell’Europa civilizzata e consumistica , il primo giorno al supermercato di fronte ad almeno 10 tipi di zucchero, il mio cervello e’ andato in cortocircuito per il troppo che mi era offerto. Sono tornata a casa senza zucchero!

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  • Tinuccia

    Cara Liliana, penso che tu sia un po’ troppo dura nei confronti di Cristina. E’ vero che questo è un blog particolare e anch’io trovo un po’ di difficoltà, ma da qui a dire che cristina stia fingendo ce ne corre….Se tu l’avessi seguita anche all’Italia sul 2 sapresti che lei è sempre stata una donna di fede e può darsi che questo blog le ha dato l’opportunità per esprimere delle emozioni che in altri contesti non le è stato possibile, detto ciò spero di cuore anch’io che le sia data l’opportunità di dirgirere un’altro giornale perchè mi manca la Cristina di Confidenze…..

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  • sei stato grande ieri a casarano grazie di esistere sarai il mio punto di luce.

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  • cristina magnaschi

    Care amiche, questo blog non è Confidenze. Questo blog per me è una grande passione perché qui scrivono persone a cui voglio molto bene e che stimo, perché mi ritrovo tra amiche e amici, perché per me è bello sentirmi tra persone che parlano la stessa lingua, che hanno gli stessi valori e che hanno voglia di raccontare perché la fede regala gioia. La fede non è un obbligo, credo però fermamente che vada testimoniata. Spetta poi a ognuno decidere se farlo o non farlo, se viverla come un segreto o meno. Io qui sono felice. Come lo sono quando vado in televisione a fare l’opinionista o cerco di finire il mio romanzo. Non scrivo sui giornali per scelta, non per mancanza di opportunità, perché nessuno al momento mi farebbe sentire libera come voglio. Questo è il grande problema dell’informazione oggi e internet ci dà davvero la possibilità di essere quello che vogliamo.

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  • giovanna immacolata

    Cara Cristina e cara Liliana,mi sembra di tornare
    allo scontro tra due commentatrici delblog dal titolo: “Perchè le donne litigano?”In tutta one-
    stà anch’io non ho perso un numero di Confidenze quando Cristina era direttrice, e mi ricordo numerosi articoli che era raro trovare in .altri giornali,ricordo ad es. ” Il popolo delle candele”.Che poi Cristina sia stata licenziata da ” Confidenze” dopo tutte le novità e ilrespiro dato al giornale, è stata proprio una vilgiaccata.Baci.Giovanna Immacolata.
    à

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  • giovanna immacolata

    Cara Cristina,oggi sono andata in metropolitana (a Milano) e ho rivisto il nudo d i cui parlavo nel primo commento,solo qualcuno aveva strappato la carta nel punto in cui erano ritratte le parti intime.Mi sono rallegrata per un attimo,poi ho pensato:che si sia portato il ricordino a casa?.In un’ altra stazione, però, ho visto che il manifesto era stato modificato e una coperta morbida avvolgeva il corpo della desnuda.
    EVVIVA! c’è ANCORA SPERANZA.Baci speranzosi.Giovanna Immacolata.
    P.S: mi è venuto in mente che magari Liliana potrebbe essere (sto scherzando..)
    una sostenitrice delle tre nuove direttrici,che hanno, a mio modo di vedere, fatto sprofondare il livello del giornale ad un torpore stile “Bella addormentata nel bosco..della Mondadori” .Baci al peperoncino.Giovanna Immacolata.

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  • Manuela

    Personalmente non ho nulla contro il nudo, maschile nè femminile; è il modo in cui lo si espone che da un tantinello fastidietto, perchè anche se è vero come si dice (esteticamente parlando) è sempre meglio una donna nuda di un uomo vestito (siamo molto più belle, dai!) possibile che di recente hanno dovuto fare una legge per impedire le minorenni a ricorrere alla chirurgia plastica (non per ricostruirsi dopo gravi incidenti o per altre situazioni serie)perchè sin da giovanissime si crede che viene prima la bellezza del corpo e in secondissimo piano vengono la bellezza dell’Anima e quella del cervello?
    L’aspetto più inquietante è che dietro a ste ragazzine immature, ci sono genitori maggiorenni vaccinati accondiscendenti!

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  • Deanna Albano

    Carissima Cristina
    mi sembra un bel sogno a tre puntate ed io al tuo posto mi domanderei e se quel prete fossi io????
    Ma piú che un bel sogno e un sogno da riflettere,da pensare, da discutere
    (Scusa il mio italiano) la computer non ha gli accenti jA JA JA)
    A volte penso che in Italia avete molto del superfluo, io ho imparato a prescindere di molte cose, (mio Marito Gustavo dice che viviamo como due monaci francescani) Purtroppo anche qui in Venezuela c e molta ostentazione da parte di alcuni.
    Sono d accordo con te sul tema:la donna oggetto.
    Sicuramente farai un gran lavoro.
    Ho letto piu sopra che sei stata licenziata da Confidenze, pensavo che eri tu che te ne eri andata. Di tutte maniere penso che eri un po stanca, e ci voleva una nuova aria per te
    Sono molto contenta che stai scrivendo un romanzo spero leggerlo presto.
    Un caro abbraccio

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  • giovanna immacolata

    cara Deanna,veramente Cristina farà un buon lavoro perlei e per noi,perchè non fa finta di essere quello che non è e crede fermamente in quello che fa.
    Come dici tu,il grosso problema è la donna- oggetto,che diventa l’oggetto più attraente da “consumare” fra tutti gli altri oggetti.IL PAPA e per esempio il cardinale di MILANO continuano ad esortarci alla sobrietà, al rifiuto del superfluo,ma secondo me si fa una gran fatica.Io ti faccio i complimenti per la semplicità francescana tua e di tuo marito.La pubblicità è sempre più efficace e nascosta, il sesso lo mettono dappertutto,e, per convincerti a comprare un cappuccino in polvere, lo fanno passare quasi per una bustina dipreservativo (fateci caso!)La donna -oggetto gratifica gli uomini,ma, per onestà,diciamo che anche un bel ragazzo a petto nudo aiuta a vendere il prodotto.
    E’ UN DISCORSO MOLTO LUNGO e mi fermo qui.
    Complimenti Deanna per il tuo italiano.Sul mio computer l’ accento e l’ apostrofo ( quello di :
    un po’..l’..) è un piccolo segno che si trova sulla prima riga della tastiera,verso destra,sotto ?)Baci semplici.Giovanna Immacolata.

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