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Sì, il passato è un passato morto, come ogni passato ...

“Ci sono cose che rimandiamo, ma con il passare degli anni ho imparato che dovremmo vivere come se non ci fosse un domani, perche’ cio’ che conta e’ adesso. E se sono in grado di sperimentare a fondo l’esistenza a ogni istante, allora alla fine del mio percorso avro’ messo insieme una vita piena di momenti gioiosi. Voglio aver vissuto. E ora comprendo quanto sia importante fare una scelta basata non tanto sulle paure latenti nella mia mente, ma sulla base di una liberta’ che viene dal guardare all’esistenza con occhi sinceri, senza lasciare che l’espressione: “Chissa’ se…” s’insinui tra me e la persona che vorrei essere, agendo e comportandomi nel modo in cui il mio io interiore mi dice che dovrei”.

Ho ritrovato queste parole e all’improvviso ho chiuso gli occhi e ho rivisto nella mia mente gli attimi di una vita presente e passata.

Sì il passato, è un passato morto come ogni passato, e questa vita che stringiamo fra le braccia alle volte sembra non essere più nostra.

Quando ho scritto il mio primo romanzo “Cancro, non mi fai paura”, stentavo a credere che sarei riuscito a risvegliare animi e coscienze e scoprire che quella parolina fatta di sei lettere facesse così paura. CANCRO. Il cancro fa paura a chi non lo incontra e il più delle volte chi vive sulla sua pelle il dolore riesce a donare amore e serenità a chi lo circonda.

In questi anni fatti di lacrime, di corsie d’ospedale, di silenzi, ho incontrato la vita e mai la morte, perchè di cancro si vive, non si muore soltanto.

In tanti, hanno voluto insieme a me, togliere il bavaglio a questa malattia, pronti ad essere meno omertosi e veri.

Perchè nascondersi e cancellarsi nel dolore?

Sono passati due anni e in tanti soffrono, in molti abbiamo un cancro fisico, ma quello peggiore, quello della mente e dell’anima, coinvolge la maggior parte di noi.

Lungo quelle corsie ho trovato uomini soli, abbandonati a se stessi, naufraghi del proprio dolore umano, cancellati nel proprio Io, ma all’improvviso pieni di speranza e con la voglia di donare e di donarsi.

E’ bastata una carezza, una parola, un eccomi!

Ecco una lacrima taglia le guance.

Chiudo ancora una volta gli occhi, e ritrovo quei volti, quelle mani, quelle frasi e quel grido d’aiuto.

Spalanchiamo le porte a Dio e chiediamo a Lui di portarci lontano nel sole del dolore, perchè il male non è solo la solitudine. Il dolore è la gioia dell’anima e il cuore è il seme dell’infinita speranza.

“Io, cancro non ti ho mai maledetto e mai lo farò”.

In queste settimane sto rincontrando la vita e la gioia di aver scritto un nuovo racconto, mi dona la forza di guardare a quel cielo racchiuso dentro me: l’anima. Il cancro l’ha corteggiata, l’ha desiderata, ma mai l’ha avuta.

Non chiediamoci mai, perchè proprio a me e non neghiamoci la forza e il coraggio del dolore. Non aggrappiamoci alla Fede, ma viviamola, perchè è la certezza che ci riempie il cuore di gioia e che ci dona l’emozione profonda del presente, che diventa domani, vivendo.

Morire non e’ un male. Non vivere la vita a fondo, questo si e’ un peccato !

6 comments to Sì, il passato è un passato morto, come ogni passato …

  • Alessandra Lippolis

    come sempre… parole dritte al cuore! colpito e affondato…
    In bocca al lupo per ti tuo romanzo!
    e se passi dalle mie parti, avvisami che ti aiuto ad organizzare un incontro: ne abbiamo bisogno tutti!
    un caldo abbraccio Fabio!

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  • Maria Grazia

    Caro Fabio, anche ieri sera ho parlato di te, del tuo romanzo ad una mia amica che è a torino, una suora, che conosce molto bene “nuovi orizzonti”, correrà in libreria a cercare i tuoi romanzi.
    leggo le tue parole e ritrovo che sono taglienti e dolci nello stesso tempo, mi portano in un abisso a me sconosciuto o conosciuto a metà. Il cancro l’ho incontrato qualche anno fa indirettamente, ma ho sempre timore nel parlarne, si ha paura di far riemergere il dolore che a volta sembra non esserci più, ma poi ritorna, e come ritorna..BUM!
    Un grazie per il dono che ci fai continuamente ogni giorno, per la speranza che infondi a tutti coloro che combattono e non si devono arrendere MAI!
    Ringrazio Dio per averti donato al mondo così come sei, semplice e FORTE! Alleluja

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  • maria maddalena

    “Morire non e’ un male. Non vivere la vita a fondo, questo si e’ un peccato” !
    E’ proprio vero, parole sante.
    Oggi ricorre il compleanno di mia sorella morta di CANCRO l’anno scorso all’età di quarantadue anni, proprio oggi leggo questo post.
    Ha sofferto tantissimo, ma ha sempre “accettato” affidandosi a Gesù.
    E’ stata di esempio per tutti noi che le stavamo vicino.
    Ci ha insegnato che, nonostante tutto, la vita è bella e che va vissuta fino in fondo, fino all’ultimo respiro. Non sprechiamo la nostra vita, non rinunciamo a vivere, ascoltiamo la Parola, Dio ci parla. Dio ci guida.
    La Vita va vissuta oggi, perchè io agisco adesso, in questo momento.
    Io non credo al caso, io credo al distino a quel destino che noi OGGi ci costruiamo per l’Eternità

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  • Manuela

    …il dolore è dolore, inutile girarcela tanto intorno.
    Ma forse paradossalmente, chi veramente ha sofferto o purtroppo ancora soffre come è accaduto a te, ha una fortissima sete di GIOIA che gli permette di godersi ciò che di bello c’è nella vita.
    Appunto perchè ho trovato le tue parole soprattutto MOLTO DIGNITOSE, leggerò il tuo libro perchè sicuramente mi permetterà di colmare molti miei vuoti.
    Grazie veramente di cuore.

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  • Manuela

    …oggi per me è giornata di tutto “riposo” (a parte le faccende domestiche, figlio, gatto e marito… ma non sono andata a lavorare!); quindi, ho potuto (mentre stavo stirando…) vederti in T.V: caspita che grinta; altro che kemio!!!
    Comprerò quanto prima il tuo ultimo libro e GRAZIE ancora per la TUA FORZA!!!

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  • Confermo che è tutto vero quello che dici, i sentimenti che si provano sono quelli che descrivi. Però non sempre si è circondati da persone che capiscono. La cosa più istintiva che viene da fare è nascondere! Atteggiamento automatico, che in sè significa nascondere anche a se stessi. Il dolore più grande, forse, non è aver incontrat questa malattia, ma l’indifferenza di chi ti sta vicino. Perchè la paura coinvolge anche i familiari,ed in questo modo negano il loro aiuto. E’ la prima volta che ne parlo. Sono certa che non comprerò il tuo libro, ho molto d’irrisolto. Ti ammiro e ti auguro ogni bene.

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