Presentando in questi giorni il libro Perché è santo, che ho scritto per la Rizzoli con il postulatore della causa di Giovanni Paolo II monsignor Slawomir Oder, mi sono trovato a riflettere su alcuni aspetti del magistero di papa Wojtyla che soltanto di recente sono stati messi in luce. Ne ho tratto la conclusione che è profondamente vera la frase che lo stesso pontefice diceva a qualche amico: «Cercano di capirmi dal di fuori. Ma io posso essere capito solo da dentro».
Mentre si approssima la data della cerimonia di beatificazione del papa che ha introdotto la Chiesa nel terzo millennio, la sua figura spirituale si staglia sempre più netta. Secondo uno schema giornalistico, Giovanni Paolo II è stato il pontefice più mediatico della storia, quello su cui si ritiene di sapere già tutto, avendolo visto di persona, oppure avendone ascoltati e letti tanti discorsi, citazioni, interpretazioni. In realtà quel che era restato fuori dalla pubblica conoscenza, mentre papa Wojtyla era in vita, è stato in particolare l’aspetto ascetico, che ha rappresentato la vera essenza del suo modo di svolgere il ministero sacerdotale e tutti i compiti che via via il Signore ha voluto affidargli.
Per esempio la lettera di dimissioni, firmata già nel 1989 e riconfermata nel 1994, era un modo di porsi nelle mani di Dio, rendendosi disponibile a «rinunciare al sacro e canonico ufficio di romano pontefice nel caso di infermità che si presuma inguaribile e che impedisca di esercitare le funzioni del ministero petrino». Ma il fatto che papa Wojtyla non abbia mai posto in essere questa volontà non era dovuto al desiderio di restare su un trono, bensì alla consapevolezza che «Cristo non è sceso dalla croce». Un monito per tutti noi, quando facciamo fatica e vorremmo tirarci indietro dinanzi alle sfide che ci chiede la nostra fede.
E ugualmente una “lettera aperta” ad Alì Agca, che Giovanni Paolo II avrebbe voluto leggere pubblicamente, rappresentò l’occasione per riconfermare, a cinque mesi dall’attentato, il suo desiderio di perdonare l’attentatore. Lasciandoci in eredità l’invito a farci sempre carico dell’oscurità in cui può trovarsi a vivere un nostro fratello: «È importante che neanche un episodio come quello del 13 maggio 1981 riesca ad aprire un abisso tra un uomo e l’altro, a creare un silenzio che significa la rottura di ogni comunicazione».
Un sorridente aneddoto ci sollecita a porci sulla lunghezza d’onda giusta, quella che pone al centro di ogni gesto la volontà di compiere la volontà di Dio sulla nostra vita. Un giorno, una delle suore in servizio nell’appartamento pontificio vide Giovanni Paolo II particolarmente affaticato e gli confidò di essere «preoccupata per Sua Santità». «Anch’io sono preoccupato per la mia santità», fu la sorridente e fulminea risposta del Papa.






Non ho seguito costantemente il cammino di Giovanni Paolo II ma ho avvertito un grande vuoto dentro quando è venuto a mancare. Non so spiegarmi il perchè…so solo che le lacrime scendevano copiose e sono stata colta dal rimpianto per non aver approfondito la sua conoscenza, quando era in vita.
Non ho mai partecipato a quei meravigliosi incontri in cui lui si faceva tutt’uno con i giovani (come me..) dove si poteva respirare il profumo della presenza di Dio.
Si, mi sono persa davvero tanto..
Per fortuna esistono i libri,come il tuo, caro Saverio, che ce lo raccontano, che ci permettono di conoscerlo.
E così anch’io posso immaginarmi accanto a lui, mano nella mano, in un’unica catena di cuori e sentirmi una delle sue sentinelle del mattino.
Grazie Saverio.
Ho avuto modo di seguire la puntata di Raidue in cui è stato presentato il libro. Sono convinto sia un grandissimo libro e voglio quanto prima poterlo leggere. Grazie Saverio per il tuo impegno come giornalista e scrittore in modo così professionale e pieno di amore per la Verità. Comunica a tutti gli amici del blog e a Francesco quando nel tuo spazio a Radio Maria o in altre sedi lo promuoverai perchè vorrei poterti seguire. Grazie e uniti sempre nello Spirito
Ho letto di recente un libro di Karol Wojtyla “La bottega dell’orefice”, è disarmante la profondità che aveva già da giovane e allo stesso tempo la semplicità con cui faceva conoscere l’Amore degli amori… Mi è rimasta impressa una sua frase che mi ripeto ogni volta che sto male perchè non amo come Dio ci insegna:
“AMARE VUOL DIRE DONARE LA VITA ATTRAVERSO LA MORTE, AMARE VUOL DIRE SPRIGIONARE DALLE PROFONDITA’ DELL’ANIMAL’ACQUA VIVA DELLA SORGENTE, L’ANIMA CHE BRUCIA, ARDE SENZA FIAMMA, MA NON RIESCE A RIDURSI IN CENERE”.
Grazie per avergli dedicato un libro che ce lo fa conoscere e amare ancora di più…
Grazie Giovanni Paolo II, che il Signore ti doni di godere la Luce del Suo volto e ti prego di intercedere la nostra preghiera a Dio.
e' stato un Grande
Si Giovanni Paolo II è Santo Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii♥ ♥ ♥
quanto ho amato questo papa, quanto ci ha insegnato con la sua semplicita' e il suo sorriso.
Grande, meraviglioso. Nei suoi lunghi silenzi di meditazione sicuramente pregava per tutti noi…Unico…Splenderai sempre nel nostri cuori…
ha fatto tanto tanto bene!! è continua ha farlo da lassù
posso ritenermi fortunato di averlo conosciuto, ricordo ancora come se fosse ieri, il GMG in francia, io c’ero,grazie ad un regalo avuto da una mia zia..mi ricordo che mi disse:giuseppe, domani parti in francia e stai tre giorni perchè ci sarà il Papa,ricordo la gioia e l’emozione, ricordo e mentre ricordo mi vengono i brividi…quel sabato pomeriggio che dalla tour eiffel tanta gente si indirizzava presso il campo dove la domenica il papa avrebbe detto la santa messa,ricordo che ad un certo punto mi sono girato,e,sono rimasto sbalordito,non riuscivo a credere,ma dietro di me vedevo a perdita di vista un fiume di colori,di canti,di gioie che camminavano per il Papa. Li nel mio piccolo ho pensato:questo Papa sarà la gioia di tutti, la felicità del mondo,Lui resterà per sempre con noi…..Ricordo di aver ritrovato quel fiume di gente al funerale, nn scorderò mai le ore di attesa,e si, io sono stato l’ultimo ad entrare prima che chiudessero le porte, dopo ore di fila stancabili, non avevo piu la forza neanche di respirare,non mi sentivo i piedi,ma dopo 15 ore,ricordo erano le 3 del mattino sono entrato nella Basilica,e,una volta enrato un silenzio favoloso,mai sentito,vedendolo steso mi venivano in mente tante cose belle ma la cosa che oggi ancora nn riesco a spiegare e che vicino a lui ho sentito e sento ancora come se mi parlasse,Ritornano in mente sempre le parole che hanno cambiato il mondo NON ABBIATE PAURA,APRITE,ANZI SPALANCATE LE PORTE A CRISTO…..continuano a risuonare, grazie caro GIOVANNI PAOLO sempre con te per la vita eterna, sei segno di Dio che mi da forza e seguo, ALLELUYA
E' grande, io lo sento sempre vicino a me!!!!!!.proteggici da lassù!!!.
Una delle parole di Giovanni Paolo secondo che porto sempre nel mio cuore sono:”liberate la libertà”Amen