Il Vangelo di oggi è un “copia-incolla”, nel senso che si compone di due testi non consecutivi, con un salto di ben 4 capitoli. Da una parte l’introduzione al vangelo scritta da Luca, e poi Gesù che nel tempio legge il rotolo del profeta Isaia. La prima parte ci dà l’opportunità di dire qualcosa su Luca. E’ uno di quelli che ci sta simpatico per forza perchè assomiglia molto a noi. E’ un cristiano che non ha mai conosciuto personalmente Gesù, ed è stato convertito da un cristiano che a sua volta non ha mai conosciuto personalemnte Gesù, Paolo. In pratica è alla pari con noi. Le sue parole sono reliquie preziose di chi ha raccolto in maniera seria le testimonianze di chi ha visto, di chi ha sentito, di chi ha toccato, quel Gesù di Nazareth, che crocifisso e sepolto era poi risorto, cambiando un finale da copione scritto per tutti i giusti della storia. Questa annotazione è cruciale per l’attenzione a ciò che Luca racconta e a come lo racconta. Sono le parole di un testimone che cerca di far capire che il cristianesimo non è una favoletta, ma una storia reale, un manipolo di eventi, nomi, volti e testimonianze, e che ciò che sta a cuore a lui non è la “morale della favola”, ma la nuda e cruda verità su Gesù. In poche parole, Luca non vuole imbrogilare nessuno, vuole solo rendersi utile, ridando consistenza reale a quella che poteva diventare, allora come oggi, solo un ricettacolo di insegnamenti teorici: ”Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.” Credo che questo sia il motivo per cui nella seconda parte del vangelo, troviamo Gesù che legge nella sinagoga un passo del rotolo di Isaia, senza fare altre prediche successive, limitandosi a dire che c’è ciò che era stato appena letto era accaduto davanti ai loro occhi, in poche parole : detto fatto. “Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»“. Dobbiamo un pò calarci nella scena. La sinagoga di Nazareth era frequentata da gente che aveva conosciuto Gesù fin da bambino. Il suo rientro non doveva essere passato in sordina. Forse volutamente gli danno l’onore di presiedere alla liturgia del sabato, fatta di lettura della Sacra Scrittura e di commenti. Volevano anche loro saggiare la fama di questo loro compaesano, su cui forse personalmente non avrebbero scommesso nemmeno un centesimo. E Gesù pronuncia parole di fuoco, parole profetiche, parole di Isaia: ” il Signore mi ha mandato a portare una buona notizia a quelli che non hanno più niente, a proclamare fughe ed evasioni a chi si sente imprigionato dalla vita, la luce a chi ha vissuto troppo tempo al buio, giustizia per chi è stato usato, tradito, oppresso dagli altri, dalla sua stessa storia”. Questo è Dio. E’ uno che fà i fatti e non perde tempo a fare “analisi” ed “interpretazioni”. E soprattutto, questa promessa non la dobbiamo aspettare domani. La nostra speranza non è più affacciata sul futuro. La nostra speranza abita il presente, l’oggi di ciascuno: “Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”. La fatica più grossa è portare tutto nel presente. Ciò che aspettiamo è qui adesso. Nel senso che è iniziato adesso e un giorno si compirà totalmente. Quando tu pianti un seme, anche se non lo vedi, in realtà sotto quella terra ha già iniziato a germogliare, solo dopo un pò viene fuori e si vede. Come cristiani dobbiamo ricordarci che la salvezza che Cristo ci ha dato, che l’opera di liberazione che egli ha compiuto, che le cose che aspettiamo, sono già adesso, anche se magari non le vediamo. Noi siamo come pulcini rannicchiati nel guscio di un uovo, e Gesù passa accanto a noi, ci guarda e ci dice: “Tu sei un’aquila”!. In quel momento l’unica cosa che percepiamo è la nostra debolezza, la ristrettezza di quel guscio, la sproporzione tra ciò che egli dice e ciò che vediamo adesso. Eppure Egli dice la verità. Egli vede ciò che un giorno saremo in pienezza. Noi vediamo solo ciò che siamo adesso. Per questo vale la pena ascoltare le sue parole, diversamente passeremo troppo tempo a lamentarci di un guscio e di una condizione per la quale non siamo fatti e che prima o poi ci verrà tolta. E’ Messia per questo, perchè come un messaggero di buone notizie, ci dice il finale del film mentre ci stiamo convincendo che non ce ne sarà uno, o per lo meno non ce ne sarà uno lieto. Rassicurati da questo, troviamo la forza per affrontare ogni cosa. Per questo è splendido l’invito del libro di Neemia: “non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza”.








Scritto da Don Luigi Maria Epicoco
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Sì, certo, ormai riconosciamo lo stile, ma confermiamo che ci piace!
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ehh no no fidati
)) non tutti lo riconoscono ehehe
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In effetti… un po' di confusione si sta facendo!
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grazie a chi lo ha scritto e a chi lo ha pubblicato..eheh così non si offende nessuno!;) cmq grazie di cuore erano proprio le parole che avevo bisogno di sentirmi dire in questo moment"non vi rattristate perchè la gioia del Signore è la vostra forza"!
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Mi piace moltissimo questa ripresa di Gesù della lettura della profezia di Isaia, che probabilmente non scelse a caso. Ma ancor più mi piace quando il vangelo continua dicendo “prese il libro, lo lesse e lo richiuse”.
In un commento che ho fatto per la mia comunità di ascolto proprio su questo brano, avevo trovato che “il libro era aperto per chi non sa leggere, chiuso per chi sa leggere.
Gesù sa leggere e interpretare perciò solo Lui può aprire e chiudere il libro: inizio e completamento, inizio e fine.
E’ molto confortante la figura di Gesù, a cui nulla è sconosciuto o segreto.
Patrizia
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