Scritto da Don Davide Banzato, il January 30th, 2010
Alcuni mi hanno fatto notare che avendo scritto un post sulle novita’ del sito www.egioiasia.com non ho scritto una meditazione sul Vangelo questa settimana… Sono in viaggio per Riccione dove con altri collaboratori iniziamo a preparare la missione “Chi ha sete venga a Me!” di quest’estate e in questa pausa presso l’Autogrill mi sono soffermato sul Vangelo odierno, cosi’ condivido con voi qualche semplice pensiero relativo a Mc 4,35-41.
Gesu’ vuole andare verso l’altra parte del lago. Questa prima frase evoca il simbolo del cristiano sempre in viaggio e missionario per definizione, seguendo un Maestro che non solo ha percorso molte strade, ma che con la strada si e’ identificato, facendosi “Via”.
Le barche sono diverse e molte, come le vie per la salvezza e la felicita’, esiste la retra coscienza, tante confessioni cristiane e religioni, ma una sola e’ la Barca, ovvero la Chiesa, che ha come unico timoniere Cristo stesso! Saliti con Lui anche se si addormentasse apparentemente non curante della tempesta che impera, la salvezza e’ sicura, il giorno arrivera’ dopo qualsiasi notte, le tenebre saranno certamente squarciate dalla Sua Luce. Basta una Sua Parola e ogni vento tace! Non ci inganna promettendoci sempre la bonaccia, ma ci rassicura che con Lui “le forze degli inferi non prevarranno”. Ogni bambino da piccino tifa la squadra più forte, certamente e’ un comportamento ingenuo ed opportunista, tuttavia non stupido. Se sappiamo che Gesu’ ha gia’ vinto perche’ sprecare tempo nel cercare da soli la vittoria rischiando il naufragio?! Clicca qui per continuare a leggere La Barca fatta di legno e umanita’ ›
Scritto da Don Davide Banzato, il January 30th, 2010
Ho meditato un po’ Luca 9,43-45: “E tutti furono stupiti per la grandezza di Dio. Mentre tutti erano sbalorditi per tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini». Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.”
La prima cosa che mi colpisce è la superficialità dei discepoli dinnanzi ad una frase che Gesù, il nostro Maestro, pronuncia introducendo con un “Mettetevi bene in mente queste parole”. Possibile che prevalga la paura a rivolgergli delle domande quando per altre cose sono stati capaci di chiedere spiegazioni e a volte hanno azzardato anche in discussioni molto meno importanti come “chi fosse il più grande” o addirittura hanno cercato raccomandazioni come nel caso di Giovanni e Giacomo per essere “uno alla destra ed uno alla sinistra”!? Clicca qui per continuare a leggere Gesù si consegna nella mani degli uomini… ›
Scritto da Cristina Magnaschi, il January 29th, 2010
Che fosse una giornata particolare dovevo capirlo dalla prima mail della giornata in cui un amico mi ha mandato il messaggio del 2 gennaio alla veggente Mirjana da parte di Maria a Medjugorje. Quando mi arriva, sto uscendo e purtroppo sono di corsa. Lo leggo velocemente, vorrei meditarlo. Mi manca veramente il tempo. Lo stampo, però, e mi riprometto di farlo appena possibile.
Non mi fermo fino alle 14 quando accompagno mia figlia da un’amichetta a giocare. A quel punto decido che di andare in palestra a correre, perché mi fa bene, ma ogni volta, vincere la pigrizia è per me difficilissimo. Quando arrivo, tentenno, sono in macchina e non ne ho proprio voglia. Sento la necessità di qualcos’altro. Mi cade l’occhio sul Messalino che ho sempre in borsa. Lo apro, leggo una pagina del Vangelo, medito sulla frase: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Mi sento in colpa per aver capito di non voler perdonare un tizio che mi aveva ferito anni fa. Subito mi viene da pregare Maria: «Insegnami ad amare meglio», chiedo. Mi rigira in testa la parola fuoco, mi riprometto di tenerla a mente tutto il giorno. Poi mi volto per prendere la borsa della palestra nel sedile posteriore. Vedo che lì c’è anche un libro, lo prendo per metterlo sul sedile al mio fianco, per ricordarmi di portarlo a casa, ma mi cade di mano e si apre su una pagina, leggo: «… e se questo fuoco in me non arde a tal punto da diffondersi ovunque, significa che non c’è o che l’ho coperto sotto una montagna di cenere oppure che mai si è acceso». Mi viene da chiuderlo subito, quel libro, mi sento sgridata, non ne ho voglia… Invece, continuo a leggere: «Accendiamo la fiammella o smuoviamo la cenere in noi affinché questo fuoco divampi e arda scaldando il cuore di ogni uomo che incontriamo».
Mi chiedo se la parola fuoco che mi rigirava in testa poco fa ha attinenza con questa frase. Ma subito rinuncio: «Sono troppo lontana ancora», mi dico, mi riprometto però di continuare a tenerla a mente. Poi entro in palestra, vado al tapis roulant e, rosario alla mano, inizio a correre pregando.
Lo faccio da quando sono tornata di Medjugorje di correre e pregare, mi fa stare così bene, mi fa dimenticare che sto faticando e allo stesso tempo mi permette di concentrami meglio sulla preghiera. Dopo una quarantina di minuti, decido di andare all’idromassaggio. Davanti a me sono seduti un ragazzo e una ragazza: li trovo bellissimi, pieni di luce, inizio ad osservarli meglio. In realtà, secondo i canoni che ci sono oggi imposti sono bruttissimi: lui sembra Rocky (con però almeno 30 chili in più) quando, tumefatto, urla: «Adrianaaaaa»; lei, minutissima, ha un volto a mezza luna con grande naso arcuato e occhi strabici. Continuo a osservarli, continuo a trovarli bellissimi. Non si accorgono di me, sono totalmente presi dalle loro chiacchiere. Mi cade l’occhio sulla croce al collo di lui. Quando alzo lo sguardo, lo incrocio col suo, mi sorride: «Siete bellissimi», mi sento di dire. Sto per iniziare a vergognarmi per la mia sfacciataggine, ma lui veloce mi risponde: «Non siamo belli, siamo innamorati». Clicca qui per continuare a leggere Che grande, Maria! ›
Scritto da Francesco Candian, il January 28th, 2010
Come qualcuno avrà intuito per qualche giovedì la trasmissione Italia sul 2 di Rai 2 dedica uno spazio a storie di ragazzi che sono passati per una situazione di inferi ma ora sono risorti.
….E Gioia sia! riporpone ogni giovedì la puntata della settimana precedente e vi invita, ovviamente in base alle vostre possibilità lavorative, a guardare la puntata in diretta pomeridiana. Se non potete con la diretta non preoccupatevi, qui troverete sempre tutto l’archivio per rivederlo quando volete.
In collegamento da Roma, Chiara Amirante commenta la storia di Luciano, un ragazzo come tutti gli altri che ha cercato la sua via del successo cadendo in una spirale di sofferenza che l’ha portato dal desiderio di raggiungere le stelle al rischio di distruggere se stesso. Clicca qui per continuare a leggere Italia sul 2: la testimonianza di Luciano ›
È una gioia poter iniziare la mia partecipazione attiva al blog Egioiasia sull’onda delle parole di Benedetto XVI, che ha appena proposto «i nuovi media al servizio della Parola» come tema per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Proprio questa è la sfida che in qualche modo interpella personalmente chiunque frequenti questo sito e [...]
Alle volte, basta svegliarsi al mattino e quel grigio che abbiamo dentro, diventa il buio attorno a noi. E’ in quel momento che stiamo per cadere, che le gambe tremano di paura e come flashback ritornano alla mente tutti gli attimi di una vita.
Immagini infinite. Una sequenza di emozioni che battono nel nostro petto.
E’ un giorno di gennaio.
Un freddo gennaio, dentro e fuori di me.
Riapro gli occhi.
Il cielo è meno grigio e le nuvole cariche di pioggia sembrano lanciarsi verso altri cieli e occupare altri occhi.
“A volte vorrei volare per vedere il mondo da lontano, nel silenzio, nella pace e nella solitudine”.
Questo mondo che corre e che non pensa, questo mondo che non sogna e ruba e cancella le emozioni altrui, questo mondo in eterno movimento che schiaccia se stesso e gli altri.
“Noi siamo fatti della stoffa dei sogni”. Eduardo De Filippo, ci insegna.”E’ tutto è circondato da sonno e sogno eterno”.
Scritto da Don Davide Banzato, il January 25th, 2010
Il blog “e Gioia Sia!” è nato con il primo post il 22 febbraio 2008. Inizialmente ho scritto quasi per gioco cercando di condividere pensieri e riflessioni frutto della meditazione del Vangelo a Nuovi Orizzonti. Nonostante la semplicità del blog e dei post scritti di getto come “condivisione” dell’anima per quanti volessero usufruirne, in un solo anno e mezzo il blog ha avuto 50.000 accessi unici con 80.000 pagine visitate, 4000 utenti fissi e tantissimi commenti soprattutto nella sincronizzazione con FaceBook e il Network Cavalieri della Luce.
Sia per motivi di forze sia di tempo sono stato molte volte tentato dal chiudere il blog e dal togliere il profilo in FaceBook, ma le molteplici mail, i commenti, le richieste di preghiere e le vostre condivisioni mi hanno sempre trattenuto, soprattutto perchè in questo tempo sono nati dei veri e propri rapporti di amicizia che vanno ben oltre il freddo linguaggio informatico. Non ho neanche mai pensato ad un “blog di don Davide Banzato” e proprio per questo giustificherò le scelte della nuova piattaforme scelta che sarà attiva dal 25 gennaio 2009. Clicca qui per continuare a leggere Dal 25 Gennaio …e Gioia sia! si rinnova ›
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