Terra Santa: c'è posto per tutti

A poche settimane dalla Pasqua, un appello viene lanciato dal Vaticano per sostenere i cristiani di Terra Santa, che custodiscono i luoghi «dove tutto è cominciato». Sono nostri fratelli nella fede che, con le parole del cardinale Leonardo Sandri, il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, incarnano «un ponte di dialogo e di collaborazione costruttiva nell’edificare una cultura di pace che superi l’attuale stallo della paura, dell’aggressione e della frustrazione».
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... nel dolore, le Tue mani sono diventate il sangue che nutre il mio ...

Ritorno alla vita.

Questa notte ho scelto l’amore per il mio cuore.

Non chiedetemi il perchè, ma ho provato a sentire incessantemente il battito del mio cuore.

Non lo facevo da tempo.

Dal giorno in cui è stato pubblicato il mio nuovo romanzo, meno di un mese, la mia vita è un turbinio di orari, voli, agende, parole e pochi respiri.

“Fermati!”
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Diario e Riflessioni dal Brasile

Avrei voluto tenervi aggiornati quotidianamente sul mio viaggio in Brasile ma non è per niente semplice, sia per motivi di tempo che per motivi tecnici: eccomi allora ad appuntare qualche considerazione al volo, a volte anche sgrammaticata, e non appena trovo una connessione inviare il tutto a chi dall’Italia mi può aiutare a pubblicare le emozioni, le sensazioni, tutto ciò che sto vivendo qui e che mi sta toccando nel profondo. Grazie per le vostre preghiere…

5 marzo 2010 h.10,30
Questa notte ho preso un sonnifero per potermi addormentare. Il dolore era troppo grande e troppe le notti insonni o comunque disturbate. Quegli sguardi spenti. Quel il grido. Il grido di Dio nei piccoli… Pensavo di esserci abituato oramai. Ma al dolore non ci si abitua mai. Non è come per le malattie, che una volta guarite ti lasciano gli anticorpi. Anzi, più si è in Dio e più sia Ama, maggiormente si diviene vulnerabili perchè capaci di più empatia e compassione…

Nove anni fa percorrevo Beiramar strada di Fortaleza nel nord-est del Brasile per incontrare i bambini di strada. Non riuscivo più a prendere sonno. Pensavo di aver superato questa fase di tormento. Ma al male, al vero male con la M maiuscola non ci si può abituare. Quando a Stazione Termini passavo le notti con i ragazzi di strada, al mio rientro a Piglio non dormivo pensando che avevo un letto, una casa, tutto. Invece i miei ragazzi, i miei amici stavano in strada, in pericolo, rischiando la vita, con una pistola in tasca e dovendo spacciare per sopravvivere, esposti ai rischi della strada, all’indifferenza e all’odio della società che li considera feccia, alla polizia che passa e li picchia o li porta in carcere con il risultato di colpire sempre solo l’ultimo anello di una catena, quello più debole, quello che forse ha meno responsabilità nel peccato sociale della droga o della prostituzione.
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Resistere e Amare

Questa settimana per impegni di lavoro, sono rimasta qualche giorno a Roma. E, come ogni volta che ci torno, mi impressiona sempre quanto sia bella. Strano a dirsi, ma per me è come se i ricordi non potessero contenere tutta la sua magnificenza, la sua luce, la sua forza.

Sono partita per Roma prima di tutto per partecipare alla presentazione della campagna Udi, Immagini amiche, una giornata in cui Pina Nuzzo, la presidente, aveva riunito un gruppo bellissimo di donne per discutere del nostro presente, e futuro, in rapporto all’immagine che si dà delle donne nelle campagne pubblicitarie, per contrastare ovunque la pubblicità e gli stereotipi che offendono le donne. Io in quella giornata ho coordinato i lavori, ma quello che non posso resistere dal raccontarvi sono le mie emozioni, le sensazioni che nascoscono in me ogni volta che vengo in contatto con queste persone che fanno politica vera, vicina alle donne, e che rifiutano di schierarsi per un partito politico.
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Un Saluto dal Brasile

Nel 2001 sono stato in missione con il primo gruppo che ha iniziato i lavori a Quixada in Brasile. Sono tornato nel 2002 e nel 2004 lasciandoci sempre una parte di cuore. All’epoca ho vissuto un’esperienza rivoluzionaria che per motivi di tempo non posso raccontare. Ci sono state fasi diverse in me. Il sentirmi evangelizzato dai poveri. L’avere il cuore squarciato dal grido di povertà e solitudine. L’essere prosciugato di energie dagli abbracci dei bambini che cercano affetto e protezione. La rabbia per il divario ricchi-poveri e per la prostituzione minorile a Fortaleza in pieno giorno… L’esperienza di Dio nel silenzio del deserto…
Ora come sto? Meravigliato davanti alle Cittadelle Cielo in espansione a Quixada e Fortaleza, alle 400 familie che si aiutano e ai bambini e ragazzi accolti nelle comunità. Ho rivisto ragazzi e ragazze di 18 o 20 anni come Roberto e Michel che avevo conosciuto come bambini di strada. C’è pero’ ancora la rabbia in aereo nel guardare i volti di un volo di soli uomini cinici e crudeli. C’è il vuoto dell’Amore non amato.
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Dalle ceneri in testa alla lavanda dei piedi: esistono due quaresime

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Siamo nel tempo della Quaresima. Sento nel cuore forte alcune parole che voglio condividere con tutti voi. Innanzitutto l’importanza di approcciarci in modo equilibrato e corretto a questo “tempo forte” che in realtà non è isolato, ma si pone come un’anta di un’unica porta. Le due ante sono due quaresime: la prima consacrata alla penitenza e la seconda alla gioia. Troppo spesso pensiamo esista solo la prima. Invece dal Mercoledì delle Ceneri al triduo Pasquale c’è un tempo con pari spazio a quello che va dalla Pasqua alla Pentecoste consacrato interamente alla gioia, che chiamerei la quaresima della gioia. Queste due ante, penitenza e gioia, aprono l’ingresso alla Resurrezione, alla Pasqua, fulcro della vita cristiana. Oggi approfondiremo solo la prima parte, quella di una Quaresima che si presenta a noi dal Mercoledì delle Ceneri con la simbologia della cenere e si chiuderà definitivamente con il Giovedì santo quando avremo l’ultima Cena con la simbologia della lavanda dei piedi. Da una parte la cenere in capo, dall’altra un catino con acqua e l’asgiugatoio.

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La perenne persecuzione

È una macchia che si diffonde sempre più, sulla cartina geografica mondiale, quella che mostra i luoghi nei quali i cristiani vengono violentemente perseguitati. Ultima e più preoccupante, in questi giorni, la continua aggressione in Iraq. Lo stesso Benedetto XVI, stigmatizzando tali episodi nell’Angelus di domenica scorsa 28 febbraio, ha esortato quella comunità affinché non si stanchi «di essere fermento di bene per la patria a cui, da secoli, appartenete a pieno titolo». Nel contempo il Papa ha lanciato un appello affinché le autorità locali «compiano ogni sforzo per ridare sicurezza alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili».
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